Gli Italiani non conservano i farmaci in maniera corretta

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Secondo un’inchiesta dell’associazione Altroconsumo, gli Italiani non conservano correttamente i farmaci . L’associazione ha coinvolto online un campione dei suoi soci e poi ha effettuato visite-campione nelle case per analizzare le scorte domestiche di farmaci.
Nella maggior parte dei casi, quasi una volta su due, i medicinali sono conservati in un luogo sbagliato, come il bagno. Secondo gli esperti occore tenere presenti alcuni consigli:
– Il bagno e la cucina sono i posti peggiori in cui sistemare l’armadietto dei medicinali, perché la luce, il calore e l’umidità possono accelerare il processo di deterioramento dei farmaci.
– Sarebbe meglio collocarlo nella camera da letto degli adulti o nel ripostiglio. Se è possibile, invece di una scatola o di un cassetto, sarebbe meglio un armadietto chiuso a chiave, posto lo­tano dalla portata dei bambini.
– Organizzare l’armadietto tenendo conto della composizione della famiglia, separando i farmaci per gli adulti da quelli per i bambini. Evitare l’accumulo delle confezioni, controllando cosa c’è, prima di andare in farmacia. Un armadietto delle medicine ideale dovrebbe contenere, oltre al materiale di primo soccorso (disinfettante, antisettico, cerotti, bende, termometro), solo i farmaci prescritti dal medico per curare una malattia acuta o cronica e pochi farmaci da banco: un analgesico-antipiretico per adulti e uno per bambini, un farmaco antiacido per i bruciori di stomaco, una pomata per arrossamenti, prurito e punture di insetti, una crema o gel per il dolore muscolare.
– Tenere i farmaci nella loro confezione originale, con il foglietto illustrativo all’interno, scrivendo sulla scatola i consigli del medico e le dosi da assumere (può essere utile per un utilizzo successivo dello stesso farmaco). Controllare periodicamente – almeno una volta all’anno – la data di scadenza dei farmaci.
– Se scaduti, ricordare che i farmaci sono rifiuti speciali: separare gli imballaggi di carta dal farmaco vero e proprio, che va invece buttato in appositi contenitori in farmacia.
– La maggior parte dei farmaci ha un periodo di validità da uno a cinque anni, ma una volta aperta la confe­zione, se le singole dosi non sono confezionate ciascuna in modo indipendente, la data di scadenza stampata sull’etichetta si riduce.
– I farmaci non monodose (come i colliri in boccetta, creme e gel in tubetto, spray nasali, sciroppi) sono meno stabili delle formulazioni solide (ad esempio compresse e pillole). In particolare, per i colliri il problema della stabilità è strettamente legato al tipo di conservante antimicrobico (che inibisce la crescita dei batteri).
– In generale le soluzioni liquide (come sciroppi e gocce orali) devono essere utilizzate entro sei mesi dall’apertura. Al contrario il collirio, una volta aperta la boccetta, scade in genere nel giro di 15 giorni al massimo (e dovrebbe essere conservato in frigorifero). Per questo tipo di farmaci, è quindi opportuno annotare sulle confezioni come promemoria la data della prima apertura.
Un tasto dolente è quello degli antibiotici, usati spesso a sproposito. Negli armadietti delle case degli italiani ce ne sono troppi, accumulati inutilmente, visto che molto spesso le confezioni rimangono intatte, prescritte dai medici non per una reale necessità, ma «nell’eventualità che possano un giorno servire».
Rimane sempre valido il consiglio di consultare medico e farmacista, e mai fare di testa propria.

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