"Scie bianche nel cielo azzurro" in una vecchia canzone di SergioEndrigo

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Quando ho riascoltato di recente la canzone L’arca di Noè di Sergio Endrigo (nel video qui sotto) avevo da poco iniziato ad approfondire il fenomeno delle scie chimiche e ad osservare il cielo con assiduità. Nell’ascoltare il testo sono quindi sobbalzato sentendo la frase “scie bianche nel cielo azzurro”.
Di sicuro tali parole nel testo della canzone potrebbero anche indicare anche qualcos’altro come la scia dei missili a reazione, altra orribile tecnologia di guerra, eppure … Del resto il testo della canzone sembra indicare un mondo futuro (o contemporaneo? in fondo è facile individuare in quel recente passato i germi malefici dell’orribile presente), un mondo inquietante, dominato dalla fredda e disumana semi-vita artificiale.
E poi se la mia interpretazione del testo di questa canzone come una sorta di “visione profetica” è soggettiva, come mai chi ha realizzato il video qui sotto ha inserito proprio quelle bianche scie che provengono da appositi erogatori ben distinti dai motori degli aerei?
Le frecce tricolori rilasciano scie a volte bianche a volte verdi a volte rosse, indistinguibili per forma e modalità di espansione dalle altre scie di rilascio di composti chimici
Del resto l’arte, l’intuito e la poesia hanno forti legami col mondo dei sogni, e con il cosiddetto paranormale.

In ogni caso godetevi questa bella canzone.

Un volo di gabbiani telecomandati [allusione alla vita artificiale, ai cyborg, oppure ai droni, gli aerei senza pilota impiegati nelle missioni di guerra ed in operazioni di aerosol clandestino?]
e una spiaggia di conchiglie morte [immagine di morte]
nella notte una stella d’acciaio [mondo artificiale]
confonde il marinaio
strisce bianche nel cielo azzurro [scie chimiche?]
per incantare e far sognare i bambini
la luna è piena di bandiere senza vento [eppure quella piantata sulla luna si muoveva troppo, forse l’allunaggio è stato costruito come un film di fantascienza?]
che fatica essere uomini
Partirà
la nave partirà
dove arriverà
questo non si sa
sarà come l’Arca di Noè
il cane il gatto io e te
Un toro è disteso sulla sabbia
e il suo cuore perde kerosene [semplice allusione ad un’automobile guasta o alla vita artificiale?]
e ogni curva un cavallo di latta
distrugge il cavaliere
terra e mare polvere bianca
una città si è perduta nel deserto
la casa è vuota non aspetta più nessuno
che fatica essere uomini
Partirà
la nave partirà
dove arriverà
questo non si sa
sarà come l’Arca di Noè
il cane il gatto io e te

scie chimiche in formazione

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