DIETE SPAZZATURA E STAMPELLE VITAMINICHE

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FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
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30 Giugno 2011

DIETE SPAZZATURA
E STAMPELLE VITAMINICHE

LETTERA

ALL’INIZIO NON RIUSCIVO A CAPIRTI

Ciao Valdo, ti scrivo per confermare l’assoluta attendibilità, se ce ne fosse ancora bisogno, dei tuoi scritti sulle vitamine sintetiche.
Devo confessare che, da quando ti seguo, il capitolo vitamine sintetiche mi faceva storcere un po’ il naso, vuoi perché le assumevo da quasi un anno e mezzo senza nessun tipo di disturbo, vuoi anche perché mi sentivo seguace di Linus Pauling, e non riuscivo a capire il motivo di quel tuo metterti testardamente di traverso riguardo tale argomento.

UN INESPLICABILE AUMENTO DEI LEUCOCITI NEL SANGUE

Poi però è successo un fatto che non riuscivo a giustificare.
Ogni anno, per il tipo di lavoro che svolgo, faccio normalmente visita medica ed esami del sangue.
Lo scorso anno i miei esami erano tutti a posto tranne i globuli bianchi, praticamente raddoppiati dalla media dei 10 anni precedenti. Cosa poteva essere successo? L’unica cosa diversa che avevo compiuto rispetto alla decade precedente era stata l’assunzione di 4 pastiglie da un grammo di vitamina C sintetica prima del prelievo del sangue.
Non riuscivo a trovare spiegazioni a quanto sopra, finché non ho letto su una tua tesina che le vitamine sintetiche acidificano il sangue e producono leucocitosi digestiva, una reazione che testimonia un danno in corso contro l’incolumità del nostro organismo.

SCOMMETTO CHE LE VITAMINE SINTETICHE, DI SERIE A E DI SERIE B, SONO TUTTE UN BLUFF

Scommetto anche che la vitamina C naturale, in vendita nello stesso posto dove compravo quella sintetica, ma che costava e costa tuttora tre volte di più, non va bene pure essa, per il fatto che nel processo di estrazione perde tutta o quasi la sua carica enzimatica.
Ti ringrazio per l’eventuale risposta.
Roberto

*****
RISPOSTA

VIETATO TOCCARE LINUS PAULING IN ITALIA

Ciao Roberto.
Per fortuna che Linus Pauling non è di Abbiategrasso, di Fiesole o di Ostia.
Questo personaggio, pur essendo americano, pare aver sostituito Leonardo da Vinci e Guglielmo Marconi nel cuore degli italiani. Una reliquia e un santo, una icona sacra e intoccabile, quasi simile a quella di Padre Pio. Toccare Linus Pauling in Italia è quasi bestemmiare. L’ho sperimentato quando a ogni mio articolo iniziale sulle vitamine sintetiche e sugli integratori alimentari, mi arrivavano commenti acidi e corrosivi sul blog. La forza del premio Nobel per la pace e la medicina.

IN AMERICA I FALSI MITI DURANO POCO

In America non è così. I miti, da quelle parti, si fanno e si disfano con più facilità e con maggiore disinvoltura, siano essi statunitensi o no. I miti che resistono, come quelli di Leonardo da Vinci e di Luigi Alvise Cornaro da Venezia, resistono e si rafforzano per motivi giustificati, pur essendo tutto fuorché americani. Motivazioni oggettive e scientifiche, non nazionalistiche e non pregiudiziali.
Questo è un lato che apprezzo ed ammiro dell’America.

PILASTRO DELLA ABERRANTE SUPPLEMENTAZIONE VITAMINICA

Nulla di personale avrei contro Linus Pauling. Molto da ridire invece su Linus Pauling come pilastro ideologico mondiale della cosiddetta “medicina orto-molecolare” e della supplementazione vitaminico-minerale-ormonale, uno dei fenomeni più insidiosi ed aberranti di questi anni di mala-educazione alimentare. Non dimentichiamoci infatti che le diete più schifose, più dannose, più disorientanti e micidiali per la salute umana, come la Atkins, La dieta a Zona, la dieta Montignac, la dieta Gruppi Sanguigni, la Dieta South Beach, la dieta Dunkan, e le altre fotocopie minori che girano intorno alle diete-spazzatura per pura voracità commerciale riflessa, sono nate e si sono sviluppate come un cancro proprio per merito di Linus Pauling.

LE PSEUDO-VITAMINE E LE DIETE SPAZZATURA

Spiegami tu come si sarebbero potute impostare delle diete anti-umane, a base di anti-carburante cadaverinico, cariche di veleno proteico concentrato e vuote di contenuto carbo-idratico, se non ci fosse stata la magnifica idea di inventare delle pseudo-vitamine, chimicamente uguali in tutto e per tutto a quelle vere, abili persino a rimpiazzare e scimmiottare nel breve periodo quelle originali, operando però non nel vero e proprio rimpiazzamento funzionale delle vitamine in sé, ma nel campo della stimolazione e della simulazione, con effetti droganti e dopanti, e con gli immancabili strascichi collaterali.

