L'ESSENZIALE E' QUEL CHE NON SI VEDE

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FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
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11 Maggio 2011

L’ESSENZIALE E’ QUEL CHE NON SI VEDE

LETTERA

INTUIVO CHE L’INSULINA E I FARMACI NON SERVIVANO A NULLA

Gentilissimo,
So che riceve tonnellate di posta, ma spero tanto che questa mia le giunga ugualmente.
Sono naturopata e scrittrice. Ho conosciuto i suoi lavori per caso, ma per me sono stati un salvavita!
Sono diabetica da 10 anni, inizialmente trattata con metformina e repaglinide, e successivamente con insulina. Ma non bastavano 25 unità x 3, e 40 unità di lenta serale.
Intuivo che non servivano a nulla, ma non sapevo cosa fare.

UN MESE DI ARREMBANTE CRUDISMO E HO PERSO 12 KG

Dopo aver letto il blog, di mia iniziativa, stanca dei non-risultati, e stanca di aver buttato via inutilmente tutti quei farmaci, ho iniziato a mangiare vegano quasi-crudista.
E’ passato circa un mese e ho perso 12 kg. Devo ancora limitare la frutta, per le mie condizioni glicemiche, e certe verdure le preferisco al vapore piuttosto che crude, ma ho finalmente capito alcuni concetti fondamentali. La domanda che le pongo è la seguente: “Come posso trovare il corretto regime per ribaltare la situazione completamente?”

LA GLICEMIA SI E’ OVVIAMENTE IMBIZZARRITA

Ora mi limito a qualche milligrammo di repaglinide al giorno, mentre ho sospeso metformina ed insulina. Le cose vanno abbastanza bene, sebbene non siano ancora perfette e nel modo in cui mi auspico. La glicemia inizialmente si è imbizzarrita. Ho quasi sospettato che Big Pharma si fosse accorta che non acquistavo più medicinali e che, a distanza, cercasse di sballarmi la glicemia.
Una teoria forse un po’ complottista, ma oggi non c’è più da sorprendersi di nulla!

RECUPERANDO LA MIA SALUTE POTRO’ AIUTARE MOLTISSIMA GENTE NEL PIANETA

Ho ancora bisogno di qualche aiuto e di qualche consiglio. Mi può aiutare?
Per me sarebbe importantissimo. Non solo per la mia salute personale.
Insegno varie materie di naturopatia in tutto il mondo, e mi trovo nella privilegiata e meravigliosa posizione di poter aiutare moltissime persone!!!

PUNTO AD ASSISTERE A QUALCHE LEZIONE O A QUALCHE CONFERENZA

Vorrei un domani arrivare a frequentare qualche vostra lezione per poter integrare il tutto nella mia professione. Ringrazio dell’attenzione accordatami. Una luminosa giornata.
Carol Saito – Studio Naturopatia Via B. Barbarani 6 – 37060 Castel D’Azzano -Verona
www.carolsaito.eu www.naturopatia.verona.it c.saito61@gmai.com

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RISPOSTA

UNA STRAORDINARIA SCHEDA DI PRESENTAZIONE

Ciao Carol, il tuo cognome, decisamente giapponese, mi ha subito incuriosito, e sono andato pure nel www.carolsaito.eu dove le tue referenze risaltano ancora meglio di quanto tu non dica nel messaggio inviatomi. Riporto dunque la tua scheda di presentazione, che ritengo interessantissima per chi legge.

