Nuove conferme sulla pericolosità del fumo passivo

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Nonostante esistano ancora dei negazionisti ( come per l’olocausto) , crescono gli studi sul fumo passivo e sui danni correlati. Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Archives of General Psychiatry dai ricercatori dell’University of California di Los Angeles, afferma che che il fumo di sigaretta, anche se passivo, aumenta la vulnerabilita’ del cervello alla nicotina.     
Nello studio, i ricercatori hanno esaminato gli effetti dell’esposizione al fumo passivo su 24 giovani adulti, tra cui 11 fumatori di sigarette e 13 non fumatori.
I partecipanti sono stati sottoposti a PET mentre erano seduti sul sedile del passeggero di una macchina per un’ora . I risultati hanno mostrato che l’esposizione al fumo passivo ha portato a un aumento della concentrazione di nicotina nel plasma di circa 0,2 ng / mL e un aumento del 19% di stimolazione dei recettori della nicotina nel cervello  .Sostare in luoghi chiusi in cui qualcuno sta fumando permette alla nicotina di agire negativamente sul cervello di chi si trova nelle vicinanze, spiegano i ricercatori: esposizioni anche limitate al fumo passivo consentono infatti alla nicotina di legarsi ad alcuni recettori del cervello di chi la respira provocando, in caso di esposizione prolungata nel tempo, alterazioni delle funzionalita’ cerebrali simili a quelle rilevate nei fumatori.
“Questi risultati mostrano che l’esposizione al fumo passivo, anche se limitata, espone ad una quantità di  nicotina sufficiente a modificare l’azione cerebrelae “, spiega il dottor Nora D. Volkow del National Institutes of Health, che ha finanziato la ricerca.
“Questo studio fornisce prove concrete a sostegno delle politiche che vietano di fumare nei luoghi pubblici, in particolare negli spazi chiusi e in presenza di bambini”, ha dichiarato Arthur Brody, uno degli autori dello studio.

 

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