UN GOVERNO MONDIALE PER L'EMERGENZA NUCLEARE?

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Quasi due anni fa abbiamo riporato le dichiarazioni del personaggio politco francese Attali il quale sosteneva che la crisi economica, e ancor di più la cosiddetta pandemia di influenza suina, avevano come ricaduta positiva quella di giustificare la creazione di strutture sovranazionali:
“Si dovrà, per questo organizzare una polizia mondiale, uno sistema mondiale di stoccaggio [delle risorse] e quindi una fiscalità mondiale. Da questo si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la sola ragione economica, a mettere le basi di un vero e proprio governo mondiale.”

Successivamente avevamo riportato dichiarazioni a dir poco sconvolgenti di alcuni leader mondiali che salutavano come “grosse opportunità” alcuni dei peggiori disastri della storia del pianeta:

“Concordo sul fatto che lo tsunami [del 28 dicembre 2004 in Indonesia] è stata una grande opportunità di mettere in mostra non solo il governo statunitense, ma il cuore della gente americana, ed io penso che ci abbia pagato grossi dividendi ” – da un articolo pubblicato il 18 gennaio 2005 dall’agenzia France Presse e citato su Commondreams
“Stanotte propongo la creazione di una zona dell’opportunità del Golfo, comprendente la regione del disastro nella Louisiana, nel Mississippi e nell’Alabama” – dal discorso del presidente G.W. Bush alla nazione dopo l’uragano Katrina, citato da thinkprogress
E adesso assistiamo alle dichiarazioni di Pierre Gadonneix, presidente del World Energy Council (Consiglio mondiale dell’energia) il quale, guarda un po’, afferma a sua volta che quanto avvenuto col terremoto del Giappone impone la realizzazione di nuove strutture sovranazionali, ovvero di un Nuovo Governo Mondiale.
Se già avevamo prima sospettato e poi trovato le prove che il virus dell’influenza suina fosse stato creato in laboratorio e diffuso intenzionalmente, adesso si rinnovano i sospetti che il recente terremoto in Giappone sia stato creato intenzionalmente e che la fuoriuscita radioattiva non sia stata affatto accidentale, ma creata ad arte come problema artificiale che potrebbe portare alla messa in atto di una “soluzione” già definita in precedenza.
Qui di seguito la traduzione (a cura del blog tuttouno) dell’articolo Nucléaire: une gouvernance mondiale ? pubblicato il 16 marzo 2011 sul quotidiano francese Le Figaro.
NUCLEARE, UN GOVERNO MONDIALE?

L’incidente nucleare giapponese ha messo in evidenza la necessità di una definizione delle norme mondiali in materia di sicurezza nucleare, come quello che è stato fatto nel settore dell’aviazione, ha dichiarato oggi Pierre Gadonneix, ex direttore generale dell’ EDF e presidente del World Energy Council (Consiglio mondiale dell’energia).

C’è di nuovo che è evidente che l’energia nucleare, come altri aspetti della sicurezza industriale, non sono questioni nazionali, ma mondialiha detto Gadonneix su BFM Radio.

“Chiaramente, il mondo intero è implicato ogni qual volta succeda un incidente, in qualsiasi parte del mondo. Quindi, penso che dovremmo andare, e andremo verso un governo mondiale, ha aggiunto.

“Non possiamo semplicemente accontentarci di avere autorità di sicurezza che, ciascuna nella propria area geografica, decida le regole e le controlli”,

dice il signor Gadonneix, che è presidente del consiglio di sorveglianza delle apparecchiature aeronautiche Latécoère.

Secondo lui le autorità mondiali devono mettersi d’accordo su “obiettivi comuni di sicurezza”, seguendo l’esempio dell’aeronautica, dove “si è arrivati a norme di sicurezza globali.”

Tuttavia, questa solidarietà, implica che non “può esserci concorrenza in materia di sicurezza”, quindi impone che gli stati decidano di rinunciare a “forme di autonomia”.
“La cosa non è politicamente anodina, ma penso che sia un dibattito che avrà luogo”.

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