ARROGANZA IGIENISTICA O ARROGANZA ZOOTECNICA?

Stampa / Print
VALDO VACCARO HK LTD www.valdovaccaro.blogspot.com
www.drvaldovaccaro.com.hk
valdovaccaro@libero.it

FREE AND INDEPENDENT SCHOOL OF BEHAVIOURAL AND NUTRITIONAL SCIENCES
___________________________________________________________________________________
30 Aprile 2011

ARROGANZA IGIENISTICA
O ARROGANZA ZOOTECNICA?

(Conferenza di Genova, 30 Aprile 2011)

UN EVENTO NON DAL SANGUE BLU MA UGUALMENTE IMPORTANTE

Buon pomeriggio a voi amiche e amici della Liguria, provenienti non solo da Genova e sobborghi, ma da Ventimiglia, Savona, Sanremo. Alcuni da Torino e da Bergamo. C’è persino un gruppo di 5 persone arrivate dalla Svizzera, a cui do un particolare benvenuto.
Niente a che vedere ovviamente con gli sfarzi e le processioni di ieri a Buckingham Palace, per il matrimonio di William e di Kate, con la conta dei VIP, tra i quali il cantante Elton John con suo marito, e non ultimo il macellaio personale di Elisabetta, carica evidentemente di alto livello presso i Reali
d’Inghilterra.
Non siamo in ogni caso gente che gira a vuoto, perché non ha nulla di meglio da fare. Ancor meno siamo dei perditempo. Ci sono motivazioni profonde e sentite che ci muovono.

TROVARSI ASSIEME PER UN IDEALE HA UN GRANDE VALORE CULTURALE E SOCIALE

Il nostro evento, il nostro piccolo happening, non sta assolutamente nella banale circostanza che
un modesto vegano come me si trovi nella città di Genova, nella capitale italiana dei fiori, a parlarvi di salute, di igienismo e di etica, ma piuttosto nel fatto che un bel gruppo di persone abbia deciso liberamente, senza sponsorizzazioni e rimborsi spese, fuori dai circuiti ufficiali ed istituzionali, di riunirsi qui in nome di condivisi ideali di ordine morale, politico, pratico e salutistico.
Ideali fondamentali che ci toccano da vicino e nell’intimo.
Ideali che si chiamano scienza della salute, igiene naturale, igienismo o hygiene, per dirla in breve.

ARIA, ACQUA, SOLE, MOVIMENTO, CIBO VIVO E NON-CRUDELE. QUESTO E’ HYGIENE

Più che voi tutti ad ascoltare me, modesto e indegno seguace di maestri di grosso calibro e di incomparabile spessore morale, come Pitagora, Ippocrate, Leonardo, Voltaire, Ehret e Shelton, sono io ad ascoltare voi.
I principi dell’igiene sono tutto sommato assai semplici e si esauriscono in un preciso codice di comportamento, di pensiero e di alimentazione. Cosa ci può essere di più semplice di aria, acqua, luce solare, frutta e verdura, il tutto condito da amore per la vita e la natura? Vedremo di ribadirli. Ma quello che più conta sono i dettagli applicativi, i dubbi, le perplessità, le difficoltà, le opposizioni. Ecco perché è basilare che voi ci siate, e che vi facciate sentire col vostro supporto, ma anche con le vostre critiche e le vostre obiezioni.
UNA FACCENDA DI CUORE E DI ORGANIZZAZIONE

Sono sperticato ammiratore dei grandi cantautori di Genova e dintorni, ricchi di passione, di poesia romantica, triste e disinibita, come Luigi Tenco, Fabrizio De Andrè, Umberto Bindi.
Gino Paoli cantava “Grazie di vivere, grazie di esistere”. Utilizzo le sue rime per dirvi “Grazie di vivere, grazie di esistere tutti qui uniti, e grazie di avere due profondi occhi, blu o neri poco importa, ma con un cuore grande, questo sì che importa.
E un grazie particolare a Massimo Ferrando che, lavorando sodo per mesi, ha reso possibile la realizzazione di questo meeting in terra ligure.

