L'avis, la donazione del sangue e la vaccinazione contro l'influenza suina

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Simbolo dell’associazione AVIS, per la donazione del sangue
sssociazione che, a riguardo della pericolosissima vaccinazione contro l’influenza suina, dietro la quale c’è stato anche un business miliardario
afferma (dopo una premessa in cui la vaccinazione viene solo consigliata) che il donatore iscritto all’associazione deve (sottolineato) prenotare la vaccinazione
Ben sapendo quanti disastrosi effetti collaterali ha causato tale vaccinazione, e quanti morti ha causato, ben sapendo come quasi tutta la gente, ed i medici in prima linea, si sono resi conto della pericolosità del vaccino per l’influenza suina, tanto che 23 milioni di dosi sono rimaste inutilizzate, difficile pensare che quella dell’AVIS sia stata solo superficialità. D’altronde quel “deve prenotare la vaccinazione”, sottolineato per giunta, fa trasparire una sicumera che quasi nessun medico ha mostrato nei confronti dell’affidabilità ed utilità di quel vaccino.
Caso isolato quello dell’AVIS del comune di Lusia direte voi? No di certo, nel comune di Sarnico (ove lavoro) è stata mandata una lettera a tutti i donatori per invitarli alla vaccinazione contro l’influenza suina. Mi è lecito quindi sospettare che ci sia una regia nazionale.
D’altronde le donazione di sangue possono essere utili in alcuni limitati casi di incidenti con gravi perdite di sangue, ma per le operazioni chirurgiche che si possono calendarizzare con discreto anticipo l’autotrasfusione (raccogliere sangue del paziente con congruo anticipo e utilizzarlo per la trafusione sul paziente stesso) è ovviamente la scelta migliore per potere avere a disposizione sangue compatibile e sicuro al 100%.
Ma quand’è che capita di avere bisogno di sangue pronto per un’operazione chirurgica che avviene senza preavviso? A parte alcuni casi, che possono sempre capitare, tale necessità si presenta per lo più in occasione dei trapianti di organi, operazioni che vengono organizzate in fretta e furia allorquando una persona in coma viene espiantata. Per chi è conscio di quanto sia predatorio l’espianto degli organi appare quindi chiaro come l’attività dell’AVIS, per quanto svolta fatta in buona fede dai molti volontari che ci lavorano, è funzionale ad un’attività inaccettabile, quella dei trapianti.

Siamo poi sicuri che negli altri casi (che non siano operazioni di trapianti) servano tanto le trasfusioni? Il progresso avanza in chirurgia e ormai si sono fatti passi da gigante nella direzione della chirurgia senza sangue, e non bisogna essere Testimoni di Geova per accorgersene. Ecco qui di seguito alcuni link e siti di approfondimento sulla chirurgia senza sangue e sui pericoli connessi con le trasfusioni:

La frontiera della chirurgia senza sangue
(articolo del Corriere della sera)

Avanza la medicina alternativa: chirurgia e medicina SENZA SANGUE

Trasfusioni di sangue  e pericoli connessi


Alternative alle trasfusioni di sangue

Quanto al simbolo dell’AVIS ci sono poi delle somiglianze curiose, che richiamano quanto avevo scritto tre anni fa in uno dei miei articoli di questo blog.
Solo coincidenze? Giudicate voi. La goccia rossa di sangue presente nelle prime due è identica, il simbolo analogo presente nella terza è leggermente diverso, però sorge un sospetto, anche perchè i colori usati sono proprio il rosso ed il bianco …
Ulteriori informazioni le potete trovare su diversi siti, fra i quali consiglio il blog ilnautilus nel quale ad esempio potete leggere l’articolo Connessioni tra KKK e massoneria/Illuminati/NWO, e quello di freenfo dove potete trovare questo articolo dal titolo Life is now
NB: la prima immagine è il simbolo del kkk, la seconda non ha bisogno di spiegazioni, l’ultima è presa dalla copertina di un libro apparso in edicola allegato al giornale l’unità. Ricordo che Walter Veltroni quando era a capo di questo giornale partecipava alle riunioni del gruppo Bildeberg.

Fonte

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