DA MEDICO-CHIRURGO A RICERCATRICE NEL SETTORE DELLE TECNICHE ENERGETICHE E DELLE FORZE SOTTILI AUTOGUARITIVE

“Sono più di 25 anni che esploro i campi più svariati delle energie sottili e della medicina naturale, allopatica, vibrazionale e quantistica. Ho analizzato negli anni molte tecniche di autoguarigione, dopo aver capito, durante i miei precedenti studi di medicina e chirurgia, che il tutto non poteva ridursi a protocolli, numeri e statistiche, e che l’uomo non era solamente un apparato che camminava, ma un insieme di corpo, mente e anima.
Docente in scuola di Naturopatia in Italia e di Ipnoterapia in Svizzera, oltre che facilitatrice di varie tecniche energetiche in diversi altri paesi del mondo, ho deciso, assieme all’Istituto torinese “La Via della Natura”, di aprire anche a Verona una sede di Naturopatia a partire da gennaio 2011.
Partendo dal fatto che le energie sottili sono intorno e dentro di noi, a guidare il nostro corpo e la nostra mente, ho cercato di approfondire come funzionano i campi di energia vitale, i famosi chakra e le forze sottili di guarigione. Mi sono chiesta come esse circolano nell’organismo e cos’è il nuovo concetto di energia di trasmutazione. Ho puntato a verificare scientificamente come le cellule comunicano attraverso tali energie e come funziona la difesa energetica dell’organismo.
Da buona ricercatrice, assieme ad altri colleghi, ho cercato in lungo e in largo la risposta alla domanda “Dove si colloca e come si attiva il potere di autoguarigione che è in noi?”
E vi assicuro che, nell’unione della cultura medica allopatica, della medicina cinese, della medicina vedica e nella scienza dei quanti, la risposta c’è, doveva esserci!”
“L’essenziale è quello che è invisibile agli occhi”. Carol Saito.

I PESANTI LIMITI DELLA MEDICINA ALLOPATICA

Il trafiletto che ho appena riportato, parla di energie sottili e di energia vitale, ed è qualcosa di veramente eccezionale. Lo condivido integralmente, salvo un punto fondamentale, ed è quello di aver incluso la medicina allopatica tra le componenti della verità, di quella verità che ci deve pur essere.
Qualcosa di buono c’è anche nella medicina al potere, ne convengo, ma non oltre un 20%.
Forse, cara Carol, ti ha un po’ tradito in questo la tua origine medico-chirurgica, ma non è colpa grave.
Ti assicuro però che, se tu avessi inserito al posto dell’Allopatica la Medicina Igienistica, che è praticamente la sua antitesi, il quadro tracciato sarebbe stato perfetto ed inappuntabile.

UNA MEDICINA ESSENZIALMENTE MATERIALISTICA

“L’essenziale è quello che non si vede”, che conclude il tuo biglietto da visita, mi ricorda da vicino l’altrettanto bella espressione di Giordano Bruno, il più profondo filosofo mondiale dell’era post-pitagorica: “Credere che siamo mossi e toccati solo dalle cose visibili e materiali è stupidità manifesta”.
Non si offendano i medici allopatici, persone intelligentissime e per niente stupide, ma la medicina portata avanti dall’Ordine Medico Internazionale è esattamente quella paventata dalla Carol Saito e da Giordano Bruno, basata cioè su quello che si vede, si tocca, si sente, cioè su quello che si può
chemio-distruggere, rimuovere ed asportare.

LE CRITICHE PIU’ CORROSIVE ALLA MEDICINA PROVENGONO DAI MEDICI STESSI

Le abilità interventistiche e chirurgiche non si mettono in discussione, e non mi pento di aver familiarizzato e scherzato con Christian Barnard a Città del Capo negli anni ‘70.
Ma un conto è operare nelle emergenze e nel pronto soccorso, e un altro conto è scegliere il bisturi a sistema, spesso perché conviene sia a te stesso che all’ospedale, e niente affatto al disgraziato paziente.
Frasi come “Il bisturi è il fallimento della medicina”, o come “Il giorno in cui tutti i farmaci finiranno in fondo al mare sarà la salvezza per l’umanità e la rovina per i pesci”, provengono non da un lazzarone di strada, ma da un luminare medico del calibro di Oliver Wendell-Holmes (1841-1935), docente di fisiologia ad Harvard, nonché fondatore della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America.

UN PROBLEMA DI STUPIDITA’ MANIFESTA

Una medicina fondata cioè sulla stupidità manifesta.
Quella stupidità manifesta che l’ha inchiodata irrimediabilmente al pavimento per decenni, impedendole di spiccare il volo come tutte le altre scienze dello scibile umano.
Quella stupidità manifesta che l’ha portata a scegliere il bisturi al posto dell’intelligenza, l’accanimento terapeutico al posto dell’assistenza umanitaria, il batterio e il virus al posto della tossina, Pasteur al posto di Béchamp.
Quella stupidità manifesta che le ha fatto ingoiare senza batter ciglio gli amari rospi della demenziale ma remunerativa lotta al cancro, dell’inguardabile ma remunerativa farsa Aids, delle manipolazioni truffaldine della FDA sui minimi B12 prefissati dalla WHO (portati da 80 a 157 pg/ml), e di tutte le altre pillole velenose imposte dai colonizzatori americani.

IL POTERE GUARITIVO CHE STA IN NOI

Detto questo, sono onorato che i miei scritti siano stati apprezzati da una donna eccezionale come te, da un scienziata che, messo il camice medico in disparte, ha inseguito insistentemente la verità, senza mai smettere di cercarla.
“Dove si colloca e come si attiva il potere autoguaritivo che sta in noi?”
Già porsi questa domanda è segno di essere vicini alla verità.
Siccome noi igienisti non siamo sciamani, guru o guaritori, ma scienziati veri e propri, cioè gente curiosa e portata a capire e a verificare le cose di cui parliamo, ci siamo posti la stessa domanda, e abbiamo verificato che le risposte trovassero conferma nei fatti.
Anche perché puoi avere tra le mani la teoria più bella e convincente del mondo ma, se non ti offre concreti riscontri di autoguarigione, la devi mettere da parte.

CONSUMI ALIMENTARI DI MASSA DETTATI DAI CASARI YANKEE E DALLA COCA-COLA

La risposta non si è fatta attendere. Il potere guaritivo si colloca nell’intestino, con le sue 160 centraline linfonodali, collegate chiaramente con i vari strumenti (milza, tonsille, appendice, ecc) di un sistema che si chiama sistema immunitario. Un sistema che si attiva riducendo al minimo i terribili costi della digestione non-enzimatica, non-fruttariana, non-crudista, non conforme al disegno biologico umano, che è poi la digestione tipica dell’uomo contemporaneo.
La digestione non dettata dalla logica, dalla scienza, o dal buon senso, ma prescritta categoricamente dalla NDC (National Dairy Council) e dalla Coca-Cola Company, ovvero dai casari e dagli imbottigliatori, in combutta coi fabbricanti di veleni chimici e di semi esclusivi (Monsanto), e coi produttori di siringhe, fiale, pasticche e vaccini (Pfizer, GlaxoSmithKline, Bayer, Roche, eccetera).

NON SIAMO ESTIMATORI DELLA DR KOUSMINE E NEMMENO DEL CHIMICO PAULING

Siccome non siamo condizionati e corrotti da nessuna multinazionale e da nessun centro di potere, non cadiamo nelle trappole che vengono tese in continuazione alla ricerca scientifica pura che pratichiamo e rappresentiamo, con tutti i limiti del nostro dilettantismo e della nostra autodidattica.
Come evidenziato nella mia tesina “I fragili pilastri della teoria kousminiana”, rispettiamo la memoria di tutti, anche quella della dr Catherine Kousmine (1904-1992), e del chimico neo-pasteuriano Linus Pauling (1901-1994), ma non ci facciamo conquistare dai loro falsi e sbandati teoremi.

