ROMANZO CRIMINALE!

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 Romanzo Criminale, il titolo del romanzo scritto dal giudice Giancarlo De Cataldo, la storia della banda della Magliana… « A metà degli anni settanta una banda di delinquenti di strada partì dalle periferie per conquistare Roma. Per inseguire il loro sogno ingenuo e terribile travolsero ogni ostacolo. Strinsero alleanze pericolose. Si credevano immortali…

Grazie ad un carissimo amico, un romanzo, una storia, il sogno ingenuo e terribile di travolgere le Nazioni, seminando il panico con un tempismo degno di un romanzo criminale! Quello che invece fa sorridere e’ che questa banda di delinquenti finanziari e’ assecondata spesso usando come scusa la ben nota situazione politica e economica del nostro Paese da politici, analisti e commentatori nostrani. Probabilmente oggi qualche parassita internazionale o nostrano deve essersi divertito tantissimo!

Tralascio qualunque analisi di tipo fondamentale su quanto in realtà sta accadendo, la situazione è chiara, lampante e Icebergfinanza la condivide da anni, non risparmiando critiche all'attuale sistema finanziario ma soprattutto alla politica principale responsabile, capace di cancellare qualsiasi ostacolo alla responsabilità sociale, attraverso una deregolamentazione selvaggia, assecondando spesso la più feroce avidità e bramosia di potere. La politica della spesa pubblica, dell'indebitamento come uno percorso virtuoso delle Nazioni,  assecondata spesso e volentieri da popoli interessati o ingenui come meglio credete.

Sorrido nell'ascoltare le discussioni sul fallimento inevitabile delle Nazioni, sorrido quando qualcuno difende questo sistema finanziario e questo libero mercato, difende i suoi strumenti che siano essi le agenzie di rating piuttosto che le banche centrali.

Ieri l'ennesima perla delle agenzie di rating, il degrado ad immondizia del merito di credito dell'ennesimo paese sovrano, il Portogallo, sulla base di un tempismo che come abbiamo visto recentemente lascia il sospetto di pericolose alleanze, allenze chiare e trasparenti, che solo gli ingenui non vedono.

Mi vengono in mente le vicende della Grande Crisi, la guerra tra banche d'investimento ed hedge fund, mass media giornali finanziarie e canali internet, agenzie di rating, vendite allo scoperto e naturalmente i famigerati credit default swaps la cui esclusiva è preaticamente dominio di  una grande banca americana.

La bella addormentata nel bosco finanziario, la politica invece, dopo anni persi senza alcuna riforma degna di tale nome all'improvviso si accorge che abbiamo un problema, le agenzie di rating ma non solo, dopo aver fatto finta di nulla per anni, su regole e normative, oliate e suggerite da un esercito di lobbisti forsennati.

Agenzie di rating, fuoriclasse del senno di poi, che la storia ha ampiamente bocciato, capaci di suggerire meriti di credito superiori ad aziende fallite e regalare generose triple A a prodotti strutturati e sintetici sostanzialmente demenziali.

Dove stavano queste agenzie di rating quando prima dell'intervento della mano invisibile del contribuente americano tutte le maggiori banche d'investimento americane erano tecnicamente fallite, pura immondizia finanziaria?

Sono loro che hanno inventato l'azzardo morale di banche troppo grandi per fallire che incorporano nel loro rating la possibilità di essere salvate dagli Stati. Ed ora perchè non incorporare ad esempio nei rating sovrani l'impossibilità per uno Stato di fallire pena uno tsunami che travolga la finanza e l'economia mondiale? Due pesi, diverse misure?

La BCE se ne frega del rating e accetta qualunque tipo di collaterale sovrano, figurarsi se poi parliamo dell'immondizia che le banche americane e inglesi stanno contabilizzando come attivi di qualità. Salvo poi aumentare i tassi quando l'economia muore e la leggenda metropolitana dell'inflazione evapora!

E ora qualche illuminato analista o presunto esperto ci viene a raccontare che avere in portafoglio titoli di stato di questo o quel paese sovrano è più pericoloso che contabilizzare titoli strutturati tossici dal valore pari a zero, che nessuno vuole commerciare, che solo le banche centrali accettano come collaterali per non assistere alla fusione del sistema finanziario.

Moody's alcune settimane fa ci raccontò che le banche italiane…

(…) sono sensibili a cambiamenti anche relativi «nell'affidabilità creditizia del governo e nella sua capacità di sostenere le banche». Sul debito non garantito di alcune banche, poi, pesano i nuovi orientamenti internazionali in tema di fallimenti bancari. Fra le ragioni addotte da Moody's, poi, si cela un ragionamento sulla minore «volontà dei governi di sostenere il debito senior (garantito) delle banche più piccole e meno importanti dal punto di vista sistemico», anche se in Italia l'orientamento politico «non è tale da giustificare un peggioramento del rating in questo momento». (…)

…per poi raccontarci che …

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Milano, 06 lug – Secondo Moody's gli stress test dell'Eba che saranno diffusi la prossima settimana "avranno probabilmente un impatto limitato sui rating e dovrebbero avere una serie di effetti positivi per le banche". In particolare, l'agenzia sottolinea che i test hanno gia' spinto diverse banche a rafforzare il loro capitale, hanno portato un miglioramento della trasparenza e consentono ai regolatori di avere una stima della posizione delle banche rispetto alle necessita' di capitale. "Moody's – prosegue la nota – crede che 26 banche con rating hanno visto crescere il rischio che sia necessario un supporto esterno". L'agenzia di rating si aspetta che gli istituti che falliranno gli stress test si trovino fra quelli con i rating piu' bassi o senza rating.

…ma soprattutto che nessuna banca italiana fa parte di questo gruppo che abbisogna di un intervento esterno a differenza di banche portoghesi, tedesche, austriache, spagnole, greche, cipriote, slovene e irlandesi.
 
Ma a Moody's gli analisti si parlano tra di loro o ognuno dice quello che vuole in libertà senza connettere. Un giorno si dice una cosa e un'altro un'altra ancora senza rendere conto a nessuno. Ma in fondo nella finanza nessuno controlla nulla e in molti parlano o analizzano il sesso degli angeli.

  Milano, 6 lug. – (Adnkronos) – Gli stress test condotti dall'Eba, l'autorita' bancaria europea, avranno un impatto limitato sui rating assegnati da Moody's agli istituti di credito europei. Secondo Moody's, "i risultati degli stress test dell'Eba riveleranno per lo piu' debolezze che sono gia' considerate nei giudizi dell'agenzia di rating". L'agenzia valuta positivamente la posizione dell'autorita' europea, secondo cui per quelle banche che non supereranno gli stress test, saranno annunciate misure di sostegno. "Misure che potrebbero contribuire al rafforzamento del profilo di credito degli istituti e dei loro rating". 

Delle 91 banche sottoposte agli stress test, 26, secondo l'agenzia, "hanno un rischio elevato di aver bisogno di un supporto esterno straordinario".

  In ogni caso, si sottolinea da Moody's, gli stress test hanno una serie di effetti positivi sul sistema bancario europeo: ad esempio molte banche hanno gia' rafforzato il proprio capitale e i test aumenteranno la trasparenza del settore, per via della divulgazione dell'esposizione delle banche verso i debiti sovrani.

Suggerirei di divulgare anche l'esposizione ai titoli strutturati contabilizzati nel terzo livello contabile, quelli contabilizzati soggettivamente, aiutandosi con la fantasia, titoli illiquidi, senza mercato altro che solo titoli sovrani.

Ma di questi nessuno ne parla più, non sono di moda.
 
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (20)

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