Mario Cal suicida. Spostata l’arma del delitto.

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Crac San Raffaele, suicida Mario Cal (Il Messaggero del 18 luglio 2011)
Quando il circuito di denaro diventa molto importante, ecco che ci scappa il morto; suicida…! Come accaduto per Calvi, per Sindona e tanti altri liquidati in fretta. Certamente doveva sapere che fine hanno fatto i 900 milioni di euro che mancano all’appello (una cifra che deve far riflettere per l’importo, largamente sufficiente –casualmente- a saldare il debito Fininvest per il lodo Mondadori, ma molto vicino alla cifra della prima condanna); essendone a conoscenza avrebbe potuto aiutare gli inquirenti a capire…. ora non aiuterà più nessuno. ” Cal non era indagato, viene ribadito sia in procura, sia dal suo legale.” NON indagato ma “a conoscenza dei fatti”. ” Qualcuno avrebbe rimosso la pistola usata da Mario Cal mettendola in un sacchetto.” Mai sentito di un suicida che si premura, dopo essersi sparato, a riporre, ordinatamente, la pistola in una sacchetto. (Da Il giornale, art. della redazione: ” L’arma con cui l’uomo si è ucciso è stata spostata e infilata in un sacchetto da una persona che deve essere ancora identificata, probabilmente una delle prime ad entrare nella stanza. Per questo il pm di turno Maurizio Ascione ha disposto degli accertamenti per arrivare ad identificare chi, probabilmente in buonafede, ha spostato l’arma senza rendersi conto di aver inquinato la scena del suicidio”. …probabilmente in buonafede… excusatio non petita….. Davanti ad un morto suicida chi avrebbe avuto l’insensata reazione di inquinare il luogo del delitto ? Ille fuit cui prodest ! Rosario Amico Roxas

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