Il Presidente John F. Kennedy ucciso dai Gesuiti

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Il Presidente John F. Kennedy

estratto dal libro
THE SECRET TERRORISTS
di Bill Hughes
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com/

Recentemente sono state scoperte nuove prove rilevanti dell’uccisione del Presidente John F. Kennedy, le quali indicano chi effettivamente pianificò ed esegui il suo assassinio. Queste nuove evidenze mostrano che la relazione della Commissione Warren, che dette la parola finale del governo sull’assassinio, è un completo cover-up di quello che avvenne realmente.
La seguente analisi dell’assassinio includerà diversi eventi e situazioni che potrebbero non sembrare collegate al delitto, ma mostreranno il vasto intrigo dietro di esso.
Durante il viaggio in un corteo all’aperto, il Presidente Kennedy fu fucilato in Dealy Plaza venerdì 22 novembre 1963, alle ore 12:30. La folla lo stava applaudendo. Mentre il Presidente degli Stati Uniti si faceva strada attraverso il centro di Dallas, ci fu una grande scena di gioia. All’interno di quelle migliaia di persone ondeggianti, sembrava che tutti stessero sorridendo. Ma, improvvisamente, ci furono degli spari, e il Presidente Kennedy poco dopo giaceva morto al Parkland Memorial Hospital.

Questo caso ha sconcertato la gente negli ultimi quattro decenni, ed è uno dei 10 maggiori misteri irrisolti degli ultimi 100 anni. Per indagare sull’assassinio fu istituita la Commissione Warren, ed essa concluse che era stato commesso da un killer solitario, Lee Harvey Oswald. Essa sostenne che Oswald sparò al Presidente Kennedy dall’edificio del deposito di libri di Dallas dietro la sua macchina. Ma adesso vi è piuttosto la prova schiacciante che smentisce la relazione della Commissione Warren e punta ad un massiccio insabbiamento e ad una cospirazione dietro l’assassinio. Due giorni dopo la morte del Presidente Kennedy, Jack Ruby uccise Oswald. Perché? Era per impedirgli di parlare?
Ci furono fondamentalmente due principali ragioni per le quali Kennedy fu assassinato. Queste ragioni sono il coinvolgimento della guerra in Vietnam e la Federal Reserve Bank.
Il Presidente Kennedy inviò due collaboratori in Vietnam, McNamara e Taylor, che raccolsero informazioni che lo convinsero che gli Stati Uniti necessitavano di ritirarsi dal Vietnam. La loro nota al Presidente si intitolava Report of McNamara-Taylor Mission to South Vietnam.

Con questo rapporto in mano il Presidente Kennedy ottenne quello che voleva. Esso conteneva la sostanza delle decisioni che doveva prendere. Doveva ottenere di essere rieletto per terminare i programmi messi in moto durante il suo primo mandato; doveva tirare via gli americani dal Vietnam. – Col. L. Fletcher Prouty, JFK: The CIA, Vietnam, and The Plot to Assassinate John F. Kennedy, Carol Publishing Group, p. 264.

Fletcher Prouty ci dice che:

Il 22 Novembre 1963, il governo degli Stati Uniti fu preso in consegna da un gruppo super potente che voleva un’escalation della guerra in Indocina, e un continuo incremento militare per le generazioni a venire. – Ibid. p.264.

Mentre il Presidente Kennedy stava iniziando la diminuzione del coinvolgimento americano nel sud est asiatico, questo gruppo super potente stava progettando il suo omicidio. Il successivo omicidio di Kennedy fece in modo che l’America restasse in Vietnam per lungo tempo.
Chi era questo gruppo? Chi ci voleva nel Sud del Vietnam e perché? Quando risponderemo a queste domande le persone dietro l’assassinio di JFK saranno note.
Avro Manhattan era un giornalista inglese che aveva lavorato per molti anni alla British Broadcasting Company. Aveva scritto almeno 15 libri suo ruolo della Chiesa Cattolica negli affari mondiali. Nel suo libro Vietnam: Why Did We Go? ci dice:

