BLACK ROCK: ILLUMINISMO FINANZIARIO!

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Il grande Immanuel Kant a chi gli chiedeva che cosa significasse “illuminismo” amava ripetere che ognuno di noi deve avere il coraggio di servirsi della sua propria intelligenza senza farsi guidare da chiunque altro, il coraggio di uscire da uno stato di minorità che deve essere attribuito a se stessi, minorità intesa come incapacità di valersi della propria intelligenza.

Ora, nelle ultime settimane le illuminazioni sembrano spuntare come funghi, un giorno le agenzie di rating, un’altro i giornali finanziari angloamericani sino ad arrivare addirittura agli analisti di Black Rock che insieme a Pimco, rappresentano il massimo dei fondi di investimento mondiali anche se talvolta con qualche asimmetria informativa di troppo!

Ma andiamo a vedere nei dettagli ciò che ci racconta Andrea Franceschi sul SOLE24ORE, ascoltando gli analisti di Black Rock…

L’Italia è più a rischio di Ungheria ed Irlanda, uno dei paesi salvati dal default dall’Unione europea. Questa è l’opinione degli analisti del fondo americano Blackrock che ha recentemente creato un nuovo indice sul rischio sovrano che monitora 44 paesi. Nella classifica dei meno stabili, la società colloca ai primi posti Grecia e Portogallo definendo i loro debiti pubblici “insostenibili”. Seguono poi Venezuela, Egitto, Italia, Ungheria e Irlanda. Tra i più virtuosi ci sono invece la Norvegia, che ha un debito pubblico estremamente basso, la Svezia, la Svizzera e la Finlandia.

Come mai il nostro paese, che pure vanta rating decisamente migliori dei paesi che affianca nella classifica, viene giudicato in maniera così negativa?

Per rispondere a questa domanda occorre prima spiegare cos’è il “Blackrock Sovreign Risk Index”. Il fondo americano, alla luce della crescente attenzione dei mercati per la situazione della Grecia, ha infatti deciso di elaborare un indice sulla stabilità dei debiti sovrani.

L’opinione degli analisti del fondo americano, che gestisce asset per oltre 3000 miliardi di dollari, è che dati “classici” come rapporto debito pubblico/Pil non bastino da soli a misurare la situazione dei conti pubblici di un paese.

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Occorre prendere in considerazione altri parametri, come ad esempio lo “spazio fiscale”. Questa voce – si legge nel report di Blackrock – misura quanto il debito pubblico di un paese è vicino a raggiungere la soglia dell’insostenibilità e quanto imponenti sono le misure che dovrebbe mettere in atto per riportare il debito sotto controllo. Si tratta in sostanza di un parametro che misura i margini a disposizione per un governo per mettere in atto le manovre correttive necessarie a evitare un default.

L’Italia, che in queste settimane sta varando un’imponente manovra finanziaria per arrivare al pareggio di bilancio nel 2014, ha uno spazio fiscale limitato secondo gli esperti del fondo americano. In primo luogo perché ha un calendario delle scadenze dei titoli di stato non proprio favorevole. Nei prossimi due anni – fanno notare – andrà a maturazione il 43% del totale del corposo debito italiano. (…)

Ora ti viene il dubbio che ci sia stato un errore di trascrizione, ma in realtà questa è la versione originale in inglese dove i simpatici americani incominciano definendoci un caso interessante per il loro nuovo approccio…

” Another interesting case framed by this approach is Italy. At 101% of GDP, its net debt is extremely high for a country with its fundamentals and term structure (it needs to roll approximately 43% of its GDP in debt over the next two years), so its proximity to distress is far from grounds for comfort…

…un caso la cui vicinanza alla soglia del dolore è ben lungi dall’essere motivo di comfort!

Ma se il debito pubblico italiano secondo Banca d’Italia è di 1890 miliardi e come vedremo sotto, nei prossimi due anni, scadranno 307 miliardi e 186 milioni come fanno ad essere il 43 % del debito complessivo?

Se la matematica non è un’opinione si tratta di un po di più del 16 % in due anni secondo i dati S&P ma secondo la fonte primaria come vedremo in realtà sono di più, ovvero 333 miliardi e 202 milioni corrispondenti a circa un pò di più del 17,5 %. Ma nessuno va mai a verificare i conti della serva anche se in realtà sono per difetto.