OGNI COSA CHE PORTIAMO ALLA BOCCA E’ CIBO O VELENO

La realtà è che non esiste vitamina sintetica, o vitamina “natural-sintetica” da confezione, che faccia davvero bene alla salute. Ogni cosa che si porta alla bocca viene riconosciuta dal sistema immunitario come cibo o come veleno. Non ci sono vie di mezzo. La pastiglia ti fa sicuramente sentire meglio nel breve, al pari di qualsiasi sostanza dopante e stimolante.
Dopotutto è sempre il corpo che accetta volentieri il cibo giusto e reagisce per autodifesa ed irritazione a quello sbagliato. La reazione immunitaria è la prova netta che la vitamina sintetica è un veleno.

LA NATURA MONCA E ILLUSORIA DELLE VITAMINE SINTETICHE

Nel lungo periodo, ogni vitamina sintetica rivela la sua vera natura monca, perturbatrice e traditrice, andando a disturbare il delicatissimo equilibrio pH del sangue, innalzando i livelli di acido ossalico e di acido urico, incoraggiando la formazione di calcoli ai reni, al fegato e alla cistifellea, sovraccaricando il corpo di ferro inorganico, provocando perdite di calcio osseinico e incrementando la quota dei globuli bianchi, termometro di una situazione immunitaria inequivocabilmente disturbata.

IL GRAN SEMINATORE DI ZIZZANIA E DI PUTRESCINA

Robert Atkins, che sarà ricordato nella storia delle diete come gran seminatore di zizzania, di ammoniaca e di putrescina cimiteriale, come trasformatore di grassoni in improbabili modelli che duravano pochi mesi, prima di riprecipitare nel grasso (o di finire nella tomba), ridicolizzava le arance, le albicocche, le ciliegie e tutta la frutta.
Perché mai sporcarsi con l’uva e le pesche? E girava con 65 tipi di integratori in tasca.

IL GRANDE BIDONISTA DELLE BAHAMAS

Peggio ancora di lui hanno predicato Peter D’Adamo, Barry Sears e Arthur Agatson (Gruppi Sanguigni, Zona e South Beach), capaci di coinvolgere nelle loro trappole dietologiche nutrizionisti avventati, operanti nel campo del basket e del calcio, e a volte persino medici ospedalieri e della sanità pubblica.
Sull’onda della follia escrementizia B12 e della demenza ittica Omega3, Barry Sears, che nella sua America chiamano “il grande bidonista delle Bahamas!”, è arrivato a teorizzare il divieto di mangiare delle ciliegie o delle prugne, se non hai in tasca un hamburger capace di contrastarne all’istante gli effetti ipo-proteici ed ipo-lipidici.

UN IMBROGLIO STRATOSFERICO PER LA AMERICAN MEDICAL ASSOCIATION

Una follia ai massimi livelli.
Una follia prontamente adottata nella squinternata e sprovveduta colonia italica.
In nessun paese come nel nostro ha impazzato la dieta a Zona, che tuttora trascina incredibilmente inconsci e avventati adepti, quando è da dieci anni che ogni organizzazione medica americana l’ha messa al bando totale, definendola “imbroglio stratosferico”.
Ma non occorreva sentire il parere della American Medical Association, per capire che Barry Sears era un grande millantatore.

UNA METEORA CHIAMATA BARRY SEARS

Conservo ancora il ritaglio del Messaggero Veneto, quando una decina di anni fa venne a Udine sollevando un tifo quasi calcistico, con applausi a scena aperta da parte di una platea qualificata, includente sindaci, assessori, politici, sportivi, allenatori, docenti, industriali, medici e farmacisti.
Dio in terra avrebbe suscitato meno entusiasmo.
Non era il Medioevo, e nemmeno l’anteguerra.
Si era più o meno nell’anno 2000. Zico faceva fremere lo stadio Friuli, grazie alle sue irresistibili magie, e Udine era già allora affermato centro universitario.
La stessa scena trovò fedele ripetizione in una decina o più di città italiane.
Tutti ammaliati ed ipnotizzati dal grande chimico di Miami.

UN CHIMICO ARRIVATO DALL’AMERICA

Non ero certo tra quelli che lo applaudivano a Udine. Non sapevo nemmeno chi fosse.
Imparare poi qualcosa sui cibi? E poi da un chimico? Un chimico arrivato dall’America?
I conti non tornavano. Quando poi captai di cosa si trattava, mi resi conto della drammatica situazione in cui versava la mia Udine e la stessa nazione italiana, nuovamente in stato di colonizzazione culturale, nuovamente meritevole di sorbirsi il monito “Ahi serva Italia di dolore ostello”, una strigliata dantesca vecchia di 8 secoli, ma più che mai attuale.