L’origine politica e militare della guerra del Vietnam è stata descritta con milioni di parole scritte e parlate. Eppure, nulla è stato detto su una delle forze più significative che contribuirono alla sua promozione, vale a dire, il ruolo svolto dalla religione, che, in questo caso, significa il ruolo svolto dalla Chiesa Cattolica e dal suo omologo diplomatico, il Vaticano. La sua attiva partecipazione non è mera speculazione. Si tratta di un fatto tanto concreto quanto la presenza degli Stati Uniti, o la massiccia resistenza della guerriglia del Comunismo Asiatico. Le attività degli ultimi due sono state esaminate da migliaia di libri, ma il primo non è mai stato preso in considerazione, nemmeno in forma sintetica. La Chiesa Cattolica deve essere considerata come la principale promotrice dell’origine, dell’escalation e della prosecuzione del conflitto vietnamita. Fin dall’inizio questa motivazione religiosa aiutò a mettere in moto la valanga con il fine di provocare agonie interminabili nei continenti asiatico e americano.
Il prezzo pagato fu enorme: migliaia di miliardi di dollari, dislocazione di massa di intere popolazioni; anarchia politica, devastazione militare su scala senza precedenti, la vergogna sopra il mondo civilizzato, la perdita di migliaia e migliaia di giovani vite americane e asiatiche. E per ultimo, ma non meno importante, la mutilazione, il ferimento e al morte di migliaia di uomini, donne e bambini. La tragedia del Vietnam passerà alla storia come una delle opere più perniciose dell’alleanza contemporanea tra politica e religione organizzata.
I fattori di natura politica, ideologica, economica e militare non svolsero alcun ruolo significativo nello svolgimento della guerra, ma la religione della Chiesa Cattolica fu uno dei suoi principali istigatori. Fin dall’inizio il suo ruolo fu minimizzato, quando non del tutto cancellato. I fatti concreti, tuttavia, non possono essere spazzati via così facilmente, e sono questi che dobbiamo ora esaminare, anche se brevemente. – Avro Manhattan, Vietnam: Why Did We Go? , Chick Publications, 1984, p.13, il corsivo è mio.

La prefazione dell’editore a questo libro recita, a pagina 3:

Avro Manhattan, autorità mondiale sulla politica del Vaticano, ha fatto saltare il coperchio sul vero motivo per il quale i nostri ragazzi hanno sofferto e sono morti in Vietnam. Egli fa risalire la loro morte all’appassionante desiderio del Vaticano di rendere l’Asia Cattolica Romana. Gli agenti del Vaticano tramarono e tratteggiarono la guerra del Vietnam. I soldati americani nella loro disperata lotta di sopravvivenza nella giungla, nell’inferno della guerra, nel dolore, nella morte e nella distruzione, stavano servendo il Vaticano. E’ stato tutto progettato dai…suoi Gesuiti. — Ibid. p. 3, il corsivo è mio.

Molti, specialmente i cattolici, potranno fare obiezioni sui fatti sopra indicati tra virgolette, ma dobbiamo prestare attenzione a come si sono svolti i fatti e a come questi sono accaduti. Quando questo libro parla della Chiesa Cattolica non sta parlando dei fedeli membri della Chiesa che non sanno nulla di cose come queste. Si sta parlando dei governanti del Vaticano e del suo Ordine dei Gesuiti.
Secondo Avro Manhattan, la guerra in Vietnam fu combattuta perché il Vaticano voleva creare una base di potere nel Sud Est Asiatico, da cui partire per acquisire la totalità del Sud Est Asiatico e poi tutta l’Asia. Le citazioni che seguono provengono da questo stesso libro:

Ho Chi Minh prima della seconda guerra mondiale iniziò le manovre per un Vietnam comunista. Egli aveva ricevuto aiuto dagli Stati Uniti contro i giapponesi, ma usò tale aiuto per consolidare la sua presa negli altopiani del Tonchino. Nel mese di agosto del 1945 marciò verso Hanoi e istituì il governo provvisorio della Repubblica democratica del Vietnam. Come maestro stratega, egli collaborò al trapianto di quasi un milione di Cattolici Nord Vietnamiti all’interno del Sud…Dopo l’elezione di Papa Giovanni XXIII nel 1958 e la svolta del Vaticano dalla guerra fredda verso una collaborazione con il Marxismo, Ho Chi Minh fece un accordo segreto con Papa Giovanni, che alla fine portò il pieno controllo del paese da parte del Nord – Ibid. p. 177
Il Presidente Ngo Dinh Diem del Vietnam del Sud era un cattolico praticante che governava il Vietnam del Sud con il pugno di ferro. Egli era un vero credente del male del Comunismo e dell’unicità della Chiesa Cattolica. Era stato originariamente impiantato alla presidenza dal Cardinale Spellman e da Papa Pio XII. Aveva trasformato la Presidenza in una virtuale dittatura cattolica, e senza pietà aveva schiacciato i suoi avversari politici e religiosi. Molti monaci buddisti si suicidarono con il fuoco, si bruciarono vivi nella loro protesta contro le persecuzioni religiose. La sua discriminatoria persecuzione dei non cattolici, e dei buddisti in particolare, causò la rottura del governo e la diserzione di massa nell’esercito. Alla fine questo portò all’intervento militare statunitense in Vietnam del Sud. In quest’opera di terrorismo egli fu aiutato dai suoi due fratelli cattolici, il capo della polizia segreta e l’arcivescovo di Hue. – Ibid. p.56 (enfasi aggiunta).