(…)Il rimborso più consistente avverrà nel 2012: 183 miliardi e 831 milioni di euro secondo la banca dati Capital Iq di Standard & Poor’s. Nel 2013 invece saranno 123 miliardi e 355 milioni di euro.(…)

E anche qui non ci siamo! Ora francamente fa sorridere che un fondo come Black Rock per fare due conti si affidi ai dati di Capital Iq di Standard & Poor’s, altra fonte che non si sa bene da dove prenda i dati ufficiali senza consultare direttamente l’emittente e quindi il Tesoro italiano secondo il quale nel 2012 scadranno arrotondando, ben 233 miliardi e 715 milioni BOT compresi o 194 miliardi e 890 milioni se si tiene conto solo di CCT, BTP e CTZ. Dt.tesoro.it

Nel 2013 i titoli in scadenza, invece saranno 138 miliardi e 312 milioni senza contare i BOT che verranno rinnovati nel 2012 e nel 2014 saranno 98 miliardi e 177 milioni e nel 2015 129 miliardi e 434 milioni.

Cominciamo con il dire che solo 83 % del debito pubblico è emesso sotto forma di titoli di Stato. Nella recente relazione della Banca d’Italia lo scorso anno le emissioni nette di titoli pubblici si sono ridotte a 77 miliardi dai precedenti 86 mentre la vita media residua è aumentata a sette anni e un mese.

Gli investitori esteri hanno acquistato titoli per circa 64 miliardi raggiungendo la percentuale del 52 % di detenzione del nostro debito pubblico complessivo, coprendo quindi lo scorso anno oltre l’80 % del nostro fabbisogno. Che succede si sono tutti bevuti i cervello a comprare debito di un paese più pericoloso dell’ Irlanda e dell’Ungheria?

Fantastico no, Icebergfinanza è forse l’unico in Italia che va a fare le pulci all’illuminismo anglo americano quotidianamente…incredibile!

Quindi con questi conti se anche dovessimo registrare un avanzo primario di bilancio quest’anno secondo Black Rock siamo fottuti!

Ma per piacere compratevi un pallottoliere.

Secondo la relazione unifica sull’economia e sulla finanza pubblica del Tesoro dovremmo passare da un costo circa di 76 miliardi di interessi all’anno probabilmente a 92 miliardi e allora?

Se qualcuno vuole seminare in panico in Italia facendo salire i CDS e continuando ad allargare gli spread con la Germania, altro elefante di cristallo, aumentando il costo del rifinanziamento e mirando al default, si accomodi, altro che Lehman Brothers, questa volta il meteorite la centra per davvero la terra, vista l’esposizione tedesca, francese, giapponese e cinese al nostro debito pubblico per non parlare delle assicurazioni sul default stipulate dale banche americane.

Ma gli analisti di Black Rock continuano a riproporre un disco ormai rotto…

(…) «Nonostante l’Italia sia riuscita a contenere il deficit – si legge nel report – gli interessi che Roma paga sul debito esistente, combinati con la crescita “anemica” dell’economia e il progressivo invecchiamento della popolazione sono un grosso ostacolo sulla via del risanamento».A questo poi bisogna aggiungere il fatto che l’Italia fa parte dell’Eurozona. Questo significa che l’Italia non può “stampare moneta” (come si faceva ai tempi della lira ndr.) se le difficoltà dovessero farsi sentire. (…)

Ma non eravamo forse quelli che ormai da anni se non decenni convivono con crescita anemica e debito pubblico alto, professionisti nella gestione delle criticità! Ma andando oltre arrivano addirittura all’ipotesi di una svalutazione questi scienziati, dimenticando che l’Irlanda è stata ormai autorizzata da tempo a battere moneta pur restando all’interno dell’euro. E meno male che siamo più a rischio degli Irlandesi! Ftalphaville.ft.com

Poi l’articolo finisce con la solita minestrina che abbiamo ascoltato in questi mesi e queste settimane…

(…) Gli analisti di Blackrock assegnano poi punteggi scarsi alle istituzioni del nostro paese, giudicate deboli rispetto ad altri paesi europei. In ultimo un accenno al sistema creditizio, recentemente messo sotto osservazione dall’agenzia di rating Moody’s. Seppure le banche italiane, passate indenni dalla tempesta finanziaria del 2008, non rappresentano una minaccia per l’economia italiana, gli analisti di Blackrock sono convinti che occorra fare di più sul fronte del rafforzamento del capitale.
Ma

Ma continuiamo per la nostra strada ed andiamo ad osservare da vicino il magico indice che contiene il Sacro Gral della solvibilità sovrana mondiale elaborato da Black Rock!

