NON IGIENISTI E NON VEGANI, MA SOLO UOMINI VERI E NORMALI

Stampa / Print
VALDO VACCARO HK LTD www.valdovaccaro.blogspot.com
www.drvaldovaccaro.com.hk
valdovaccaro@libero.it

FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
___________________________________________________________________________________
15 Maggio 2011

NON IGIENISTI E NON VEGANI,
MA SOLO UOMINI VERI E NORMALI

(Conferenza di Clusone-Bergamo, 14-15 maggio 2011)

UN SALUTO A TUTTI E UN CALDO APPLAUSO AL PROFESSOR DAMIANO AMORUSO

Do il benvenuto a tutti. Non aspettatevi grandi cose e grandi novità. Provengo da una serie di conferenze che hanno toccato un po’ tutti i temi, per cui corriamo il rischio di essere ripetitivi a breve distanza.
Voglio lasciarvi il tempo di assimilare e di riflettere su quanto già detto.
Sarò dunque breve, anche perché il tempo concessomi è un’oretta soltanto.
In più siamo oggi in giusta fibrillazione per la presenza di un conferenziere di straordinaria importanza, al quale voglio dare il giusto spazio. Chiedo anzi un caldo applauso per il professor Damiano Amoruso, che ci onora oggi della sua presenza. Se noi andiamo in bicicletta, lui viaggia su un’astronave. Se noi adoperiamo carburante alla camomilla, lui procede con benzina alla dinamite, pur essendo la persona più trasparente, gentile e pacifica del globo.

ASSOLUTA SEMPLICITA’ DELL’IGIENISMO NATURALE

L’igienismo naturale è troppo semplice per essere oggetto di conferenza, di dibattito, di discussione. Troppo scontato, troppo logico e troppo banale. Dette due manciate di principi e tutto è risolto. Per chi è nuovo li ribadiamo in sintesi per l’ennesima volta:

1) Respirare aria in modo corretto, svuotando i polmoni, trattenendo e poi riempiendoli di nuovo.
Niente fumo, niente sniffate chimiche, niente aria viziata.
2) Bere acqua pura, non gassata, non salata, non dolcificata, non alcolizzata, non fermentata, non vitaminizzata o mineralizzata, non caffeinizzata, non theinizzata, non cocacolizzata, non caseinizzata, non insanguinata. Bere acqua ma non troppa, e sempre lontano dai pasti.
3) Alimentarsi in conformità al disegno e alla formula del sangue (sangue alcalino significa frutta in prima istanza, verdura cruda e germogli in seconda, semi, noci e radici in terza). Chi non riesce a starci dietro inserisce i suoi personali compromessi, e li paga tutti uno per uno.
E non occorre aggiungere altro, se non la necessità di mantenere l’equilibrio calorico e il peso-forma.
4) Prendere il sole su tutto il corpo, e tutte le volte che si può, mantenendo la pelle libera da impedimenti, da vestiti e da stupidi e dannosi tatuaggi.
5) Muoversi, traspirare, fare attività aerobica e sudare. Camminare, pedalare, nuotare, arrampicarsi su dirupi e su alberi. Guidare il meno possibile.
6) Riposare, rilassarsi, sgranchirsi, fare stretching, dormire, ricaricare insomma le batterie in continuazione
7) Amare in tutti i sensi, platonico e non platonico, non escludendo l’aspetto sessuale ovviamente.
Farlo come ti piace e con chi ti piace, sempreché con sentimenti condivisi.
O anche farlo mai, se tale scelta è sorretta da capacità di resistenza e di sublimazione.
Prendere nota però che l’amore e l’interesse per le altre persone devono rispondere a criteri di non
pericolosità sociale, familiare, legale, a criteri di non-violenza e di non-circuizione, a criteri di libertà
e di condivisione reciproca. Dare e ricevere anche un’ora del proprio tempo, senza puntare al
possesso e alla proprietà esclusiva del partner. Dare e ricevere senza secondi scopi, altrimenti
cadiamo nella prostituzione, nella costrizione, persino nello stupro familiare.
L’amore di cui parlo non può che essere libero, spontaneo, simpatico, scherzoso.
Alcuni paletti, forse troppi, vanno comunque rispettati, se vogliamo evitare drammi, collisioni,
vendette. Evitare come la peste la gelosia, la violenza, l’ipocrisia.
L’amore è valido solo se porta bene e felicità a due persone senza danneggiarne altre.
Esiste comunque anche la possibilità di amarsi virtualmente, usando il tocco spirituale e
l’immaginazione. Se l’amore non risponde a questi criteri allora meglio che ci mettiamo tutti un buon
saio francescano e che ci rifugiamo in un monastero di alta montagna.
Ricordarsi poi delle consuetudini locali. Se andate in zona igloo, guai rifiutarsi la moglie di chi vi
ospita, il marito vi prenderebbe a fucilate. Non altrettanto succede sulle coste del Mediterraneo.
Serve dunque senso umoristico e flessibilità mentale.
8) Darsi delle motivazioni etiche, sociali, costruttive, aiutare se stessi ed anche il prossimo, utilizzare al
meglio il tempo che ci è concesso in questa parziale e transitoria fase della nostra esistenza.

