EFFETTO PLACEBO!

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Sigmund Freu amava ricordare che così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza, nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione.

Per il momento la tragedia greca e' solo rimandata (… a proposito non è la Grecia che è stata salvata ma le banche tedesche e francesi e l'intero sistema finanziario) , mentre la bandiera Junker cambia direzione sussurando che all'improvviso la sua consapevolezza non vede più rischi per Italia, Spagna e Belgio, mentre Portogallo e Irlanda sono sulla buona strada. Miracolo!

Chissà cosa ne pensano gli analisti di Blackrock e il loro indice magico che prevede la solvibilità dei paesi sovrani come abbiamo visto sabato mentre in Italia si continua a discutere di ovvietà, parlando del sesso degli angeli e recitando il "de profundis" del Paese quando ormai da anni siamo sempre nella stessa minestra.

I dati li conosciamo, il nostro debito pubblico, non si cresce, non c'è innovazione, una classe politica inefficiente, evasione e elusione, degrado morale e civile, eppure abbiamo mille risorse dal patrimonio culturale e ambientale sino alla nostra fantasia e creatività e una parte sana del Paese su cui contare, anche se con fatica. Eppure stiamo richiamando sciacalli ed avvoltoi con l'odore del sangue, allargando le nostre piaghe, le nostre ferite. 
 
Ma torniamo in America, dove il mercato immobiliare conferma le nostre previsioni di un risveglio stagionale, puramente stagionale, sia nei prezzi che nelle vendite, pur registrando il punto più basso dal giugno 2003 nella versione SA dell'indice S&P Case Shiller, il mercato si esalta per un indice ISM manifatturiero che dietro le quinte nasconde una pessima verità.
www.ism.wsVi sono più componenti vicine alla soglia della contrazione, di una possibile recessione di quanto non dica l'indice principale soprattutto per quanto riguarda i nuovi ordini e gli arretrati.

La leggenda metropolitana dell'inflazione si sta sgonfiando come i suoi profeti, l'inflazione è un problema delle economie emergenti non certo di quelle occidentali.

Figuriamoci l'iperinflazione di cui si parla ormai da anni!

Inoltre le esportazioni americane sono scese ai livelli del 2009 e menomale che il dollaro è debole diversamente l'America era in piena crescita recessiva.

Nel frattempo gli indici manifatturieri europei ed asiatici mostrano l'avvicinamento alla zona della contrazione e le vendite al dettaglio tedesche collassano accompagnate da un'asta dei titoli tedeschi non completamente assorbita.

In America il mercato del lavoro continua terribilmente a soffrire con i sussidi per la dodicesima settimana consecutiva mediamente abbondantemente sopra la linea delle 400.000 richieste. Con un crescita anemica del 2 % nessuna possibilità di assorbire la disoccupazione, lo abbiamo visto più volte.

Ma torniamo al nostro indice manifatturiero e diamo un'occhiata a quanto in realtà è accaduto.

La solita ricostituzione degli inventari a seguito della normalizzazione della crisi giapponese e la speranza di una ripresa del settore automobilistico hanno inciso per oltre la metà sul recupero del suddetto indice anche se resta l'incredibile discordanza con l'insieme dei vari indici regionali soprattutto dopo il recente collasso dei distretti industriali di Philadelphia e Dallas. Era già accaduto in passato poi la realtà è tornata prepotentemente alla ribalta.

Una speranza, quella della ricostituzione delle scorte, in una ripresa nella seconda parte dell'anno sostenuta e prevista dalla Fed che verrà spazzata via dalla realtà.

Un aumento estemporaneo degli inventari che non mancherà di influenzare negativamente i prossimi mesi. Alcuni lettori continuano a scrivermi che in fondo la recessione tecnica è ancora lontana e che forse ci stiamo sbagliando ma come è accaduto spesso in passato ci vuole tempo e solo dopo alcuni mesi sapremo in realtà cosa è accaduto.

Date un'occhiata alla storia, date un'occhiata a quanto è accaduto in passato all'economia americana. Spesso la ripresa è stata spettacolare, ben oltre il 3/4%, anche negli anni ottanta caratterizzati da una doppia recessione ravvicinata.
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E' questa sarebbe una ripresa, per lo più stimolata dalla più imponente dose di stimoli monetari e fiscali della storia, alimentando l'illusione finanziaria a scapito di quella economica? Figurarsi adesso che la FED sospende per qualche mese il QE che fine farà la calda sensazione di ricchezza di questi mesi.

Sul WSJ il riassunto di questa grande illusione che la storia ha già bocciato più volte soprattutto per quanto riguarda l'illusione inflattiva che ha caratterizzato in questi mesi i dibattiti dei media e nella blogosfera internazionale…

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Nessuno legge la storia e la storia dice che ci vorranno almeno 8/10 anni per uscire da questa depressione, la più imponente della storia! In settimana una nuova ondata di dati macroeconomici ordini, ISM dei servizi e soprattutto  il mercato del lavoro.
 
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti
Tag: recessione economica, dati macroeconomici, quantitative easing

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