Gandhi: dietro la maschera della divinità – parte 2

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Recensione del libro: Gandhi: dietro la maschera della divinità scritto dal Colonnello dell’esercito statunitense G.B. Singh; leggi la prima parte dell’articolo.

Gandhi pensava che l’Impero Britannico donasse benessere al mondo, ed egli accettava la superiorità e la predominanza della razza bianca. tuttavia egli ricordava alla gente bianca il fatto che gli indiani delle alte caste condividevano con gli europei una comune eredità – il sangue della nobile razza ariana. E’ il sangue ariano che è responsabile dell’avanzamento della civiltà umana. Gandhi suggerì che per civilizzare i Cafri [o Kaffir, i neri del sud Africa] occorreva utilizzare il Cristianesimo ed infondere sangue ariano nella loro razza. Egli disse ai colonizzatori bianchi che la preservazione della purezza razziale (Apartheid) era importante per gli Indiani così come lo era per gli Europei.

Le autorità coloniali furono consigliate dal “mahatma” ad organizzare una milizia di volontari indiani che avrebbero combattuto per l’Impero. Le autorità del Natal [provincia del Sud-Africa ove per lungo tempo ha vissuto Gandhi] si sentirono dire che sarebbe stata una “follia criminale” non reclutare gli Indiani per la guerra. Egli fu deriso con commenti sarcastici and derisori sulla capacità di combattere di persone come lui .

Gandhi insistette ed alla fine riuscì a persuadere le autorità a formare un corpo di volontari indiani che lavoravano con le ambulanze sotto il comando del Sergente Maggiore Gandhi durante la guerra boera e la rivolta degli the Zulu. Egli pressò la comunità indiana a mostrare la propria lealtà all’Impero Britannico raccogliendo fondi per la guerra. Agli indiani fu ricordato che essi erano in Sud Africa per via della cortesia dell’Impero  “Non siamo noi a dovere giudicare se la rivolta dei Cafri è giustificata o no. Noi siamo co-colonizzatori assieme ai bianchi di questa terra laddove i negri selvaggi sono ancora incapaci di partecipare agli affari politici della colonia.”

Come un indù bigotto, il Sergente Maggiore Gandhi scelse solo Indù del Gujrat [provincia nord-occidentale dell’India] come suoi assistenti, tre sergenti ed un Caporale, nonostante il fatto che il corpo costituito da 20-24 persone fosse composto soprattutto da persone non del Gujrat con una discreto numero di Musulmani.

La Rivoluzione Russa del 1914 ispirò movimenti nazionalisti contro il dominio coloniale. I Britannici riportarono Gandhi in India per sabotare il movimento nazionale indiano che si batteva contro l’Impero Britannico. Il Partito del Congresso, dominato da Gandhi, fu fondato sotto il patrocinio up under the patronage delle autorità britanniche. L’ “apostolo della pace” spinse il popolo indiano ad aiutare i Britannici andando ad arruolarsi nel loro esercito durante la prima Guerra Mondiale. Nella sua lettera scritta al viceré nel 1930, Gandhi affermò, “Una delle sue ragioni per lanciare il Movimento per la Disobbedienza Civile è quella di contenere la violenza dei rivoluzionari.”

Su suggerimenti dei sostenitori bianchi di Gandhi, the black clergy ed i leader dei movimenti per i diritti civili si recarono in India per cercare i consigli di Gandhi su come risolvere il problema of segregazione e dei diritti civili dei neri. Quanto poco sapevano queste persone del fatto che Gandhi considerava la gente nera appena al di sopra degli animali. Inoltre essi non erano a conoscenza del sistema delle caste indù, che era originalmente imposto come una discriminazione razziale (varna ashrama dharma) da parte dei conquistatori Caucasici sui nativi indiani di pelle scura, simile all’Apartheid del Sud Africa. In seguito con sorgere di nuovi gruppi razziali come conseguenza della mescolanza, varna ashrama dharma si evolvette nel sistema ereditario delle caste.

