L'Oro e la Vergogna Nascosta

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DI JO oro Sin dai tempi antichi lo scintillante e brillante metallo ha affascinato donne ed uomini. L’oro ha sempre conferito potere ed eleganza a chi lo possiede. E’ diventato uno status simbol e misura la ricchezza dei paesi che lo possiedono. Per comprare un grammo d’oro in borsa oggi occorrono 32 euro, il prezzo dei gioielli in oro invece è di gran lunga più elevato. L’oro è un metallo presente in natura nel sottosuolo. In particolare lo si trova in grandi quantità nel Sud America ed in Africa, continenti ricchissimi di materie prime ma che risultano di fatto poverissimi a livello economico e finanziario. Tra i Paesi maggiori estrattori troviamo il Perù che conta un gran numero di cave (illegali) distribuite specialmente nei dintorni di Madre de Dios: una regione remota nel centro del paese che ha pochissimi addensamenti urbani ed è costituita da parchi nazionali di interesse mondiale con scopo di tutelare l’ecosistema della foresta amazzonica peruviana. Il richiamo di un facile guadagno, seppur misero in relazione alle quotazioni del prodotto sui mercati finanziari, è una tentazione a cui in molti nel povero Perù non sanno resistere. Spuntano moltissime cave illegali che tra corruzione e voluta indifferenza dei politici estraggono l’oro. Le cave hanno bisogno di spazi aperti vicino ai fiumi sul cui fondale è presente il metallo. Vengono quindi disboscati ettari ed ettari di foresta pluviale. Instancabilmente i macchinari rosicchiano i letti dei fiumi e delle loro sponde causando danni ambientali di enormi proporzioni. Basta pensare che nella riserva comunale di Amarakaery esiste una cava illegale attiva da 30 anni la quale ha nel tempo generato una cicatrice nella foresta che è addirittura visibile dallo spazio. Cosa questo significhi per la flora e la fauna del luogo è immaginabile da tutti, ma il problema non è solo confinato nei paraggi delle cave. Per separare l’oro dalle rocce, infatti, si usa il mercurio che dopo la lavorazione viene riversato nelle acque dei fiumi andando ad inquinare in modo irreversibile i bacini idrici e la foresta amazzonica fino ad immettersi nel ciclo dell’acqua. Solo lungo il Rio Madre de Dios sono attivi oltre 4000 punti di estrazione che quotidianamente immettono nel fiume ognuno 1500 litri di acqua contaminata. Ogni giorno vengono riversati solo nel Rio Madre de Dios 6 milioni di litri di acqua inquinata dal mercurio. E’ sconcertante quanto succede. Il sistema volutamente insabbiato che emerge evidenzia il fatto che l’uomo continui ad essere un parassita per questo pianeta, essendo l’unica specie che decide deliberatamente e consapevolmente di distruggere il proprio ecosistema in nome del denaro. Trovo importantissimo ricordare di collegare questi dati con gli anelli, orecchini, collane, bracciali e quant’altro adorna i corpi di donne ed uomini; tutti dobbiamo sapere che la ricchezza di cui i nostri paesi si vantano si misura in oro e quindi in eco-distruzione. Non possiamo attendere che le risposte giungano dall’alto e che le soluzioni vengano proposte da chi nuota felice in questo scempio: siamo noi che dobbiamo farlo. Torna il concetto di “voto con il portafoglio” unica arma che queste persone temono. Non comprate e non investite in oro, ma fatelo nel futuro. Le soluzioni sono sempre possibili, per ogni problema. Se la politica lo trovasse interessante si potrebbe trovare un modo che permettesse al pianeta di assicurarsi ossigeno ed acqua per il futuro e contemporaneamente farebbe trovare economicamente interessante la non distruzione della foresta amazzonica (le cui altre minacce più imponenti sono la deforestazione non controllata per il commercio del legno e i danni ambientali causati dai produttori di cocaina). Basterebbe tassare tutto il pianeta per il valore di 1 euro a persona l’anno per salvare la foresta amazzonica. Il “polmone del pianeta” avrebbe un’assicurazione sulla vita che frutterebbe 60 miliardi di euro l’anno. Chi mai più gli torcerebbe un solo fil d’erba?

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