Il Cardinale Francis Spellman, arcivescovo di New York, fu l’uomo chiave che condusse l’America al conflitto.

Il Cardinale Spellman

Fu attivo nel convincere gli Stati Uniti a selezionare e sostenere Diem come Presidente del Vietnam del Sud. Egli fu nominato Vicario Generale delle Forze Armate degli Stati Uniti e, nelle sue frequenti visite al fronte di guerra in Vietnam, chiamava le truppe ‘I Soldati di Cristo’ [che significava soldati della Chiesa Cattolica].

In questa guerra civile vietnamita il Vaticano giocò da entrambe le parti. Esso controllava Diem al Sud, mentre si consultava e faceva accordi segreti con Ho Chi Minh al Nord. Perciò, quando la guerra si sarebbe svolta, il Vaticano avrebbe trionfato ed avrebbe avuto il controllo del Vietnam. Il tentativo di Kennedy di fermare il bagno di sangue attirò l’ira inestinguibile degli istigatori di guerra – i Gesuiti del papato.
Il Presidente Kennedy aveva iniziato la diminuzione del coinvolgimento americano in Vietnam poco prima di morire. Il giorno dopo il suo brutale assassinio avvenne quanto segue:

Alle 8:30 di Sabato 23 novembre 1963, la limousine che stava trasportando il direttore della CIA John McCone fu tirata nei fondi della Casa Bianca…Egli fu anche li per negoziare una parte del business prima del coinvolgimento in tutti i dettagli in un passaggio presidenziale – la firma del National Security Memorandum 278, un documento classificato con il quale si invertiva immediatamente la decisione di John Kennedy di uscire dalla guerra in Vietnam. L’effetto del memorandum 278 avrebbe dato alla Central Intelligence Agency carta bianca per procedere in modo pieno nella guerra in Estremo Oriente…In effetti, a partire dal 23 novembre 1963, l’Estremo Oriente avrebbe sostituito Cuba come spina nel fianco dell’America. Inoltre, esso avrebbe anche creato una nuova fonte di sostanze stupefacenti per il mercato mafioso mondiale — Robert Morrow, First Hand Knowledge, Shapolsky Publishers, p. 249.

Il giorno dopo che fu ucciso Kennedy, la decisione di fermare il coinvolgimento americano in Vietnam fu capovolta e il programma Vaticano continuò.
La dichiarazione di Morrow rivelò anche un altro motivo per cui i Gesuiti desideravano continuare la guerra; essi potevano ricavare miliardi di dollari nel traffico di droga internazionale. Durante gli ultimi quattro secoli i Gesuiti erano stati coinvolti nel traffico di droga in Estremo Oriente e certamente non volevano perdere questa opportunità, anche se questo significava la vita di milioni di persone!

Dal momento che la missione Gesuita originaria si era stabilita a Pechino nel 1601, la Compagnia di Gesù [Gesuiti] aveva mantenuto la chiave verso il commercio nell’Estremo Oriente – incluso il traffico di droga. — autori vari, Dope, Inc.: The Book that Drove Kissenger Crazy, Executive Intelligence Review, p. 117, (enfasi aggiunta).