NON LE TAVOLE DI MOSE’ MA QUASI, CON INCLUSO IL NON AMMAZZARE

E mi fermo qui. La tavola dei comandamenti, o poco ci manca. C’è sicuramente dentro il non uccidere, il non ammazzare, che riguarda tutte le creature umane ed animali, ma anche le stesse piante. Non uccidere e non far soffrire. E se a volte siamo davvero costretti a farlo, ci sia almeno la coscienza di quanto stiamo facendo, e si sia l’attenta e precisa volontà di minimizzare la sofferenza.
Sofferenza che è degli altri ma anche nostra, perché siamo e saremo noi i primi a soffrirne.

LA FRUTTA, IL RADICCHIO E LE FORMICHE

La frutta non soffre. Il radicchio sì, ma se gli lasciamo la radice può almeno ricrescere.
Se prendiamo la radice, tipo la carota e la patata, facciamolo magari a maturazione avvenuta, quando l’alternativa loro è quella di finire nella nostra bocca o in pasto ai lombrichi e alle muffe.
Confesso di essere pure io un assassino, così almeno non mi date più del guru. Continuo imperterrito a far fuori delle innocenti formiche e delle meno innocenti zanzare. Non c’è modo di evitare questo strazio. Mi entrano in casa e invadono tutto, al punto di infilarsi anche nella tastiera del computer.
Figlie di Dio anche loro, ma testarde all’inverosimile. Si riproducono poi in modo pazzesco.

LA POTATURA NON E’ NECESSARIAMENTE VIOLENZA

Gli alberi potati soffrono ma anche ricrescono, e a volte anche meglio.
Ridotti a misura si rinforzano. Tenere le piante in ordine, darle da bere, offrire loro del letame organico di foglie significa voler loro bene. E’ uno scambio intelligente, sensato, che apporta dei vantaggi reciproci. Uno scambio amichevole e amorevole. Uno scambio fecondo e innocuo.
Tutt’altro che la sorda, cieca e cinica violenza che domina nella nostra vita quotidiana.

CI SONO TAGLI E TAGLI

Il taglio del radicchio e della carota non è la coltellata al maiale, non è la decapitazione dell’anatra, non sono le forbici che trapassano l’orecchio della gallina, non è la mazzata sulla testa del vitellino, non è la rivoltellata che stende il bovino e il coltellaccio che lo scuoia mentre è ancora vivo e cosciente.
Non è la rosa di pallini che sbrindella il fagiano e che impiomba la lepre e il capriolo.
Non è la mungitrice elettrica applicata alla mammella di una madre quadrupede in lacrime, a cui è stato appena tolto proditoriamente il suo bambino.

SIAMO PERSONE NORMALI

Ci chiamano igienisti, vegetariani, vegani, fruttariani, animalisti, tutte etichette che non ci soddisfano affatto. Vengono a curiosare sui nostri piatti frugali e incontaminati, sulle nostre ricette semplici ed innocenti, magari per irriderci. Non siamo igienisti, non siamo vegani e non siamo animalisti.
Ancor meno siamo francescani o trappisti. Siamo uomini maledettamente normali, come tutti dovrebbero essere. L’anormalità e la curiosità vanno spostate e dirottate sulla gente cosiddetta comune e normale che è stata purtroppo accalappiata e ipnotizzata in lungo e in largo dalle multinazionali.

L’ANORMALITA’ STA ALTROVE, NELLA TV CHE CONTINUA A VOMITARE NUTRIZIONISMO SBILENCO E DISEDUCATIVO

L’anormalità è quella della televisione, quella delle scandalose rubriche “Gusto” e “Cotto e Mangiato” che, nelle ore di massimo ascolto, continuano a imperversare, a vomitare nutrizionismo sbilenco e diseducativo, continuano ad incitare la gente al burro, alla farina doppio zero, alla supercottura, all’uso del micro-onde, al sale e allo zucchero, all’alcol e al caffè, alle uova e ai polli, alla trippa e alle cervella, al gambero e al pesce. Si deve continuare a mantenere la gente pasciuta di cadaverina e di grasso, pasciuta di alcol e di veleni, onde renderla preda della trappola sanitaria mondiale, preda e cliente fissa del diabete, della dialisi, dei tumori al seno, e dei reparti terminali.

