Mortalità neonatale: nel mondo ancora 7.200 decessi al giorno

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Sebbene si siano fatti importanti passi in avanti, ancora 7.200 bambini muiono nel nel mondo, subito dopo essere nati . Nel 2009 sono morti 2,6 milioni di bimbi entro il primo anno di vita, soprattutto nei Paesi a basso reddito. La prestigiosa rivista scientifica Lancet ha pubblicato le stime aggiornate sulla mortalità neonatale, rilevando il preoccupante dato sul lento calo dei decessi. Nel 1995 si erano registrati tre milioni di casi, nel 2009 si è arrivati a 2,6 milioni. Una sottile percentuale al ribasso, solo l’1,1% all’anno. Il 98% delle morti si verifica nei Paesi a basso e medio reddito ma anche quelli sviluppati non sono immuni dal fenomeno. Nelle zone ricche del pianeta, il rapporto con quelle povere è di 1 caso a 320. Le principali ragioni di mortalità sono cinque: complicazioni del parto, infezioni materne in gravidanza, disturbi della madre (soprattutto ipertensione e diabete), restrizione della crescita fetale e anomalie congenite. Secondo un’analisi dell’Oms, adottando alcune misure di prevenzione sulle madri e sui bambini si potrebbe salvare oltre un milione di neonati all’anno. Quasi la metà delle morti neonatali, 1,2 milioni, avviene quando la donna è in travaglio. Si tratta di episodi direttamente connessi con la mancanza di assistenza qualificata in un momento critico per madri e bambini. Due terzi dei casi avviene nelle zone rurali, dove il personale ostetrico e i medici non sono sempre disponibili per le cure essenziali durante il parto e per le emergenze, come la necessità di effettuare un parto cesareo.
Siamo nel 2011, ma molte realtà dimostrano che siamo indietro.

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