I politici di Washington controllati dai Gesuiti volevano continuare la guerra in Vietnam. Volevano creare un potere cattolico nel sud est asiatico. In Estremo Oriente essi volevano mantenere il loro controllo del mercato internazionale della droga che avevano detenuto per 400 anni. Nel momento in cui il Presidente Kennedy si levò per la sua via, egli dovette essere rimosso. I Gesuiti assassinarono John Kennedy.
La seconda ragione per l’assassinio di Kennedy fu la sua intenzione di eliminare la Federal Reserve. Il colonnello James Gritz spiega:

Quando Kennedy richiese un ritorno della valuta americana al gold standard, e lo smantellamento del sistema della Federal Reserve – egli coniò effettivamente denaro privo di debito, il quale non recava il marchio della Federal Reserve; quando egli ebbe il coraggio di esercitare effettivamente l’autorità di leadership concessagli dalla Costituzione degli Stati Uniti…Kennedy preparò il suo mandato di morte. Venne il tempo di farlo sparire.— Colonel James Gritz, Called to Serve: Profiles in Conspiracy from John F. Kennedy to George Bush, Lazarus Publishing, pp 511, 512.

Il Presidente Kennedy tentò di smantellare il sistema della Federal Reserve, la Banca Centrale degli Stati Uniti, che è una creazione dei Gesuiti. La Costituzione degli Stati Uniti da al Congresso il potere di battere moneta. Se il Congresso degli Stati Uniti avesse coniato moneta propria, come impone la Costituzione, essi non avrebbero dovuto pagare centinaia di miliardi di dollari di interessi per il debito nazionale che pagano ogni anno ai banchieri ancora adesso, per denaro creato dal nulla. Questo è il motivo per cui Kennedy cominciò ad emettere moneta del governo degli Stati Uniti che era libera da debito, in sostituzione dei dollari della Federal Reserve che stiamo usando.
Abbiamo visto nei capitoli precedenti chi fu il responsabile della creazione della Federal Reserve Bank, e del funzionamento incostituzionale di questa banca che ruba i soldi dei cittadini statunitensi. Se ricordate il capitolo 2, i Gesuiti cercarono di assassinare il Presidente Andrew Jackson per la sua chiusura della banca centrale. Essi sfortunatamente ebbero successo nell’assassinare Kennedy a causa del suo tentativo di fare la stessa cosa. I Gesuiti utilizzano la ricchezza creata dalla Federal Reserve per finanziare le loro gesta omicide. John Kennedy attirò l’ira mortale dei Gesuiti per aver osato agire in qualità di Presidente e non come loro burattino.
Ma voi dite: “Aspetta un minuto. Kennedy era un cattolico. E’ stato l’unico presidente cattolico che abbiamo mai avuto.” Questo è esattamente giusto. Ma anche se Kennedy era un cattolico, mise il benessere degli Stati Uniti prima dei desideri del papato. Non era un Gesuita.
Ecco una sezione molto interessante delle istruzioni segrete della Compagnia di Gesù, scritte dal loro fondatore, Ignazio di Loyola.

Infine, facciamo in modo che, con tale malizia, tutti guadagnino ascendenza sui principi, sui nobili e i magistrati di ogni luogo, che possano essere pronti a nostra completa disposizione, sacrificando anche i propri parenti più stretti e i propri più intimi amici, quando affermiamo che è per il nostro interesse e il nostro vantaggio. — W. C. Brownlee, Secret Instructions of the Jesuits, American and Foreign Christian Union, p. 47.

Qui vediamo che se l’Ordine dei Gesuiti dice che una persona deve morire, non importa se è il tuo migliore amico, se è tuo padre o tuo fratello, deve essere uccisa. Quale sistema vile, malvagio e scellerato è l’Ordine dei Gesuiti della Chiesa Cattolica Romana.
Pensate che la Chiesa Cattolica non sia così potente? Pensate che tutto questo li fa apparire troppo forti? Avro Manhattan afferma:

Il Cardinale Francis Spellman, di New York, fu il vicario militare delle forze armate americane in Vietnam. Fu anche il legame non ufficiale tra il Papa e John Foster Dulles, il Segretario di Stato Americano, e quindi il fratello del Segretario, Alan, che era il capo della CIA — Avro Manhattan, Murder in the Vatican, Ozark Books, pp. 35, 36.

Il Cardinale Francis Spellman in una copertina del Time
Così, attraverso il Cardinale Francis Spellman, la Chiesa Cattolica Romana e i Gesuiti ebbero accesso e controllo su John Foster Dulles, il Segretario di Stato, e il fratello di John Foster Dulles, Alan, che era il capo della Central Intelligence Agency. Questi due dipartimenti, insieme all’FBI, erano nelle mani del Cardinale Francis Spellman, il principale Cardinale della Chiesa Cattolica di New York.