STIAMO ASSISTENDO A COSE DA TEATRO MANICOMIALE

Danno alla gente la carne e i prosciutti, le uova e il pesce, il sale e lo zucchero, il farmaco e l’integratore, tutte cose che rallentano ed immobilizzano la circolazione del sangue, e poi propinano alla medesima gente l’eparina di maiale, ovvero budella di suino pressate e polverizzate, per fluidificare la circolazione stessa. Cose da teatro manicomiale.
Una presa per i fondelli che solo le sghignazzate di Dario Fo potrebbero magnificare.
Una televisione collusa con gli dei del latte e del formaggio grana, coi re delle stalle e dei macelli, coi magnati del farmaco, del vaccino e dell’integratore.

SOTTOFONDI MUSICALI CHE NON NASCONDONO LE GRIDA DEI MACELLI

Proverei molto meno schifo e molta meno offesa se al posto di tali trasmissioni licenziassero in ora di pranzo delle esibizioni pornografiche, anche le più rozze ed imbarazzanti.
Niente di sconveniente e di increscioso al mondo equivale al cinismo e alla faccia tosta televisiva, ai sorrisi spenti dei cuochi di cadaveri, con le musiche di contorno di un ignaro Louis Armstrong che non nascondono nemmeno un po’ le grida strazianti dei macelli.

DIGESTIONI RAPIDE E CURA DELLA NON CURA

A livello terapeutico ci contraddistingue la non invasività, la cura della non cura, la cura provvisoria del riposo e dell’acqua chiamata digiuno, il rifiuto del farmaco e dell’integratore, la ricerca dell’equilibrio e del ripristino funzionale mediante il rafforzamento del sistema immunitario e non con la drogatura o la decapitazione del medesimo, tipiche specialità medico-allopatiche e medico-vaccinatorie.
Predichiamo digestioni semplici e rapide, prive di surriscaldamenti patologici, prive di congestioni sanguigne, prive di fermentazioni e soprattutto libere da fenomeni putrefattivi in zona colon.
Predichiamo in altre parole digestioni temperate e virtuose, accompagnate dal sorriso autentico della salute vera, e non digestioni con riscaldo leucocitosico, accompagnate da allegria sguaiata, posticcia e alterata dal vino, e sorretta per qualche ora dal digestivo e dal caffè.

FARE NIENTE MA SAPERLO FARE

Non dobbiamo curare. Più curiamo e più male facciamo. Dobbiamo insegnare. Dobbiamo insegnare la sola guarigione possibile che è l’autoguarigione. Dobbiamo fare il meno possibile. Fare niente ma saperlo fare. Pare una affermazione demenziale ma non lo è. La cura medica allopatica è la peggior cosa che ti possa accadere. Quella omeopatica non va molto lontano. La cura naturale è tutto l’opposto.
L’amore, le attenzioni, le carezze fisiche e mentali, il sorriso, l’ascoltarti e il darti le giuste indicazioni, l’incoraggiarti, il ricambiarti l’aria della stanza e le lenzuola del letto, queste sono cose preziose e straordinarie.

L’ACCANIMENTO TERAPEUTICO CONDOTTO DALLA SANITA’ MONDIALE

Lo spaventare, l’intervenire, il tenere sotto pressione, il dare farmaci, rappresenta un orribile pacchetto persecutorio definito anche “Accanimento Terapeutico”. Accanimento terapeutico che viene attuato su tutti fin dalla nascita, sulle mamme e sui neonati, e termina solo quando un disgraziato ha superato il pesante cancello del cosiddetto eterno riposo. Accanimento condotto ad arte, e con perfetto stile affaristico, dalla sanità mondiale, che punta a riempire ogni cittadino del mondo del massimo quantitativo possibile di porcherie e di farmaci capaci di contrastare tali porcherie.
La cosiddetta civiltà dei consumi, dove i primi ad essere consumati, anzitempo, siamo noi stessi.

IL DOLORE FA MALE, MA A VOLTE E’ UN PREZZO DA PAGARE

Certo il dolore fa male, La spia rossa non è il vero male, ma duole. L’emicrania, la testa che sbatte, lo stomaco che pesa come un macigno, il grasso che ti sfigura, il tumore che ti annienta, sono tutte cose di non facile accettazione. Ma i mali sono la nostra salvezza. “Se tu non avessi il tumore, saresti già morta”, disse Shelton a una sua cliente!

BERE ACQUA, MA FINO A UN CERTO PUNTO

Bere acqua, come dice il medico iraniano dr Fereydoon Batmanghelidj, perché il tuo corpo implora acqua. Ma stiamo attenti a non esagerare. “Ti vegnen i cros” (ti vengono le rane), diciamo in Friuli.
Meglio dunque passare ben presto alla frutta acquosa, alcalinizzante e rivitalizzante, che di acqua ne ha tanta, e tutta accompagnata da preziosi enzimi, da vitamine naturali, da minerali organicati e da tanta forza elettromagnetica solare.

Valdo Vaccaro (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *