Rapporto Eurispes: In riduzione i favorevoli al biotestamento

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Un argomento attuale, che divide il mondo scientifico , e non solo. Si riduce il numero di italiani favorevoli ad una legge sul testamento biologico ed alla pratica dell’eutanasia. Rispetto al 2010, in cui l’81,4% voleva una legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, nel 2011 il numero è sceso al 77,2% (-4,2%), mentre sono aumentati decisamente i contrari, saliti dal 3,3% al 14,2%. Questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto Eurispes “Cultura della salute e testamento biologico”, pubblicato sul sito della Federazione degli ordini dei medici. Aumenta dunque il popolo dei contrari al contestato ddl sul biotestamento, anche se il rapporto non spiega le ragioni di quest’inversione di tendenza. L’indagine rileva comunque come la maggior parte dei favorevoli al testamento biologico sia di sinistra (87,5%), seguiti da chi non ha alcuna appartenenza politica (80,1%), da chi è di centro-destra (76%), centro-sinistra (75,6%) e centro (64,9%). Nel caso fosse introdotto il testamento biologico, secondo il 72,8% degli italiani, il medico non potrebbe ignorare la volontà espressa dalla persona, mentre il 14,8% (13,9% nel 2010) ritiene che il medico potrebbe agire in maniera difforme. Calano, anche se dell’1,2%, i favorevoli all’eutanasia, che rappresentano il 66,2% del campione, contro il 67,4% del 2010 e il 68% del 2007. Aumenta così il fronte dei contrari, passato dal 21,7% del 2010 al 24,2% del 2011, e diminuisce quello degli indecisi (dal 10,9% al 9,6%). A propendere maggiormente per la “dolce morte” sono gli uomini (67,9% contro il 64,6% delle donne), e soprattutto i giovani tra i 18 e 24 anni (75,3%) e tra i 25 e 34 anni (70,9%). Man mano che l’età avanza cala il fronte dei favorevoli: lo è il 67,5% degli adulti tra i 35 e 44 anni, il 67,7% dei 45-64enni e il 53,7% degli over 65enni.

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