Quando la tecnologia aiuta i medici: Diagnosi di ictus con lo smartphone. Oggi è possibile

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Oggi la tecnologia si pone sempre piu’ al servizio della nostra categoria. Grazie alla telemedicina, ed a sofisticati software, si possono effettuare diagnosi a distanza, e salvare vite. E’ il caso della diagnosi di ictus mediante un’applicazione smartphone . Questa garantirebbe la stessa accuratezza garantita da una postazione computer molto avanzata. La tecnica è descritta sul  Journal of Medical Internet Research. (A Smartphone Client-Server Teleradiology System for Primary Diagnosis of Acute Stroke). Lo studio è stato progettato dal Dr. Mayank Goyal, utilizzando l’iPhone con una tecnologia originariamente sviluppata dal Dr. Ross Mitchell, PhD, e la sua squadra alla Hotchkiss Brain Institute (HBI).Si tratta in sintesi di un sistema di Teleradiologia basato su un’architettura client-server che permette il rapido accesso a visualizzazioni 2-D e 3-D di imaging diagnostico su smartphone (Apple iPhone o iPod Touch, Android) ma senza bisogno di spedire e scaricare pesanti file in locale. Oltre ad evitare il problema del download, questa app garantisce la privacy del paziente e la sicurezza dei dati, che rimangono sempre sul server dell’ospedale e non venendo scaricati non possono nemmeno essere diffusi.
I ricercatori canadesi dell’University of Calgary e dell’Hotchkiss Brain Institute (HBI) coordinati da Ross Mitchell – dopo averla messa a punto – hanno deciso di mettere alla prova la nuova applicazione su una patologia nella quale una diagnosi precisa e tempestiva effettuata mediante una procedura di Telemedicina può decidere tra la vita e la morte del paziente: l’ictus.
Presi in esame 120 scan cerebrali effettuati mediante tomografia computerizzata senza liquido di contrasto (NCCT) e 70 angiografie eseguite mediante tomografia computerizzata (CTA) dal Calgary Stroke Program database, i ricercatori hanno inviato i dati a due neuroradiologi, uno dotato di una workstation avanzata e uno di un semplice smartphone. Sensibilità, specificità e accuratezza diagnostica si sono rivelate pressoché sovrapponibili in entrambi gli operatori, e nessuna significativa differenza (P <0,05) nei tempi di diagnosi è stata registrata.
Spiega Ross Mitchell: “In una emergenza medica l’imaging gioca un ruolo critico nella diagnosi e nel trattamento. In particolare in caso di ictus il tempo è una variabile essenziale, letteralmente ogni minuto fa la differenza”.

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