FALLIMENTO DELL’APPROCCIO ORTOMOLECOLARE

Pauling, ha lasciato un’eredità molto negativa, con il suo approccio ortomolecolare (scelta della molecola giusta), portando prove false a sostegno delle sue teorie.
Pretese di dimostrare al mondo che con 1000 mg di vitamina sintetica C al giorno si riuscisse a prevenire la rinite nel 45% dei casi, e che con 10 mila mg al giorno si moltiplicasse per 3-4 la sopravvivenza al cancro.
Ricerche accurate e in 3 stadi successivi, condotte dalla Mayo Clinic di Rochester, uno dei centri americani di maggior prestigio, hanno dimostrato l’inconsistenza e il fallimento totale della teoria ortomolecolare, bocciando storicamente tutta la precaria e presuntuosa impalcatura Pauling.
L’autore stesso fu vittima delle sue megadosi, visto che ci credeva davvero, assumendo addirittura 12-40 grammi al giorno, un vero suicidio.

UNA MEDICINA IN PERSEVERANTE OSTAGGIO DELLA CHIMICA MATERIALISTICA

La medicina di oggi non può far altro che incassare il colpo e riconoscere la sua inguaribile incapacità di scelta, il suo continuo cadere nelle trappole dei chimici da strapazzo. E non può fare altro che riconoscere quanto torto avesse Pauling e quanta ragione ha l’esperimento di Cambridge, dove le coraggiose dottoresse Aisla Welch e Key-Tee Khaw, prima di essere silenziate da Scotland Yard e dalla FBI, sottolinearono con enfasi l’importanza che le vitamine fossero sempre e solo naturali, i minerali sempre e solo organicati, i cibi sempre e solo crudi e non cotti, per sconfiggere i due maggiori killer mondiali, cancro e cardiopatia, e per debellare nel contempo le epatiti, le nefriti e il diabete.

GRAVI COLLUSIONI CON LE DIETE SBALLANTI

Ma le resistenze non sono ancora vinte del tutto.
Ci sono troppi medici legati in modo indissolubile all’integrazione, ovvero alle stampelle chimiche.
Motivi di pigrizia mentale e ragioni di interesse economico.
Ma anche coinvolgimenti affrettati, obsoleti e scurrili con le più infamanti diete in circolazione, tipo la Zona, la Montignac, la South Beach, la Gruppi Sanguigni, la Macrobiotica, la Atkins, la Dukan, la Lemme e la stessa Mediterranea moderna, autentica rovina della ex-pimpante popolazione italiana.

PER QUANTO TEMPO ANCORA DOVREMO SUBIRE L’INSULTO DELLA CHIMICA?

Quanti bambini vengono tuttora rovinati dalle integrazioni?
Quante mamme vengono danneggiate dalla vitamina D, mentre diversi ricercatori lanciano inutili segnali d’allarme?
Quanta gente deve ancora ritrovarsi col pH alterato, lo stomaco irritato, l’acido ossalico moltiplicato, l’acido urico raddoppiato, il ferro sovra-accumulato e l’osseina consumata, prima che gli squinternati nutrizionisti “pillola e siringa” vengano messi in condizione di non nuocere?

I PESANTI LIMITI DELLA DR CHRISTINE KOUSMINE

La Kousmine ha portato qualcosa di buono, puntando al ripristino della flora intestinale e alla riduzione dei batteri putrefattivi, spingendo nel contempo verso i cereali integrali e verso gli oli estratti a freddo, in vista di un giusto incremento dei gruppi vitaminici B ed F, ma si è lasciata andare alla falsa moneta degli integratori di Pauling, ed anche all’uso di citrati alcalini in polvere in funzione anti-acidificante, e al frequente monitoraggio del pH sanguigno mediante le comode cartine tornasole, ignorando in toto i problemi enzimatici e i problemi relativi alla non-organicità dei minerali, con pesantissime conseguenze negative per diabetici e nefritici.

