Un lavoro non gratificante piu' dannoso per la psiche della disoccupazione

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Secondo uno condotto in Australia un lavoro definito non gratificante e insopportabile può creare più problemi alla salute della disoccupazione e del precariato (Workplace: The psychosocial quality of work determines whether employment has benefits for mental health: results from a longitudinal national household panel survey ). Lo studio è stato condotto dal dottore  Paul Butterworth della Australian National University su un gruppo di 7155 persone adulte che svolgevano un ampio ventaglio di professioni e alle quali è stato chiesto di raccontare il grado di soddisfazione e di sopportabilità del proprio lavoro.
Le risposte sono state poi messe a confronto con i dati relativi alle condizioni di salute mentale di questi volontari (valutate in base a fattori come depressione, irritabilità, calma, felicità e tranquillità, nervosismo). Butterworth e colleghi hanno quantificato il tutto con una scala da loro ideata : così, passare dalla disoccupazione al lavoro stabile offre un guadagno di 3 punti, mentre ottenere un lavoro precario porta una perdita media di 5,6 punti. Conclude il capo-ricercatore: “Le politiche sul lavoro si basano sull’assioma che un impiego e’ meglio di nessun lavoro, ma anche la qualità dell’occupazione deve essere valutata dai legislatori”.   
Ciò che è emerso chiaramente è che un lavoro di cattiva qualità, inteso come un’occupazione caratterizzata da “un elevato grado di impegno, da uno stipendio inadeguato, dalla mancanza di autonomia e dall’assenza di garanzie” ha un impatto negativo sulla salute e sul benessere mentale. Un impatto talmente significativo che in alcuni casi i disoccupati mostravano una dimensione psicologica più serena rispetto a chi svolgeva mansioni dequalificanti e definite insopportabili.
Gli autori dello studio, pubblicato sulle pagine di Occupational and Environmental Medicine, hanno spiegato che quando una persona disoccupata otteneva finalmente un lavoro le sue condizioni mentali miglioravano sensibilmente, ma solo se l’impiego ottenuto era in linea con le sue aspirazioni di realizzazione, mentre se un disoccupato otteneva solo un lavoro di cattiva qualità, il suo stato mentale addirittura peggiorava rispetto a quando era senza lavoro.

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