Assolti gli psichiatri rinviati a giudizio per la morte di Giuseppe Casu

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Non ho mai espresso fiducia nella giustizia, a dispetto di molti politici che si possono permettere simili affermazioni perché loro la giustizia sanno come ammaestrarla; già diverse volte ho denunciato il reato di sequestro di persona da parte di psichiatri che tenevano reclusi dei pazienti non sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.), l’uso di violenza sui pazienti da parte di psichiatri che li tenevano illegalmente legati al letto.
Adesso arriva la conferma che i tribunali fin troppo spesso non servono a fare giustizia. Leggete il comunicato del Comitato Giuseppe Casu e pensate a come potrebbero mai dei giudici di un tribunale condannare i militari, i piloti, i disinformatori e gli agenti dei servizi che cooperano al rilascio intenzionale di veleni da parte di aerei privi di segni di identificazione.
IL GIUDICE NESPOLI ASSOLVE
Questa sentenza ci riempie di amarezza. Questa sentenza non ha il potere di cambiare il passato, la realtà di ciò che è accaduto. La nostra condanna per il trattamento disumano subito da Giuseppe Casu resta immutata ed è sempre stata a prescindere da qualsiasi giudizio o sentenza emesso in una qualunque aula di tribunale. Riteniamo il giudizio espresso da medici e dirigenti medici della ASL 8 , nonchè dai periti del giudice condivisibile; ovvero la condotta medica è censurabile sotto il profilo medico oltrechè etico, ovvero esiste un nesso tra il trattamento subito da Giuseppe e la sua morte, ovvero Giuseppe non doveva morire così. Quest’uomo è entrato sano in un ospedale ed è morto pesantemente sedato e legato ad un letto di contenzione. Ha trascorso sette giorni legato senza poter mangiare, nè bere, nè alzarsi in pedi, camminare, fumare, urinare da solo. Abbiamo sostenuto i familiari in questo processo solo perchè lo ritenevamo l’unico modo per far conoscere ai cagliaritani e agli italiani la storia agghiacciante di Giuseppe. Noi del comitato abbiamo fiducia nelle persone libere di pensare e sentire, libere di esprimere un giudizio.
Questa sentenza premia gli psichiatri che praticano ancora oggi nel 2011 la contenzione fisica, questa sentenza premia la condotta negligente di chi non compila le cartelle cliniche, di chi non fa un elettrocardiogramma prima di dare farmaci pericolosi, di chi non fa una radiografia prescritta all’interno delle mura di un ospedale, premia la sparizione di parti anatomiche utili a dimostrare la causa di morte di Giuseppe. Questa sentenza premia chi pensa di poter fare quello che vuole alla faccia dell’intelligenza di tutti. Questa sentenza ci lascia dentro un grande senso di giustizia negata e una profonda sfiducia.
IL COMITATO GIUSEPPE CASU

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