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Interessante studio, che tocca un tema importante per il rischio cardiovascolare, quello della familiarità. In diversi studi una storia familiare (SF) positiva è associata in maniera consistente con un elevato rischio di sviluppare cardiopatia ischemica (CI), ma non è chiaro se essa sia un fattore di rischio indipendente, come invece è stato riportato, per esempio, dallo studio INTERHEART (studio multinazionale, caso-controllo, in cui sono stati arruolati 15.152 casi di prima manifestazione di infarto miocardico (IM) e 14.820 controlli, sovrapponibili per età e sesso). Recentemente è stata pubblicata su JACC una rianalisi dello studio allo scopo di:
esaminare se il rischio associato a un punteggio della SF per IM (che aumenta in rapporto al numero di familiari affetti e alla prematurità della SF) sia indipendente da fattori comportamentali, biologici, psicosociali e genetici;
valutare se questi risultati persistano nei due sessi, nelle diverse fasce di età, nei diversi gruppi socioeconomici e nelle diverse regioni del mondo.
Per tutti i partecipanti sono stati valutati altri 9 fattori di rischio: alterato assetto lipidico, fumo, ipertensione, diabete, obesità addominale, fattori psicosociali, attività fisica, consumo di frutta e vegetali e consumo di alcool. I risultati di questo studio indicano che una SF per IM, a cui viene assegnato un punteggio basato sulla storia clinica, rappresenta un predittore indipendente di un futuro IM. La forza di questa associazione è solo marginalmente attenuata nei modelli corretti per età, sesso, regione di appartenenza e i 9 fattori di rischio INTERHEART. Il rischio di IM persiste inoltre nelle varie regioni geografiche esaminate, in entrambi i sessi e nei diversi sottogruppi di età e socioeconomici. In conclusione il punteggio del rischio ottenuto mediante le informazioni fornite dai singoli pazienti sull’età di insorgenza della malattia nei genitori e sul fatto se fosse affetto uno soltanto o entrambi consente di ottenere una valutazione semplice ma affidabile del rischio in questa popolazione di pazienti indipendentemente dagli altri fattori di rischio valutati.
Appare quindi particolarmente importante, per i figli di cardiopatici, porre maggior attenzione allo stile di vita. Come si dice, uomo avvisato…

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