NAZISMO ESOTERICO di MARCO DOLCETTA

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“Ben lungi dall’essere una personalità completamente oscura, il Führer ha sempre avuto una sorta di seconda faccia quasi femminile, con interessi romantici e vagamente decadenti. (…) In modo perfettamente coerente con questo tipo di carattere, egli coltivò fin da giovanissimo un forte interesse per un esoterismo un po’ á la page, fatto di frequentazioni prototeosofiche e attenzione verso leggende piene di mistero come quella della lancia di Longino.

Una volta giunto al potere Hitler dovette, almeno ufficialmente, prendere le distanze dal sottobosco esoterico in cui si era formato: per mantenere una Germania forte e unita sotto il suo controllo era infatti necessario trattare con cattolici e protestanti. Essi non avrebbero certo potuto appoggiare un capo di Stato esoterista e mago”.

Questo breve estratto dal libro del Prof. Dolcetta, giornalista (ha collaborato con diverse testate giornalistiche Rai) e studioso di Storia e Politologia, oltre che docente di Filosofia della Politica presso l’EHESS di Parigi, mette ben in evidenza il contenuto centrale del saggio:

l’anima esoterica che ha alimentato la visione politica hitleriana. Poco nota, specialmente al grande pubblico, questa influenza ha avuto invece grande presa su tutta l’impostazione pangermanica del Führer al punto da poter dire che non è tanto da ricercare nella sua “follia” l’azione d’espansione politico-militare, quanto in una precisa visione “messianica” figlia di un esoterismo teosofico, che in quegli anni era stato alimentato e si era ingrossato in organizzazioni germaniche e britanniche.

Dolcetta ripercorre le varie tappe che hanno portato alla nascita del nucleo esoterico sulla base del quale si è forgiato il nazionalsocialismo, senza tralasciare di evidenziare quanto tali credenze abbiano avuto come estimatori personaggi anche molto distanti dal nazismo.

È come se il filo rosso di una visione “razzista” – di una élite chiamata, per compito divino, a guidare le masse – sia stata trasversale a parti politiche anche molto distanti tra loro, e che hanno fatto della visione magico-esoterica dell’esistenza lo strumento interpretativo della realtà nel suo complesso.

Nel caso specifico, riferisce l’Autore, sulle letture mitologiche precristiane del periodo viennese – forgiate in base a una visione paganeggiante e di stampo wagneriano – s’innestano per Adolf Hitler gli insegnamenti avuti durante il periodo della detenzione, dopo il putsch fallito di Monaco, da due maestri d’eccezione: Rudolf Hess e Karl Hausofer.

Durante le lunghe serate a Landsberg, Hess e Hausofer cercarono di convincere Hitler dell’importanza dei pensieri magici, della realtà pratica e misteriosa del Vril (energia associabile in qualche modo allo Spirito Santo), della necessità di sviluppare la filosofia occulta elaborata durante le riunioni dell’associazione Thule (società segreta di cui facevano parte i due maestri di Hitler e alla quale avrebbe aderito lo stesso Führer).

Insomma, alla ricerca dell’occulto, già presente in Hitler, e che egli aveva associato alla razza germanica di stampo sigfridiano (eroe tragico dell’epopea germanica dei Nibelunghi), la società segreta di Thule dava tutta una impostazione più prettamente magica e…geopolitica.

Infatti Hausofer, generale dell’esercito, aveva sviluppato una teoria geopolitica, fondata sullo “spazio vitale” (Lebensraum), cui poi Hitler attingerà abbondantemente nel suo Mein Kampf e più in generale nella sua visione politica.

LE INIZIAZIONI

LE SS OCCULTE

LO SPIRITO DELL’ANIMA GERMANICA

LEON DE GRELLE

IL BUCO NERO

GLI U.F.O.

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