Quasi come una divinità vivente: una “grande anima” si lascerebbe davvro adorare dalla gente in questa maniera?
L’intoccabilità è parte integrante della fede indù così come l’anti-semitismo lo era del Nazismo. E’ ben noto che non un solo leader nero incontrò il dottor B. R. Ambedkar – un uomo di alta cultura con un diploma di M. A. ed di Ph.D. dell’Università della Columbia, ed un diploma di M.Sc. e di D.Sc. dell’Università di Londra ed una abilitazione alla professione di avvocato presso il Gray’s Inn di Londra – che era a quei tempi il leader indiscusso degli intoccabili. La macchina della propaganda di Gandhi manipolò la visita dei leader neri, perché egli non voleva che essi scoprissero la verità sulle sue opinioni a riguardo del sistema di caste:
“Io credo nel Varnashrama (il sistema delle caste) che è la legge della vita. La legge di Varna (colore e/o casta) non è altro che la legge di conservazione dell’energia. Perché mio figlio non dovrebbe essere un barbone  [letteralmente “un uomo che rovista nei bidoni dell’immondizia“] se io lo sono? Egli, Shudra (la casta più bassa) non può essere chiamato un Bramino (la casta più alta), sebbene egli (Shudra) possa avere tutte le qualità di un Bramino in questa vita. Ed è cosa buona per lui (Shudra) non arrogarsi una Varna (casta) nella quale non è nato. E’ segno di vera umiltà.”
Nel 1921, attraverso una serie di discorsi violenti, Gandhi spinse i suoi seguaci a manifestare un furioso odio razziale contro i Britannici; durante le sanguinose dimostrazione e rivolte contro la visita del Principe del Galles, fu assassinato William Francis Doherty, un cittadino Americano che lavorava a Bombay. Gandhi fu personalmente coinvolto nel nascondere questo orribile assassinio attraverso corruzione ed intimidazione. Gandhi era preoccupato che l’assassinio potesse infangare la sua immagine nell’occidente.
E’ uno scherzo crudele ed una delle più grandi invenzioni del ventesimo secolo che Gandhi abbia conquistato la libertà degli indiani senza che venisse versato un goccio di sangue. La verità è che furono i devastanti effetti della seconda guerra mondiale a forzare i Britannici a smantellare l’Impero coloniale. Inoltre fu Gandhi ed il suo Partito del Congresso dominato dagli indù a creare la suddivisione del paese su basi razziali e religiose dal momento che gli stati musulmani erano un ostacolo per gli indù di alta casta che sognavano il loro Ram Raj (il mitico regno indù) basato sull’ideologia delle caste.
La suddivisione dell’India nel 1947 è uno dei più grandi sconvolgimenti del ventesimo secolo. Soltanto nello stato del Punjab, 11-12 milioni di persone persero la loro casa e si dovettero separare dalla terra dove i propri antenati avevano vissuto per secoli. Probabilmente un milione di persone morì nel corso delle violenze a sfondo razziale e religioso e migliaia di giovani donne furono rapite. Gandhi non avrebbe potuto prevenire la suddivisione dell’India ed evitare tutta questa distruzione e queste morti?
Per mettere alla prova la sua castità, Gandhi dormiva con giovani donne nude. La dottoressa Sushila Nayar raccontò a Ved Mehta che lei dormiva con Gandhi perché lo considerava un dio indù. L’uomo, che aveva preso un voto di povertà, chiese e ricevette persino in carcere le stesse comodità riservate agli alti ufficiali Britannici in India.
L’ “apostolo della pace” che consigliò ad una delegazioni ebrea di opporsi al demone nazista con la “forza dell’anima” – commettendo un suicidio di massa, was all praise per annettere il Kashmir con un’aggressione armata. Egli disse ai suoi seguaci Sikh che una spada arrugginita è inutile nell’era della Bomba Atomica. Lo sviluppo delle armi nucleari in India – una nazione tra le più povere del mondo che si trovava quasi al fondo delle liste dell’indice di sviluppo delle Nazioni Unite, mostra la vera faccia del “pacifista assoluto” e della nazione che lo considera il proprio “padre.” Probabilmente egli era d’accordo col divino Krishna il quale disse ad Arjana durante la battaglia descritta nel Mahabharata che “La vittoria è la verità.”
Il popolo indiano ha iniziato a guardare più a fondo all’uomo che si cela dietro la maschera della divinità, but there is no let up nella perpetuazione del mito di Gandhi nell’Occidente e specialmente negli Stati Uniti. G. B. Singh giustamente si m.erita i nostri ringraziamenti per avere tirato fuori la verità su Gandhi dalla stessa bocca di Gandhi



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