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Dopo tante polemiche, comincia a ridursi la polemica sulla pericolosità dei dispositivi body-scanner negli aereoportui . Il tema viene affrontato in un articolo sulla rivista Archives of Internal Medicine (Airport Full-Body Screening: What Is the Risk? ) . Nell’ultimo anno la Transportation Security Administration americana ha impiantato dei body-scanner negli aeroporti degli Stati Uniti in risposta alle più elevate esigenze di sicurezza. Diverse associazioni si sono opposte alla nuova modalità di scansione, avanzando perplessità per la privacy e timori per le radiazioni emesse dagli scanner a raggi x. Tuttavia occorre precisare che le dosi di radiazioni emesse dalle scansioni sono estremamente modeste, quantificabili in una entità pari a 3 – 9 minuti delle radiazioni ricevute durante la normale vita quotidiana. Se si considera poi che volando aumenta naturalmente l’esposizione a radiazioni ionizzanti, la scansione aeroportuale contribuisce per meno dell’1% della dose che si riceverà dalla esposizione ai raggi cosmici ad altitudini elevate. La stima del rischio di cancro associato a queste scansioni è difficile da valutare, ma utilizzando i modelli di calcolo disponibili il rischio sarebbe estremamente piccolo, anche tra i ‘frequent flyers’. Si può quindi concludere che non esiste un significativo rischio radiazione-correlato secondario all’utilizzo degli attuali body-scanner aeroportuali  .

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