A livello finanziario, negli Stati Uniti la Chiesa Cattolica può rizzarsi sopra tutti i giganteschi trust americani. Politicamente, essa ha acquisito sempre maggior rilievo alla Casa Bianca, al Senato e al Congresso. Essa è forte all’interno del Pentagono, un agente segreto all’interno dell’FBI e il motore primo più sottilmente intangibile, il timone dentro il timone SS, della Central Intelligence Agency. — Ibid. p. 271

Anche Jean Hill fu una testimone dell’omicidio Kennedy. Nel suo libro, intitolato JFK: The Last Dissenting Witness, ella afferma che durante una conversazione con una sua amica, JB, che fu una dei poliziotti in corteo con Kennedy, lei le disse:

“Beh, mentre Kennedy era occupato a stringere le mani a tutti i sostenitori all’aeroporto, delle persone del servizio segreto di Johnson si avvicinarono ai poliziotti in motocicletta e diedero loro una sacco di istruzioni. La cosa più maledetta fu che ci dissero che il percorso attraverso la Dealy Plaza era stato cambiato.” “Come Cambiato?” chiede Jean Hill. “Esso originariamente doveva andare dritto lungo la Main Street”, disse JB, “ma poi ci dissero di ignorare tutto questo. Ci dissero invece di fare un piccolo avanzamento lento su Huston e tagliare verso Elm.” Jean sentì la sua bocca spalancarsi. “Se Kennedy fosse rimasto su Main Street, avrebbe potuto restare completamente fuori dalla portata di colui che stava per sparargli. Il ‘nostro’ tiratore dietro la staccionata di legno sicuramente non avrebbe avuto molte possibilità di colpirlo da lì”. JB la fissò con la faccia seria. “Forse è per questo che hanno cambiato il percorso”, disse senza mezzi termini.

“Ma non è tutto. Ci ordinarono anche lo schieramento della scorta di accompagnamento più pazza che io abbia mai visto. In genere si supporta l’auto con quattro moto, una su ciascun parafango. Ma questa volta ci dissero che i quattro di noi assegnati alla macchina presidenziale non avrebbero dovuto scortare sul davanti. Dovevamo rimanere bene nella parte posteriore e non dovevamo fare in modo di stare davanti alle ruote posteriori della macchina in tutte le circostanze. Non avevo mai sentito parlare di una formazione molto meno protetta come quella, ma ci dissero di voler lasciare che le folle avessero una ‘visione libera’ del presidente. Beh, credo che qualcuno ottenne per bene una vista illimitata su di lui” — Jean Hill, JFK: The Last Dissenting Witness, Pelican Publishing, p. 113.

Quindi, il percorso del corteo attraverso Dallas fu cambiato, e il motivo che venne dato fu quello che la gente avrebbe avuto una vista eccellente del Presidente degli Stati Uniti. Gli assassini gesuiti fecero questo sicuramente! Accaddero anche altre cose particolari. Lyndon Johson, il vice Presidente degli Stati Uniti, aveva evidentemente un problema reale. Continuiamo la conversazione di Jean Hill con la sua amica nel corteo:

“Di che cosa stai parlando?” chiese Jean innocentemente. “Non capisco”. “I miei amici nel corteo dicono che egli iniziò a abbattersi in basso nella macchina 30-40 secondi buoni prima che venissero sparati i primi colpi. Direi che è giusto un po strano, non è vero?”. “Oh, andiamo JB”, disse Jean Hill, pensando che stesse scherzando. “Essi ovviamente non erano seri, lo erano?” “Per quanto ne so erano completamente seri.” disse JB. “Uno di loro disse a Maguire che vide Johnson tuffarsi in basso ancora prima che la macchina girasse su Houston Street, e sicuramente ______ non rideva quando lo disse.” “Beh, forse a Johnson gli era appena caduto qualcosa sul pavimento e si chinò per raccoglierlo. Insomma, ci potrebbe essere una spiegazione semplice.” “Forse è così.” disse JB. “Io non pretendo di sapere quelli che furono i suoi motivi, ma questo ragazzo disse anche che sembrava certo che egli si stesse aspettando i proiettili volare. Quando lo ascoltai, iniziai a chiedermi un sacco di altre cose”— Ibid. pp. 114-116.

