Anche l'inquinamento acustico danneggia il cuore.

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Non solo l’inquinamento ambientale , ma anche quello acustico è pericoloso per il cuore. Un recente rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sugli effetti biologici dell’inquinamento acustico evidenzia il rapporto con le malattie cardiovascolari. Negli ultimi anni, infatti, sono aumentate le evidenze, derivate da studi epidemiologici, dell’esistenza di un’associazione tra il traffico e il rumore aereo, da un lato, e l’ipertensione e l’ischemia cardiaca, dall’altro. È accertato, del resto, che l’esposizione cronica al rumore determina uno stress generalizzato (e non solo uditivo) per l’organismo, con stimolazione endocrina e del sistema nervoso autonomo, e conseguente aumento di vari fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, iperlipidemia, iperglicemia, ipercoagulabilità, etc.). In particolare, si è dimostrato che il rumore del traffico stradale aumenta il rischio di cardiopatia ischemica (compreso l’infarto miocardico), mentre sia il rumore del traffico che quello aereo incrementano il rischio di ipertensione arteriosa. Sono pochi invece gli studi relativi agli effetti cardiovascolari dell’esposizione al rumore del traffico ferroviario. In ogni caso, sono state effettuate metanalisi numeriche per stabilire le relazioni esposizione-risposta tra rumore nella comunità e rischio cardiovascolare. Sovrapponendo graficamente un’equazione polinomiale con i dati rilevati negli studi analitici all’interno del range di rumore compreso tra 55 a 80 dB(A), si ottiene una curva esposizione-risposta costituita da punti “pesati” in base al numero di soggetti affetti, utile per stabilire la quota attribuibile alla popolazione delle differenti patologie. Con questo metodo, sulla scorta dei dati di esposizione ricavati dalle mappe del rumore degli Stati membri dell’Ue, si è calcolato che il carico di malattia da rumore ambientale sia approssimativamente di 61.000 anni di vita aggiustati per la mortalità (Dalys) per cardiopatia ischemica nelle nazioni europee ad alto reddito.
Certo i Romani ed i Milanesi non saranno felici di queste conclusioni.

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