STRESS TEST SHOW!

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A prima vista direi che le presunte pressioni della BaFin e delle lobby bancarie tedesche secondo un articolo del Financial Times, hanno prodotto i loro effetti, visto che nessuna banca tedesca sembra non aver superato gli stress test e che solo un paio lo hanno superato per il rotto della cuffia.

Chissà se le agenzie di rating sono d’accordo, visto che secondo Moody’s erano oltre una ventina quelle che avevano qualche scheletro nell’armadio. Vista la lista pubblicata via ZeroHedge sembra che della banche irlandesi e tedesche non vi sia traccia e la povera Austria si confermi fragile dopo le vicissitudini dei paesi dell’ Europa dell’Est e di Bank of Austria.

Nei prossimi giorni il mercato spulcerà i dati finanziari da cima a fondo, istituto per istituto, soprattutto per quanto riguarda l’esposizione a Grecia, Irlanda e Portogallo, senza dimenticare la Spagna.

Solo 16 banche sulle complessive 90 istituzioni esaminate avranno bisogno di ricapitalizzare visto che i loro coefficienti patrimoniali sono tra il 5 e 6 %. Quello che a noi interessa è che le banche italiane sono state promosse a pieni voti.

Poi per il resto, ricordo la metafora usata in occasione dei precedenti stress test che videro la perfetta salute del sistema finanziario irlandese, poi sostanzialmente nazionalizzato, secondo la quale è un’utopia sperare che il vostro medico di fiducia violi la privacy comunicando al mondo intero il rischio di una grave malattia, ovvero il fallimento tecnico. E’ chiaro che si tratta solo di un maquillage, un inutile e dannoso maquillage!

Condividendo alcune considerazioni apparse sul web sottolineo che al di la delle opinioni personali e delle Vostre sensazioni, delle perplessità e dell’ironia possibile è chiaro che il sistema italiano insieme a quello canadese è quello che ha subito meno di tutti l’onda dello tsunami subprime ed è rimasto ai margini dell’orgia di debito messa in atto soprattutto dalle banche tedesche nei confronti dei paesi periferici.

Come è stato più volte sottolineato e preannunciato, diamo un’occhiata a cosa ci racconta il SOLE24ORE…

Le banche italiane hanno superato gli stress test. Come per gli stress test effettuati nel 2010, i cinque istituti (Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca, Banco Popolare e Banca Mps) interessati dall’esame condotto dall’European banking authority per valutare la capacità degli istituti di credito europei di resistere all’onda d’urto di ulteriori crisi, sono stati promossi. Tra le 90 banche europee coinvolte (che rappresentano il 65% del sistema creditizio europeo) 8 banche (cinque spagnole, due greche e una austriaca).

Del resto, la promozione delle banche italiane era già stata annunciata dal governatore della Banca d’Italia nonché presidente designato della Banca centrale europea, Mario Draghi, che in settimana ha dichiarato che le aziende italiane lo supereranno agevolmente ricordando tra l’altro che attualmente il Core tier one ratio medio delle prime banche italiane dovrebbe aggirarsi intorno all’8,6% (il limite per gli stress test è pari al 5 per cento per il Core tier one).

Banche italiane promosse

Bankitalia spiega che «le banche coinvolte rappresentano oltre il 62 per cento del totale dell’attivo del sistema bancario nazionale. L’esercizio conferma l’adeguatezza della capitalizzazione delle banche italiane e la capacità di assorbire l’impatto di un ulteriore deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato».
«Applicando le severe condizioni ipotizzate nello stress test, per ognuno dei cinque gruppi il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (Core tier 1 ratio) – spiega Bankitalia – risulterebbe, alla fine del 2012, ben al di sopra della soglia del 5 per cento, stabilita dalle autorità come riferimento per valutare la necessità di eventuali interventi di ricapitalizzazione. La media ponderata del Core tier 1 ratio post-stress per i cinque intermediari sarebbe del 7,3 per cento. Il risultato tiene conto delle misure di rafforzamento patrimoniale decise entro l’aprile di quest’anno. Includendo anche ulteriori risorse patrimoniali, tra cui alcuni strumenti non compresi nella definizione di Core tier 1 ma caratterizzati da elevata capacità di assorbire le perdite, il coefficiente patrimoniale medio dei cinque gruppi risulterebbe del 7,9 per cento alla fine del 2012. Anche un forte inasprimento del rischio sovrano – conclude – non intaccherebbe la solidità delle banche italiane».