Lyndon Johnson agì come se avesse saputo che i proiettili sarebbero presto volati, schivandosi giù ripetutamente prima che arrivassero i colpi. La legge del Texas proibisce che le persone che muoiono nello stato del Texas vengano rimosse senza un’autopsia. I principali medici al Parkland Memorial Hospital di Dallas vennero tenuti sotto tiro mentre il corpo di John F. Kennedy veniva rimosso da quell’ospedale senza l’autopsia. Perché? Vi erano prove schiaccianti che era stata più di una pallottola ad uccidere JFK. Vi erano prove schiaccianti che la relazione della Commissione Warren non era altro che una menzogna. Ci sarebbero stati molti altri proiettili che i medici avrebbero riscontrato, che avrebbero distrutto l’idea che Lee Harvey Oswald fosse stato il killer prestato. E’ questo il motivo per cui non fu consentita l’autopsia in Texas. Questo è il motivo per cui il corpo di Kennedy fu spedito a Washington DC, dove avrebbe potuto essere fatta un’autopsia federale, dove si potevano fabbricare le prove per sostenere le menzogne della Commissione Warren. Ci fu un complotto Gesuita che portò ad uccidere JFK e non si voleva che le prove fuoriuscissero, non importa quante persone avrebbero dovuto essere uccise in questo processo.
Se quel giorno in Dealy Plaza fossero stati veramente sparati diversi proiettili, allora la vettura avrebbe contenuto certamente le prove di ciò. E così fece.

Tre giorni dopo l’assassinio, Carl Renas, capo della sicurezza presso la Deaborn Division della Ford Motor Company, guida la limousine, con gli elicotteri sospesi sopra la testa, da Washington a Cincinnati. Facendo ciò, egli nota diversi fori di proiettile, il più notevole dei quali è uno nella striscia di cornice cromata del parabrezza, ed egli disse chiaramente che questo era ‘un colpo primario’ e ‘non un frammento’. La limousine fu portata da Renas a Hess and Eisenhart del Cincinnati e la cornice cromata fu sostituita. Il Servizio Segreto disse a Renas di “mantenere la bocca chiusa”.— Charles Crenshaw, JFK: Conspiracy of Silence, Penguin Books USA, p. 106.

Renas era il capo della sicurezza della Deaborn Division di Ford Motor Co. Chi era il capo della divisione nel 1963 che inviò Renas per il compito della sua vita?

Henry Ford II ha detto oggi che la prima volta che riesce a ricordare l’incontro con Lee Iacocca fu nel novembre del 1960, quando chiamò il giovane commesso nel suo ufficio per dire loro che gli stava dando il comando della divisione Ford [a Deaborn].— Robert Lacey, Ford, the Men and the Machine, Ballantine Books, p. 531.

Lee Iacocca fu l’uomo incaricato dalla Deaborn Division della Ford Motor Company, che inviò Carl Renas a Washington DC per prendere la macchina che era di JFK nel momento in cui venne assassinato. Iacocca era il capo della divisione di Deaborn, e infine diventò il presidente della Ford Motor Company nel 1970. Iacocca fece parte del cover-up, perché soppresse le prove riguardanti JFK.
Quali connessioni aveva con la chiesa cattolica? Nella sua autobiografia Iacocca dice:

Mi ci vollero diversi anni per comprendere a fondo perché dovevo fare un buona confessione ad un prete prima di andare alla Santa Comunione, ma nella mia adolescenza iniziai ad apprezzare l’importanza di questo diritto più incompreso della Chiesa Cattolica. Negli anni successivi, dopo la confessione mi trovai completamente rinnovato. Iniziai anche a frequentare ritiri di fine settimana dove i Gesuiti in un esame di coscienza faccia a faccia mi mettevano alle prese sul come stavo conducendo la mia vita. — Iacocca: An Autobiography, Bantam Books, p. 8.