Fiscal Space — This category assesses if the fiscal dynamics of a particular country are on a sustainable path. It estimates how close a country is to breaking through a level of debt that will cause it to default (i.e., the concept of proximity to distress), and how large of an adjustment is necessary in order to achieve an appropriate debt/GDP level in the future (i.e., the concept of distance from stability).

External Finance Position — The factors in this category measure how leveraged a country might be to macroeconomic trade and policy shocks outside of its control.

Financial Sector Health — This category considers the degree to which the financial sector of a country poses a threat to its creditworthiness, were the sector were to be nationalized, and estimates the likelihood that the financial sector may require nationalization.

Willingness to Pay — In this category we group factors which gauge if a country displays qualitative cultural and institutional traits that suggest both ability and willingness to pay off real debts.

Abbiamo visto la magia del cosidetto “SPAZIO FISCALE” un gioco tra la sostenibilità e la vicinanza alla soglia del dolore finanziario con la necessità di un eventuale adeguamento necessario per raggiungere un rapporto di debito /Pil appropriato una sorta di gioco di parole, l’effetto leverage, indebitamento, uno shock macroeconomico che sfugge al proprio controllo, un sistema finanziario troppo grande per fallire ma allo stesso tempo troppo grande per essere nazionalizzato per finire con una valutazione soggettiva sulla capacità o volonta di onorare i propri debiti attraverso una traccia culturale ed istituzione del paese.

Della serie se non ci siete simpatici lo score diminuisce!

Nel frattempo la puntualità delle agenzie di rating continua magicamente a tenere sotto pressione il sistema Italia…

(ASCA) – Roma, 1 lug – Anche dopo l’approvazione della manovra ”restano rischi sostanziali” sul piano italiano di riduzione del debito pubblico. E’ quanto ha rilevato l’agenzia Standard & Poor’s.

S&P giudica ”in linea generale credibile” la manovra e vede positivamente alcune misure come il blocco dei salari pubblici e l’annunciata riforma fiscale, oltre all’accordo per la riforma contrattuale. Ma punta l’indice contro le prospettive deboli di crescita, la mancanza di riforme ”piu’ sostanziali” e contro l’eccessivo ottimismo sulle prospettive del Pil e sui ricavi dalla lotta all’evasione che potrebbero essere sovrastimati.

”Alla luce della debole crescita dell’Italia – si legge nel rapporto diffuso dopo la manovra – riteniamo che sarebbero necessarie riforme ben piu’ sostanziali” senza le quali ”il potenziale di crescita non sara’ realizzato” e non ci saranno le risorse necessarie per ridurre il debito.

Secondo l’agenzia ”il governo potrebbe essere stato troppo ottimista sull’efficacia dela lotta all’evasione fiscale” e per questo potrebbe rendersi necessario un nuovo intervento.

S&P spiega che c’e’ una possibilita’ su tre che i rating italiani vengano alla fine tagliati per i rischi sulla dinamica del debito che derivano essenzialmente ”dall’attuale previsione di una crescita media dell’1,3% nel periodo 2011-2014” oltre al prolungato stallo politico che puo’ causare un minore rigore fiscale…

Come abbiamo visto in una serie di post nelle ultime settimane che potrete trovare a QUESTO INDIRIZZO l’illuminismo del senno di poi abbonda in Moody’s e Standard Poor mentre Fitch da tempo non cambia la sua visione.

(ASCA) – Roma, 1 lug – La Consob ha deciso di convocare per la prossima settimana le agenzie di rating Standard and Poor’s e Moody‘s. In particolare, la commissione vuole capire i motivi della diffusione oggi di un report sulla Manovra da parte di Standard and Poor’s, prima che il provvedimento sia pubblicato in Gazzetta ufficiale. Per quanto riguarda invece Moody’s, la convocazione rigiarda la decisione di mettere sotto osservazione i rating di 16 banche italiane, adottata la scorsa settimana.

Francamente come spesso accade prima di riproporre simili analisi come quella appena pubblicata da Black Rock, ci penserei su due volte!
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (1)

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