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Negli ultimi due secoli la storicità dei Vangelì (e quindi la storicità di Cristo) ha subito il più potente attacco della storia ad opera degli illuministi tedeschi, da Reimarus a Bultmann.

Ma la montagna dei loro lodatissimi volumi (fondati tutti sul pregiudizio che “i miracoli non sono possibili”, e sull’asserto indimostrato che “i Vangeli sono stati scritti tra il 70 e il 100 dopo Cristo”) oggi è crollata miseramente e per sempre.

Le armi di questa vittoria sono la nuova analisi filologica dei testi evangelici che li riporta a tempi vicinissimi a Cristo; e l’urto potente di fragili e leggeri frammenti di papiro che, come la piccola pietra di cui parla il profeta Daniele, hanno ridotto in polvere la grande statua impastata di “eruditissime menzogne”.

LA STORICITA’ DEI VANGELI: UNA GUERRA VINTA

” ECCO, LA VERGINE CONCEPIRA’ E PARTORIRA’ UN FIGLIO CHE SARA’ CHIAMATO EMMANUELE, CHE SIGNIFICA DIO CON NOI “.
(MATTEO 1:23)

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