Banche tedesche ok

Tutte le dodici banche tedesche sottoposte agli stress test europei hanno passato le simulazioni di scenari sfavorevoli, con un coefficiente patrimoniale medio del 7,1%. Lo rendono noto la Bundesbank e la Bafin, la Consob tedesca. Il ‘core Tier 1’ medio è del 7,5%.

Le simulazioni

Le simulazioni sono state supervisionate dalla European Banking Authority, ente che ha sede a Londra. Si propongono di valutare le capacità di resistenza delle banche in uno scenario di circostanze ipotetiche avverse protratte per circa un biennio. Si vuole accertare se dispongano di patrimonializzazioni sufficienti a superare senza finire in affanno situazioni di stress, appunto. Nel mirino i coefficienti di capitalizzazione di base che in prospettiva dovranno aumentare per quanto previsto dalla riforma globale del settore, Basilea III.

Secondo le prime indicazioni gli scenari avversi ipotizzati non contemplano l’ipotesi di una insolvenza sui pagamenti della Grecia, ma forniscono chiare indicazioni sulle esposizioni degli istituti ai titoli di Stato.

Piano di ricapitalizzazione per le banche bocciate
In attesa di conferme, è probabile che le banche bocciate dovranno presentare un piano di ricapitalizzazione entro la fine di settembre. Dovranno raccogliere fondi sul mercato ma c’è anche la possibilità che i singoli governi siano chiamati, in extremis, ad intervenire . È quanto emerge da un documento preliminare dell’Ecofin, datato 7 luglio.

Sotto stretta osservazione le banche promosse sul fil di lana
Invece, per le banche che in base allo scenario di stress risulterebbero avere un core Tier 1 sopra ma vicino al 5% saranno sottoposte, dicono i ministri finanziari, a una verifica prudenziale “rafforzata” per garantire che, è scritto nel documento Ecofin, non ci sia un deterioramento inatteso della loro posizione di capitale.

Stress test credibili?
Il problema, adesso, è vedere quanto credito i mercati accorderanno a questo esercizio, dopo che la sua prima tornata, un anno fa, aveva avuto inattesi risvolti grotteschi. Le banche dell’Irlanda erano state promosse, ma pochi mesi dopo si scopriva che le voragini di bilancio che nascondevano – passate in cavalleria sotto il naso degli stress test – erano talmente grandi da far finire in crisi di bilancio tutto il Paese, mentre Dublino, dovendo salvarle, ha finito a sua volta per chiedere gli aiuti di
Ue e Fmi. Insomma, una certa diffidenza sarà da mettere in conto.

E ancora da Reuters…

ROMA (Reuters) -(…) “Le banche coinvolte rappresentano oltre il 62% del totale dell’attivo del sistema bancario nazionale. L’esercizio conferma l’adeguatezza della capitalizzazione delle banche italiane e la capacità di assorbire l’impatto di un ulteriore deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato. Applicando le severe condizioni ipotizzate nello stress test, per ognuno dei cinque gruppi il coefficiente relativo al patrimonio di migliore qualità (Core tier 1 ratio) risulterebbe, alla fine del 2012, ben al di sopra della soglia del 5%, stabilita dalle autorità come riferimento per valutare la necessità di eventuali interventi di ricapitalizzazione. La media ponderata del Core tier 1 ratio post-stress per i cinque intermediari sarebbe del 7,3%”, aggiunge via Nazionale.

Bankitalia ricorda infine che “il risultato tiene conto delle misure di rafforzamento patrimoniale decise entro l’aprile di quest’anno. Includendo anche ulteriori risorse patrimoniali, tra cui alcuni strumenti non compresi nella definizione di Core tier 1 ma caratterizzati da elevata capacità di assorbire le perdite, il coefficiente patrimoniale medio dei cinque gruppi risulterebbe del 7,9% alla fine del 2012.

Anche un forte inasprimento del rischio sovrano non intaccherebbe la solidità delle banche italiane…

Detto questo, non si tratta che di una tappa all’interno di questa tempesta perfetta, una piccola pausa e poi si tornerà a ballare, giusto il tempo per una quite prima di una nuova tempesta.

Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (11)
Tag: stress test

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