Mani ruvide come carta vetrata?

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Le cose da fare e quelle da non fare per proteggere l’epidermide di palmi e dita.

Freddo, vento, umidità, ma anche il caldo secco dei termosifoni: ecco i nemici a cui bisogna difendere le mani d’inverno.

“Quando il termometro si avvicina o va sotto lo zero, gli effetti immediati sulla pelle sono arrossamenti, screpolature e bruciore a contatto con sostanze acide come il succo di limone”, dice Serafina Baietta, dermatologa agli Istituti Clinici di perfezionamento di Milano.

“Oltre a provocare fastidio, queste condizioni rendono le mani più soggette a infezioni cutanee come i funghi e le verruche“.

Sì ai guanti: “Se all’esterno la temperatura è rigida, scegliete un modello in pelle, che crea una barriera contro il gelo, a differenza della lana, che disperde il calore; la lana può andar bene, così come il pelo, per l’interno dei guanti“, prosegue la dermatologa.

Per chi non volesse la pelle, va bene anche il pile; in casa, per le pulizie o il bricolage, serve una doppia protezione; i classici guanti di gomma o di lattice irritano la pelle e la fanno sudare, disidratandola; il rimedio?, indossare un paio di guanti di cotone come primo strato.

Il problema della pelle d’inverno non è la disidratazione, bensì la mancanza di sostanze grasse che la proteggono dalle aggressioni degli agenti esterni; per questo non servono le creme idratanti, ma quelle emollienti.

“Scegliete formulazioni a base di burro di karitè, cocco, aloe, meglio se arricchite di vitamine E o B5, che svolgono un effetto protettivo e nutriente”, continua la dermatologa, e, si trovano sia in farmacia sia al supermercato.

Evitate i sapono aggressivi: lavate le mani con detergenti non troppo aggressivi, cioè che non sgrassino in modo eccessivo il film idrolipidico che protegge la pelle.

Potete chiedere in farmacia una base lavante per mani: non fa schiuma ma pulisce in modo efficace senza danneggiare la pelle, inoltre, l’acqua deve essere tiepida e mai troppo calda.

Asciugatevi bene le mani dopo averle lavate: l’acqua imprigionata fra gli strati superficiali del derma a contatto con l’aria fredda provoca arrossamenti.

Articolo tratto da: OK – La salute prima di tutto

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