Il Cattolico Romano Lee Iacocca, capo della divisione Deaborn della Ford Motor Co. fu colui che spedì Carl Renas a prendere la limousine che deteneva la prova dei proiettili multipli che furono sparati da più pistole che uccisero John F. Kennedy. Non sorprende che molti anni più tardi, come presidente della Chrysler, Lee Iacocca andò al Congresso e chiese un aiuto finanziario? Da Cattolico Iacoccca era stato un tale servo obbediente verso i suoi maestri Gesuiti, che un altro cattolico obbediente dal nome di Thomas ‘Tip’ O’Neil usò il suo potere come Presidente della Camera per far ottenere a Lee Iacocca tutto il denaro che gli serviva.
Ci sono state molte persone che conoscevano molto circa l’assassinio Kennedy. Purtroppo, quasi tutte morirono in circostanze misteriose. Ci fu uno sforzo concertato per essere sicuri che nessun segreto saltasse fuori. Anche Jean Hill dichiarò che erano stati fatti diversi tentativi di uccidere lei e i suoi figli.

Jim Marrs, autore di Crossfire: The Plot That Killed Kennedy, scrisse:”Nel periodo dei tre anni che seguirono agli assassinii del presidente Kennedy e di Lee Harvey Oswald, morirono 18 testimoni essenziali – sei tramite arma da fuoco, tre in incidenti automobilistici, due tramite suicidio, uno con un taglio alla gola, uno con un colpo di karate sul collo, cinque per cause naturali.”…Un matematico assunto dal Sunday Times di Londra nel febbraio del 1967 concluse che le probabilità che il numero dei testimoni coinvolti nell’assassinio di John F. Kennedy potessero morire tra il 22 novembre 1963 e quella data erano di 100 mila trilioni a una…Nel periodo di tempo che va dal 22 novembre 1963 all’agosto 1993 oltre 115 ‘testimoni’ morirono o caddero vittime in strane circostanze, uccisi o suicidati.— Craig Roberts and John Armstrong, JFK: The Dead Witnesses, Consolidated Press, p. 3

Kennedy fu uno dei tanti presidenti, re, zar e imperatori, che si rifiutarono di obbedire ai gesuiti e fu ucciso per questo motivo. Il ruolo del papato nell’omicidio efferato e nell’occultamento di questo crimine non può essere negato. Abbiamo visto che il Vaticano ne aveva il motivo, e aveva le persone in posizioni chiave per realizzarlo e le persone in posizioni chiave per coprirlo.

C’era un gruppo, un’organizzazione, il cui retroterra storico è stato caratterizzato dalla pianificazione e dall’esecuzione di questi atti, che aveva un movente duraturo e coerente prima, durante e dopo il crimine; che aveva i necessari collegamenti internazionali; che aveva il denaro; che poteva provocare il sacrificio di se ai suoi membri; e che ha continuato ad esistere attraverso tutte le fasi del complotto per l’assassinio. Questo è la Chiesa Cattolica Romana.— Emmett McLoughlin, An Inquiry into the Assassination of Abraham Lincoln, Lyle Stuart, Inc.1963, p. 161.

Winston Churchill, il famoso primo ministro inglese durante la seconda guerra mondiale, una volta disse:

La maggior parte degli uomini di tanto in tanto inciampa nella verità, ma essi si rialzeranno e continueranno come se nulla fosse successo.

Ora capiamo i fatti riguardanti uno degli eventi più controversi della storia americana. Volete qui inciampare nella verità e andare avanti come se nulla fosse accaduto o inizierete ad analizzare la storia e l’attualità in una nuova luce?

link articolo originale: http://www.pacinst.com/terrorists/chapter8/kennedy.html

Alcune note sul Cardinale Francis Spellman (1889-1967)

Al passo del Signore e lode alle munizioni

Smithsonian National Portrait Gallery
traduzione: http://nwo-truthresearch.blogspot.com/

“Quello che mi piace attaccare”, osservava Sorel, “sono le cose che tutti gli altri non attaccano. Questo mi porta alla mia destinazione favorita: la Religione Organizzata”. Al tempo di questo disegno, l’influente Cardinale Cattolico Joseph Francis Spellman, che fu vicario generale militare delle forze armate dal 1939, era un dedito anticomunista ed un falco esplicito sulla questione del Vietnam. Spellman aveva sollecitato l’intervento americano fin dal 1955, ma alla metà degli anni ’60 le sue opinioni furono fortemente criticate da parte dei leader religiosi americani e dai cattolici contro la guerra. Sorel riassume i propri sentimenti nel suo manifesto Al passo del Signore e lode alle munizioni, uno sferzante attacco all’approccio militarista del Cardinale. Spellman morì, però, appena il manifesto fu finito, rendendolo invendibile, mentre gli americani lo ricordavano come un portavoce importante che era stato per la Chiesa. Sorel riutilizzò l’immagine per la copertina del suo libro del 1972, Making the World Safe for Hypocrisy (Fare il Mondo Sicuro per l’Ipocrisia).

