LA GUERRA FINANZIARIA DELLE NAZIONI!

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Puntuale come un orologio svizzero arriva la riflessione di uno dei tanti giornali inglesi, terra privilegiata della speculazione, base di centinaia di hedge fund, giornali da sempre ferocemente antieuropeisti permeati da un conflitto di interesse nazionale, l’industria finanziaria.

Una riflessione dal titolo emblematico: Italy and the Euro: On the edge. L’italia e l’Euro…sull’orlo!

Originale vero l’immagine, una vera e propria guerra mediatica, incominciata con le “opinioni” delle agenzie di rating, proseguita con l’analisi superficiale e improvvisata degli analisti di BlackRock, con le opinioni di analisti ed esperti interessati, culminata nei piagnistei di coloro che non amano che alla finanza venga messo alcun vincolo. Una sorta di chiagni e fotti, con giustificazioni pietose, si sequestra il futuro delle Nazioni. A proposito di speculazione, mentre i menestrelli del sistema si prodigano a raccontarci che non c’è alcun attacco speculativo verso l’Italia e che si tratta solo di una presa di coscienza del senno di poi, vorrei ricordare a questi illuminati che in Inghilterra esiste da tempo una tassa sulle transazioni finanziarie che finanza il Paese per quasi 2 miliardi di sterline all’anno e non solo in Inghilterra, tanto per smentire una delle tante leggende metropolitane. Tassare le transazioni finanziarie si può e nessuno fugge per lo zerovirgola!

Ebbene l’Economist dopo aver mescolato la solita minestra europea e aver snocciolato i dati riguardanti il nostro Paese ci raccontano che il recupero dell’economia europea è sempre più difficile, dimenticando che l’Inghilterra è ad un passo dalla recessione!

Addirittura l’articolo in questione arriva ad insinuare che la commedia americana sul tetto del debito sembra aver distratto gli investitori americani i quali non si rendono conto di quanto è in gioco in Italia, il che non aiuta.

Si sono talmente distratti gli americani che …

” (Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 13 lug – Pimco, primo bond fund manager al mondo, scommette sull’Italia e sulla capacita’ del Paese di superare la crisi, comprando titoli di Stato italiani.

Lo dice Andrew Bosomworth, numero uno della gestione di portafoglio di Pimco (gruppo Alllianz), al quotidiano tedesco ‘Die Welt’, aggiungendo che, secondo Pimco, che ha fondi in gestione per mille miliardi di dollari, il recente sell-off di titoli di Stato italiani “e’ eccessivo da un punto di vista dei fondamentali” e che queste fasi di turbolenza “sono state sfruttate per acquisti”. “L’Italia non e’ la Grecia” e “non e’ nella stessa barca degli altri Paesi periferici”, afferma Bosomworth, pur sottolineando che la situazione sul mercato dei capitali e’ “critica”. L’Italia ha accumulato livelli di debito molto elevati che deve essere rifinanziato, con forti volumi, ogni anno. Il Paese non puo’ quindi permettersi di restare tagliato fuori dal mercato: tuttavia, la situazione a Roma non e’ paragonabile con quella greca. “In tutti e due i casi il problema principale e’ il debito elevato, ma il
deficit di bilancio italiano e’ piu’ basso e il gettito fiscale corrente molto piu’ alto. Inoltre, buona parte del debito pubblico e’ detenuto all’interno”. Pimco non aveva a tutt’oggi una significativa esposizione sui titoli di Stato italiani e spagnoli, mentre la capogruppo, la compagnia assicurativa tedesca Allianz, e’ esposta per circa 28 miliardi di euro nel reddito fisso italiano.

Queste cose che sentite oggi, Icebergfinanza le ha condivise con i suoi lettori dall’inizio dell’anno in alcuni post dedicati e pubblicati, ma soprattutto in molti dimenticano questo grafico, assolutamente fondamentale!

La minestrina dell’Economist prosegue con i riferimenti alla politica italiana che ben conosciamo, la solita preoccupazione per il basso tasso di crescita dell’economia italiana e il fardello del debito, anche se riconoscono molti punti di forza al nostro paese.

Ma poi gli inglesi dimenticando la loro situazione interna ci dicono che cosa bisogna fare. Riduzione del debito dei paesi chiaramente insolventi, ricapitalizzazione delle banche europee che soffrono per un’eventuale ristrutturazione e la costruzione di un ” firewall ” tra gli stati insolventi e non.
Insomma vogliono ristrutturare! Io magari partirei dall’Irlanda visto l’esposizione che le banche inglesi hanno nei confronti della mia amata Irlanda. Io non ho nulla contro gli inglesi ma se invece che raccontarci un giorno si e un’altro ancora il pericolo della fine dell’Euro o della lezione terribile di questa settimana, dessero un’occhiata alla trave che sta dalle loro parti sarebbero anche più simpatici.

Tornando a noi, ieri è stata approvata dalla CASTA, la finanziaria che continua a pescare sempre e solo nelle tasche dei soliti noti, mai nelle loro e in America un giorno si e un’altro ancora, le agenzie di rating continuano a parlare del sesso degli angeli raccontando le leggende metropolitane sul fallimento dello Stato ad opera dell’idiozia di tagli permanenti alle tasse delle classi più abbienti che continua dalla notte dei tempi in un assordante silenzio il piccolo stato del Minnesota chiude i battenti mandando a casa 24.000 anime. e Cisco da il via a licenziementi di massa festeggiata dalla Borsa.

Una piccola riflessione per il lettore: che attendibilità può avere una istituzione che mette in guardia le Nazioni dal debito eccessivo e poi ci comunica che se non verrà alzato il livello di tale debito allora il giudizio sarà severo?

Concludo ricordando che la tempesta non è affatto finita e che il deterioramento delle variabili fondamentali è evidente nell’economia reale al di là dell’ottimismo di maniera delle istituzioni.

Questa sera verranno pubblicati gli esiti degli Stress Test europei sulle banche del continente e non mi stupirei di osservare una nuova tempesta sull’ Euro, vista la probabile fragilità delle istituzioni bancarie europee, sempre che i testi siano attendibili e trasparenti anche se come abbiamo già visto la Germania in particolare non è molto d’accordo di condividere la reale situazione dei suoi istituti.

Per quanto riguarda lunedi ho l’impressione che assisteremo molto probabilmente ad una sorpresa gradita, qualcosa di inedito nella dinamica di questa Grande Crisi.

f
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (33)

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