UN RIMBECILLIMENTO GENERALE

Oltre alla battuta di Dante, ricordo di aver aggiunto in friulano “Puòrs nu, dulà che o sen rivaas” (Poveri noi, dove mai siamo finiti).
Non ero solo indispettito dal basso livello culturale esibito dai miei concittadini udinesi e friulani in tale occasione, ma mi sentivo anche impietosito. Più che rimbecilliti di fronte al primo coglione arrivato dall’America, erano spaventati dalle classifiche nazionali sul cancro e sull’infarto, che ponevano il Friuli addirittura nelle prime posizioni, un primato assai poco auspicabile, poco lusinghiero e poco rassicurante.

TAPPETO ROSSO PER IL PROFETA DELLA ZONA

E Barry Sears parlava della salvezza in arrivo, dei sistemi miracolosi anticancro, grazie agli eicosanoidi e agli Omega 3, e lodava sia la trota che il Sandaniele, mentre esibiva sulla scrivania la bottiglia d’acqua Carnia accanto a quella di Merlot del Collio. Un misto di ipocrisia, di retorica e di adulazione regionalistica. Si riempiva la bocca di termini avanzati ed aulici, come il DSLA (acido diomogammalinoleico), diretto precursore delle PG 1 di prima serie (prostaglandine positive ed ottimali se crude), o come l’AA (acido arachidonico), diretto precursore delle PG 2 di seconda serie (prostaglandine negative e pessime sia crude che cotte), o come l’EPA (acido eicosapentenoico), diretto precursore delle PG3 di terza serie (prostaglandine positive e ottime se crude).

LE LACUNE E LE DIMENTICANZE DI BARRY SEARS

Peccato si dimenticasse di specificare che DSLA ed EPA, originatori di prostaglandine preziose ed assimilabili, derivano essenzialmente da fonti vegetali tipo mandorle, pinoli, sesamo e semini vari, e che l’AA arachidonico, originatore di prostaglandine pesanti e dannose, deriva da fonti animali terrestri e marine, tipo il maiale, i granchi, la trota e la balena, fonti poi aggravate ulteriormente dalla inevitabile cottura.
Si riproponevano in Sears gli stessi imbrogli che avevano caratterizzato gli storici scandali sul ferro-eme di derivazione animale (sangue, bistecche al sangue), esaltato assurdamente dai medici in raffronto al ferro non-eme, di derivazione vegetale. Ferro non-eme che risultò essere alla fine ottimo ed impeccabile per la sua cessione graduale e proporzionata di nutrimento, per la sua armoniosa biodisponibilità nei riguardi della biochimica inequivocabilmente fruttariana del corpo umano.

TROPPI ALBERI DI CILIEGIE NEL MIO CURRICULUM, PER FARMI INGABBIARE DAI FARISEI DELL’ALIMENTAZIONE

Per mia fortuna, anche senza aver scaldato i banchi alle facoltà di medicina di Pisa, Padova o Bologna, ero refrattario a quel tipo di condizionamenti.
Troppi alberi di ciliegie e di nettarine avevo spogliato, assieme ai miei coetanei di Tavagnacco, con scorpacciate serali da 3-4 chili per volta, con autentici carichi di vitalità che mi facevano volare il giorno dopo per le cime montane in bici da corsa, o mi facevano perforare disinvoltamente ogni portiere avversario, per poter cadere nelle maglie del primo coyote americano arrivato in Friuli.
Per questi emeriti farisei dell’alimentazione alto-proteica, supportata da false vitamine e falsi minerali, avrei dovuto morire a ripetizione.
Suggerisco, per chi volesse approfondire questi temi, di rileggere le mie tesine “Il pianeta pesce e gli Omega3” del 13/2/09, e “Ubriachi di zona, di eicosanoidi e di sangue marino” del 7/10/09.

TROPPO BENE CON LA FRUTTA ITALIANA E TROPPO BENE CON QUELLA ASIATICA

Per loro disgrazia, mai ero stato così bene in Italia, passando disinvoltamente dalla cura dell’uva a quella dei kaki, dalla cura dei fichi a quella dei melograni.
E mai ero stato così bene in Asia, passando indifferentemente dalla cura dei leichi a quella del longan, dalla cura dei manghi a quella del durian.
Altro che Big-Mac e patatine all’acrilammide, altro che aspirine e tachipirine, altro che integrazioni e supplementazioni, altro che demenze zonistiche e idiozie gruppo-sanguinistiche.

Valdo Vaccaro

Fonte

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