Color halftone poster, 1967
National Portrait Gallery, Smithsonian Institution, Washington, D.C., gift of Rosemary L. Frankeberger
© Edward Sorel

link articolo originale : http://www.npg.si.edu/exh/sorel/spell.htm

Dal libro Vaticano SpA di Gianluigi Nuzzi leggiamo di Spellman a pagina 39:

“…temuto cardinale, ordinario militare per gli Stati Uniti. Nel dopoguerra dagli USA finanziava la DC con soldi che, secondo le tesi di alcuni storici, potrebbero esser stati trafugati agli ebrei dai nazisti. Spellman raccomandò Marcinkus all’allora papa Pio VI. Oggi l’erede de Bonis gli rende omaggio.”
Secondo il libro di Gianluigi Nuzzi Spellam era anche “…figura di coordinamento tra USA- CIA-Vaticano e Italia”. pag. 40

Dal libro La Santa Casta della Chiesa di Claudio Rendina a pag. 131-132 leggiamo:

“Il Rapporto di Sua Eminenza statunitense con i Cavalieri di Colombo è scontato, dal momento che la sua principale attività in tutta la vita di ecclesiastico è e sarà quella di contribuire a far aumentare il capitale finanziario della Santa Sede, fino a rendere credibile la finalità tutta religiosa del suo operato tramite Mammona.
Spellman è veramente nato per far soldi; gli piace speculare in tutto e ricevere denaro da qualsiasi iniziativa. In Curia lo chiamano ‘il cardinale dei milioni’, di dollari naturalmente; un po’ per ammirazione e un po’ per invidia. Non è da tutti i porporati, infatti, arrivare a Roma non per cercare ospitalità in conventi o pensioni di monache, ma scendere al Grand Hotel, dove prenotare sempre l’appartamento reale. Del resto se lo può permettere e non è certo tipo da nascondere la sua ricchezza.
Le sue sostanze derivano da una febbrile attività edilizia, iniziata sulla base di una precisa impostazione finanziaria data alla struttura della sua arcidiocesi. Ha infatti cominciato a spazzar via le prime ipoteche che gravano sulle parrocchie, prendendo a prestito da amici banchieri e finanzieri denaro al 2% per cinque anni e 2,5% per dieci, fino a risparmiare mezzo milione di dollari. L’arcidiocesi diventa così ‘una specie di banca centrale per tutte le parrocchie’, ha scritto Corrado Pallenberg, e quello è l’inizio per una serie di operazioni finanziarie che hanno un punto di riferimento fondamentale: costruire. ‘Dai calcoli fatti’, precisa il giornalista inglese, ‘il cardinale Spellman ha costruito ogni anno in media per un valore di circa 90 milioni di dollari’: si tratta di chiese, collegi e ospedali. Ma da dove viene tutto quel denaro? ‘Qui di nuovo, come tanto spesso avviene in materia finanziaria, prevale la regola del silenzio, caratteristica della Chiesa di Roma’, conclude Pallenberg.
E a Roma su di lui si racconta, dopo la morte, avvenuta nel 1967, una storiella, una sorta di pasquinata come dialogo tra il cardinale e san Pietro alla soglia del Paradiso.
Alla rituale domanda del primo papa sulla sua identità, la risposta del cardinale è:’Sono un povero prete di New York. Mi chiamo Spellman’. ‘Aspetta un istante. Vado a controllare la lista’, fa san Pietro, e va controllare. Ritorna e prosegue:’Mi spiace, ma il tuo nome non c’è. Dammi qualche altra indicazione’.
Spellman è un po’ seccato, e chiarisce:’Guarda che ero l’arcivescovo di New York, avevo sotto di me tutti i cappellani delle forze americane statunitensi. Non so se mi spiego!’.
San Pietro va a ricontrollare, ma torna scuotendo la testa.
‘Insomma, sono il cardinale Francis Spellman! Possibile!’.
‘Oh, sì, vecchio Frank! Entra, entra! Scusa, ma nella lista ti avevo messo alla voce Beni immobili!'”

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