La luce oltre il tunnel

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La notizia ha fatto il giro del mondo in pochi minuti: il nemico pubblico numero uno, a livello planetario, è stato ucciso. Fine di un incubo per moltitudini di beoti succhiatori di menzogne. Tuttavia, come con la suina c’è stato un gran numero di persone che hanno sgamato le intenzioni delle industrie farmaceutiche, rifiutandosi di vaccinarsi, così anche con la presunta uccisione di Osama Bin Laden ci si è accorti in tempo reale, grazie alla rete, che la notizia era falsa. E’ inutile puntualizzare che solo una parte dell’umanità occidentale se n’è accorta, quella più avveduta e che fa ancora funzionare le sinapsi, dato che una massa ancora non ben quantificata ma comunque cospicua, come si bevve l’abbattimento delle torri da parte di 19 beduini dieci anni fa, così si beve ora l’eliminazione fisica, fittizia, inventata del capro espiatorio barbuto. Ci credono, perché se non ci credessero verrebbero meno tutte le loro certezze, tutta l’impalcatura illusoria su come è congegnata la realtà, i ruoli manicheistici dei buoni e dei cattivi, che permette loro di tirare avanti una vita piena di difficoltà economiche e qualche rara soddisfazione (quella che il sistema permette loro di sperimentare).

Loro, il popolo bue che si beve tutto, mi fanno pena. Gli altri, i vertici della piramide (toh, chi si vede, la piramide!), mi fanno rabbia. Mi sento insultato. Insultano, quei goffi gaglioffi massoni, l’intelligenza umana. Sperano ancora di farla franca, d’infinocchiare l’umanità con le loro infantili storielle di terrore, antiterrore, guardie e ladri, democratici e dittatori, buoni e cattivi, paesi liberi e stati canaglia, in una continua, forse millenaria, contrapposizione tra angeli e demoni, tra luce e tenebre. Non lo fanno solo gli americani e i loro padroni ebrei, ma anche dall’altra parte, dalla parte del “nemico”. Ed è un vizio antico, messo nero su bianco nel Corano e nella Bibbia: noi e gli altri. Per gli ebrei, gli altri si chiamano “gojim”. Per i musulmani, gli altri si chiamano crociati. Per la dinastia dei presidenti degli Stati Uniti, gli altri si chiamano antiamericani. Anche per me – devo esser sincero – gli altri sono coloro che uccidono gli animali, gente che crede nel suo diritto di infierire su di essi e di sfruttarli.

Sono cresciuto nell’odio verso cacciatori, vivisettori e mangiatori di cadaveri, esattamente come un bambino di Gaza cresciuto nell’odio verso gli ebrei. E, detto per inciso, non mi metterò proprio ora ad amare quelle carogne.

Evidentemente, ci deve essere una base biologica, scritta nei geni, se abbiamo bisogno di odiare qualcuno, non foss’altro che la squadra di calcio avversaria, salvo qualche rara eccezione, tipo asceti, menefreghisti cronici o atarassici congeniti. Osama Bin Laden è morto nel dicembre del 2001, tre mesi dopo che la cricca americo-sionista aveva buttato giù le torri, perché i testimoni scomodi, quelli che potrebbero rompere le uova nel paniere con clamorose rivelazioni, vengono eliminati il più in fretta possibile. Che era morto lo disse, se non sbaglio, Benazir Butto, anche lei eliminata forse proprio perché si era permessa di dire la verità. Sembra quasi in atto una guerra tra verità e menzogna, prima ancora che una guerra tra paesi liberi e terroristi, e se avessi solo un minimo di propensione verso il misticismo, mi verrebbe da pensare che ci sia veramente un conflitto cosmico tra entità malvagie caratterizzate dall’operato menzognero ed entità angeliche amanti della verità, laddove queste ultime sembrano perennemente perdenti e in scacco. E chi vorrebbe schierarsi (schiere angeliche, si diceva) con i perdenti? Si va dove scorre la corrente forte e impetuosa, si va con le notizie “mainstream”, con la “weltagschauung” più di moda: è più comodo e costa meno fatica.
La fatica di andarsi a cercare (finché sarà possibile farlo) le notizie fuori dal coro e fuori dai denti, sul web, che sembra essere l’ultimo baluardo del buon senso, in mezzo a una marea di pecore sommessamente belanti, ipnotizzate e ottenebrate nelle loro rudimentali capacità critiche. Un lavoro certosino, che comincia con le elementari e prosegue nell’età adulta. Si resta basiti, stupefatti e anche un po’ ammirati, per come il sistema gestisce l’intelletto di milioni di sudditi. Si spendono cifre da capogiro – le nostre tasse – per ammansire il popolame. E ci riescono alla perfezione. O quasi. Lo prova il fatto che non tutti ci cascano e si chiamano dissenzienti. Si chiamano fuori. Ma i dissenzienti, nella Storia, sono sempre esistiti e i roghi hanno spesso riscaldato le notti dei bravi cristiani e dei bravi devoti in genere. E’ facile, per un monarca rettiliano, gestirli: basta ridicolizzarli, prenderli a manganellate durante le manifestazioni, pizzicarne qualcuno e dargli una bella ripassata in prigione per fargli sbollentare i grilli per la testa. Per ridurli al silenzio. Quando i rettili incravattati diranno basta, anche internet chiuderà i battenti: per ora ci lasciano sfogare. Un trastullo di poco fastidio. Anche Winston Smith è stato ricondotto nell’ovile. E’ bastato mettergli un topo sulla faccia.
Ma dove vogliono arrivare i satanisti squamosi? Sembra, dico sembra, all’estinzione della razza umana. Chi ce li ha mandati questi alieni variopinti, pettoruti e pieni di medaglie luccicanti? Hanno uno scopo? Hanno un’agenda segreta? La federazione galattica ha decretato la fine di Homo sapiens, per caso? No, ditemi, ché la cosa potrebbe interessarmi e magari potrei darvi una mano, viscide creature! Volete far scoppiare la terza guerra mondiale (e siamo sicuri che sia la terza?) ? Volete impadronirvi di un potere che già in parte avete? E come lo volete cucinato il misero omiciattolo? A fuoco lento? In un’improvvisa vampa nucleare? Avete già messo a punto il sistema per togliere le tende da questo pianeta? Ammetto che mi piacerebbe sapere dove tenete nascoste le astronavi. Giuro che non ho intenzioni cattive e non voglio sabotarvele (a nemico che fugge, ponti d’oro), ma, così, solo per curiosità, solo per sapere se ci avevo azzeccato, se ci avevo visto giusto. E’ lì, immagino, che volete andare a parare: una serie sanguinosissima di attentati, post mortem Osama, onde far finta di perdere la pazienza, di tirare – finalmente – fuori i muscoli, di dare una bella lezione a quei cattivoni fanatici musulmani e di instaurare a furor di popolo il desiato nuovo ordine mondiale, che tanto nuovo poi, in fondo, non sarà, se tanto mi dà tanto. Allora potrete fare una vera orgia di potere, ubriacarvi di un sentimento di potenza come non avete ancora mai provato. Avrete fatto un deserto e lo chiamerete pace. Potrete essere simili a Dio e il cerchio del Genesi si chiuderà. Fine della Storia. Adamo ed Eva saranno vendicati e alla fine del tunnel ci sarà, per noi popolo bovino, una folgorante luce nucleare, ma per voi, élite rettiliana bardata di medaglie e petrodollari, la luce dell’eterno asettico essenziale e transumano imperio. Come lucertole sui ruderi.

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