LA DIETA METABOLICA

La versione kousminiana integrata, praticata in esclusiva dal Centro Medico Francois Brussais di Roma, diretto dal dr Salvatore Simeone, prometteva di rappresentare un passo avanti, ma lo è stato solo nelle apparenze. La sua dieta metabolica parte dalla scoperta americana degli anni ’80 per cui il corpo umano è dotato di due grandi sistemi chiamati GALT (gastrointestinal associated lymphatic tissue) e BALT (bronchial associated lymphatic tissue) che, associati, formano il MALT (mucous associated lymphatic tissue), quell’apparato globale che fa da spugna assorbente all’acidificazione caricandosi di muco protettivo, e da spugna muco-espulsiva nelle fasi detossificanti (vedi digiuni, alleggerimenti dieta o adozione dieta crudista).

IL MALT LINFATICO BRONCO-INTESTINALE E LE PLACCHE DI PEYER

Il MALT è formato da 150-200 stazioni linfatiche chiamate PPs (Peyer patches o placche di Peyer, dall’anatomista Johann Conrad Peyer, 1653-1712), disseminate dalla gola fino all’ano, sui 400-600 mq della superficie gastrointestinale che equivale a 2 campi da tennis.
L’intestino umano ha una capienza medi di 6 litri, ma l’ampia superficie viene determinata dai quasi 5 milioni di villi, che non sono affatto dei funghetti a forma di dito, come illustrato in ogni manuale medico, ma dei librettini con tante paginette preposte all’assorbimento dei micronutrienti.
Paginette che ogni insulto caseo-cadaverinico porta ad incollarsi fra di loro e quindi a ridurne l’area funzionale e a comprometterne la capacità assimilativa, lasciando le cellule corporali in situazione di penuria e carestia.
Le placche di Peyer vengono definite “the immune sensors of the intestine” e hanno un tessuto linfoide simile a quello delle tonsille.

PLACCHE IMMUNO-SORVEGLIANTI DA MANTENERE IN EQUILIBRIO

Le placche hanno lunghezza di pochi centimetri, forma ovale o tonda, e sono poste soprattutto nella porzione più bassa del piccolo intestino chiamata ileo, e che va dal digiuno al cieco. Le placche differenziano infatti l’ileo dal duodeno che ne è privo.
Il tratto intestinale è popolato da microrganismi a volte non graditi, tipo la salmonella e i vari batteri putrefattivi. E la funzione delle placche consiste nel condurre ispezioni di immuno-sorveglianza lungo il lume intestinale, con l’aiuto dei linfociti NK (natural killers, midollo-generati), dei linfociti T (timo-originati) e dei linfociti B (da borsa uccellare del fisiologo Fabrici d’Acquapendente).
Dai 60 sensori alla nascita, diventano 240 in pubertà, calando sulla quota 200 all’età adulta.
L’importanza delle placche è straordinaria, ma anche qui vale la solita regola dell’equilibrio. Un eccesso nella crescita delle stesse porta alla terribile encefalopatia spongiforme (simile alla BSE, bovine spongiform encephalopathy).

GLI IPO-OSSIDATORI E L’APPROCCIO ZODIACALE

Il sistema integrato del Centro Brussais punta tutto sui controlli funzionali, sugli esami dello stress ossidativo, sulla misurazione dei radicali liberi e sull’esame iridologico, e fin qui non ci sono obiezioni.
Ma quando il dr Simeone pretende di classificare gli individui in ipo-ossidatori (metabolizzatori lenti che non traggono vantaggio dal consumo di frutta), in normo-ossidatori e in iper-ossidatori, si cade letteralmente nel ridicolo, o meglio ancora si gioca a carte false e truccate.
Non mi interessa sapere il numero di volte che il dr Simeone è apparso in televisione e le super-referenze che può vantare, ma il suo metodo riflette esattamente la sua provenienza omeopatica e il suo evidente approccio zodiacale di tipo d’adamiano (quello della ultra-vituperata e fallimentare dieta a Gruppi Sanguigni, tanto per intenderci).

