Il ministro Brunetta censura il commento di un docente contrario al suo progetto di installare wi-fi in tutte le scuole

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Tale commento, oggi 24 maggio 2011, quasi 10 giorni dopo, è ancora “in attesa di moderazione”, chissà se qualcuno si è scordato di moderare i commenti …

Va bene, come facilmente immaginabile il ministro non vuole essere criticato.

E allora il commento lo mettiamo qui, nero su bianco, così qualcun altro almeno lo può leggere, magari approfondendo la questione tramite lettura del

DOSSIER SULLA PERICOLOSITA’ DEL WI FI (e di ogni tecnologia senza fili, dai cellulari ai telefoni cordless) .

Il wi fi è pericoloso per la salute, soprattutto dei più piccoli ed è scandaloso sprecare soldi per queste “innovazioni” che sono ben poco utili. Particolarmente nella scuola primaria l’ausilio del pc è fuori luogo, pochissimi lo usano ed in effetti ha ben poco valore didattico coi bimbi più piccoli.
Ci sono scuole che non hanno i soldi per la carta igienica e adesso si spendoni mille euro a scuola per fornire tecnologia inutile e pericolosa, proprio mentre in Francia ed in Gran Bretagna i wi fi vengono smantellati a causa delle preoccupazioni dei genitori e delle amministrazioni locali:
http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/12/nelle-scuole-inglesi-docenti-e-genitori.html


In appendice, anche se non è mia usanza denigrare un contendente per opporsi alle sue idee, è difficile fare a meno di ricordare le recenti gesta del ministro Brunetta, che non si perita di offendere i precari che manifestano la loro opposizione alla sua politica e di definire fannulloni i lavoratori del pubblico impiego. Con che coraggio poi costui denigra l’opposizine sociale ad un sistema che fa vivere milioni di persone nella precarietà e sul limite della povertà?

Egli infatti deve essere ricco e/o potente oltre ogni misura se in occasione del suo matrimonio (fissato per il 10 luglio 2011 ma svoltosi la sera prima per ingannare i precari che avevano organizzato una sonora contestazione) ha preparato una lista di nozze degna di un sultano? Tappeti dal valore di 700-6.000 euro, lampade da 200 euro, mobili che costano almeno 1000 euro l’uno, e poi tanti alberi e tante piante. Come rivela l’Espresso in un satirico articolo dal titolo Fai anche tu un regalo a Renatino, si tratta di:

tre olivi (4.500 euro l’uno), i 2 phoenix canariensis (2 mila a pezzo), i quattro melograni (800 cadauno). Ecco dunque le lavandule, i rosmarini, i lauri, i buxus a palla. Peccato che per ogni specie, i futuri coniugi ne vogliano rispettivamente 30-30-200-20. Qualcuno può anche avventurarsi nella scelta di un ciliegio, un mandorlo, un susino e un fico. A suo rischio e pericolo: gli alberi da frutto sono misteriosamente privi di cifra di acquisto. Pezzi così costosi da richiedere la privacy, come in alcuni cataloghi di gioiellieri e antiquari?

Ecco, quando una persona siffatta vuole imporre il wi-fi in tutte le scuole, si fa fatica pensare che lo faccia per il nostro bene, visto che a quanto sembra il ministro pensa molto egoisiticamente al bene proprio.

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