NON INVENTIAMO CATEGORIE FANTASIOSE ED INESISTENTI

Prima cosa le leggi della natura non fanno eccezioni e non conoscono affatto queste invenzioni sofisticate e queste classificazioni abusive. Se una persona è ipo-ossidatrice, lo è temporaneamente, per una contingenza e per suoi errori dietetici, e non certo per una sua nuova conformazione disumanizzata.
La realtà è che siamo tutti uguali in fotocopia, piccoli e grandi, maschi e femmine, bianchi e neri.
Tutti col pH 7.30-7.50, tutti con la leucocitosi che scatta ad ogni pasto carneo, tutti dotati di aura grigia coi cibi morti e di aura rossa coi cibi vitali, tutti emanatori di vibrazioni medie da 6500 Angstrom in stato di buona salute.
Che ognuno sia portato più verso un cibo che per un altro è un fatto innegabile. Inserirci però una teoria implicante nuove caratteristiche genetiche e nuove tipologie assimilative è mettere il carro davanti ai buoi. Basta un coerente programma di smaltimento tossine per riportare chiunque in stato di normo-ossidazione.

NIENTE E NESSUNO GUARISCE, ALL’INFUORI DEL SISTEMA IMMUNITARIO

Seconda cosa, non esiste al mondo, medico od omeopata, igienista o terapeuta alternativo, dotato della capacità di guarire. Né esiste sostanza magica, digiuno magico, erba magica o frutto magico, capaci di ridare la salute. Se qualcuno afferma il contrario è solo un bravo millantatore, o comunque un ciarlatano-stregone, con laurea in medicina o senza di essa poco importa.

LA CURA DELLA NON CURA LA FANNO SOLTANTO LE SCUOLE IGIENISTICHE

La mia sensazione è che al centro Brussais, come del resto nella maggior parte delle cliniche commerciali del mondo, si faccia di tutto fuorché la cura della non cura.
Anche perché se non prescrivi qualcosa al paziente non sei poi in grado di scucirgli danaro.
Nulla ho ovviamente contro il dr Simeone che sarà un ottimo medico dotato di tutte le attrezzature più sofisticate per fare al meglio la sua professione.
Ho voluto soltanto chiarire dei concetti. Non siamo certamente in conflitto o in concorrenza.
L’igienista non cura ma insegna ad autoguarire.
Insegna invece a mettersi consapevolmente nelle mani del sistema immunitario.

LA DISINVOLTURA E LA FRESCHEZZA MENTALE DI UNA VENTENNE

Tu Carol, hai la mentalità fresca e pimpante di una ragazzina, e lo si capisce dalla disponibilità a prendere lezioni da una persona fuori da schemi e referenze accademico-mediche come me, e dalla disinvoltura con cui hai deciso di metterti a mangiare vegano, mettendo a soqquadro ogni pur precario equilibrio raggiunto in precedenza, con la conseguenza di perdere 12 kg in un mese che sono anche troppi ed esagerati per una persona sofferente di diabete, ma che di sicuro ti hanno fatto capire la velenosità e la ritenzione acquea dei farmaci e delle insuline che stavi prendendo.

UN MINIMO DI PROGRESSIVITA’ E DI PRUDENZA E’ D’OBBLIGO IN PRESENZA DI DIABETE

Mi chiedi “Come fare per ribaltare la situazione completamente”.
Senza volerti insegnare nulla, il corpo umano non lo puoi stravolgere in un senso o nell’altro, senza provocare dei contraccolpi.
Le trasformazioni vanno condotte in modo progressivo e non traumatico.
Ti confesso che qualche piccola preoccupazione ce l’ho per come ti sei buttata a capofitto nel veganismo crudista, perdendo tutti quei chili in grande velocità.
Fai bene dunque a scalare progressivamente il residuo farmacologico e a cercare con pazienza un nuovo equilibrio, prima di puntare a quel ribaltone completo che ti sta a cuore.
Avrai anche bisogno di riposare e di rallentare i tuoi intensi impegni in questi giorni, in vista di qualche crisi eliminativa che sicuramente arriverà, grazie a un sistema immunitario riattivato che tenterà di espellere quel pesante stock farmacologico assunto nei 10 anni di contrasto medicale al diabete.

MI SENTO ONORATO DELLE TUE ATTENZIONI

Spero di incontrarti presto, magari già al meeting di Clusone-Bergamo a fine settimana, ma in ogni caso ti allego le mie tesine più importanti sull’argomento diabete.
E’ superfluo dire che mi sento onorato delle tue attenzioni e che attribuisco grande importanza al nostro incontro e al mettere in comune le rispettive esperienze.
Potrebbe sorgere il sospetto che noi pecchiamo di arroganza e di presunzione, pensando sempre di primeggiare e di italianizzare il mondo.

CONDANNATI DALLA STORIA A CREARE

Siamo forse dei megalomani? Chi ci crediamo di essere?
Sarà fortuna, o magari anche maledizione, ma siamo quelli che hanno inventato la vite e il paranco (Archimede), quelli che hanno ideato la bicicletta, l’auto, il sommergibile e l’elicottero (Leonardo), quelli del telefono (Meucci), quelli della dinamo e del motore elettrico (Pacinotti), quelli della radio, del radar e della televisione (Marconi), e purtroppo anche quelli dell’atomica (Fermi).
Condannati dunque a primeggiare o almeno a creare dei solchi e delle tracce valide anche per gli altri.
Condannati dalla storia e dall’abitudine a offrire santità e poesia, amore e passione, arte e scienza.

NON CI PIACCIONO I MESSAGGI SBIADITI, BAVOSI E CARICHI DI SANGUE

Il problema è che ultimamente abbiamo deviato dai nostri compiti, lasciando che la parte peggiore dell’Italia portasse il suo messaggio sbiadito e bavoso fuori dei confini.
Un messaggio di cui non siamo per niente fieri.
Parliamo della parte drogante ed ammalante del nostro paese, quella che sta esaltando il vino, la pasta, il caffè, le nutelle, i prosciutti, il grana e le mortadelle, barattandoli per capolavori, contrabbandandoli per opere del genio italico.

STIMIAMO LA PARTE SANA E MINORITARIA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA

Faremo di tutto per correggere il tiro.
Per fare quello che lo stato italiano dovrebbe fare e non sta assolutamente facendo.
Per dire al mondo che quella non è la vera Italia, ma la brutta copia del nostro paese.
L’aborto prodotto da un rapporto per niente costruttivo e per niente amorevole con la parte marcia di un paese invadente, corrompente ed imperialista come quello retto dai marpioni della Casa Bianca.
La parte buona dell’America la conosciamo e la stimiamo più degli stessi americani.
Purtroppo è quella cattiva a prevalere e a tirare le fila. Prima ce ne liberiamo e meglio sarà per tutti.

SIAMO IL PAESE DI DANTE E DI SAN FRANCESCO, MOLTO DI PIU’ CHE DEL PARMACOTTO E DEL SAN DANIELE

La nostra azione potrebbe anche diventare, con un po’ di fortuna e con l’appoggio di chi ci crede, l’antidoto italiano a quei veleni, limitando i danni e i sensi di colpa che sentiamo verso il mondo esterno.
L’igienismo naturale, in effetti, non è prerogativa statunitense, nonostante lo straordinario e fecondo revival igienistico della ANHS (American Natural Hygiene Society).
L’igienismo ha radici italiane assai più che americane.
Non mi riferisco ai quasi-italiani Ralph Cinque e Frank Sabatino, ormai celebri rappresentanti della scuola americana, ma al crotonese Pitagora, al veneziano Alvise Cornaro e al toscano Leonardo da Vinci, tutti grandi, tutti vegani, tutti impegnati a difendere la salute del corpo e dell’anima, riservando ogni attenzione possibile alla natura che ci circonda, incluso un religioso rispetto per la vita animale e vegetale.
Perché non ipotizzare prospettive di più stretta collaborazione anche sul piano internazionale?

Valdo Vaccaro (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

Fonte

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