OCCORRE RISPONDERE ALLE CRITICHE

Indegno seguace di Pitagora ho detto, ma anche degli Esseni che includevano Gesù Nazzareno e che ci hanno lasciato pagine di incomparabile bellezza nei loro Vangeli.
Indegno seguace, aggressivo, presuntuoso ed arrogante, secondo alcune critiche che mi sono piovute addosso ultimamente. A volte, una critica vale e incide per cento elogi. E’ giusto rispondere alle critiche. Non intendo affatto sottrarmi ad esse. Se esistono qualità umane negative, odiose ed aberranti al mondo, esse sono proprio l’aggressività, la presunzione, l’arroganza, assieme alla falsità, all’ipocrisia, alla cattiveria, alla crudeltà, all’indifferente cinismo. Ovvio dunque che non ci sto.

SE C’E’ DA CHIEDERE SCUSA NON ESITIAMO A FARLO

Se davvero ho generato in qualcuno questo tipo di sensazioni devo aver sicuramente sbagliato qualcosa, devo aver offeso, devo aver urtato la sensibilità e la suscettibilità di qualche anima delicata. Chiunque egli od ella sia, chiedo scusa per essermi rivelato come in realtà non sono.
Odio visceralmente quelle caratteristiche, le trovo insopportabili. Se risulto davvero così sbruffone e antipatico, meglio cambiare mestiere. Farei un pessimo servizio alla causa dell’igiene naturale.

NON SI CONFONDA PERO’ L’OGGETTIVA FORZA MORALE E SCIENTIFICA DELL’IGIENISMO PER ARROGANZA

A questo punto però è giusto fare una precisazione. Non vorrei che si confondesse per arroganza e presunzione la straordinaria forza intima delle verità igienistiche. Mi rendo conto benissimo quanto l’eccessiva sicurezza di una persona o quella di una ideologia possano risultare indigeste e antipatiche dal punto di vista psicologico. L’uomo di oggi, incerto com’è, imbrogliato, irretito a ripetizione, è diventato giustamente deluso, scettico, incredulo, sospettoso. Crollata la fede nella religione e nelle chiese, nel partito e nel sindacato, negli ideali, nello sport del doping, delle scommesse e delle partite truccate, non è più disposto a farsi sodomizzare, a farsi accalappiare, a farsi uccellare, a farsi convincere dall’illusionista, dall’ipnotizzatore di turno.

ESISTONO TANTE VERITA’ E PERTANTO NESSUNO HA RAGIONE O TORTO, SECONDO I DISEDUCATORI DI REGIME

Predichi il niente, predichi il fumo, predichi il qualunquismo, predichi Grande Fratello, e troverai molti seguaci e molti accoliti. Osi invece parlare di verità, e poi di una verità e per giunta scomoda?
Peggio con peggio. Non esiste una verità, ma almeno dieci, ti dicono.
Parlare di verità è fare lo stesso errore di Gesù Cristo, è dire che sei figlio di Dio, o almeno pronipote, è eresia ed anche bestemmia.
LE PERSECUZIONI DELLE IDEE SCOMODE E’ UNA COSTANTE STORICA

Serve umiltà e non dogmatismo. Ma spesso anche questo non basta.
La storia umana è costellata di croci, di nodi scorsoi, di esecuzioni.
Pitagora e Gesù furono trucidati, Savonarola e Giordano Bruno finirono sul rogo, Galilei si salvò per il rotto della cuffia.
A Peter Duesberg hanno tolto uno strameritato Nobel, per aver rivelato al mondo in ogni dettaglio l’imbroglio più cinico e vergognoso degli ultimi 200 anni, ovvero la farsa dell’Aids.

E’ ARROGANZA DIMOSTRARE PROVARE CON FATTI INEQUIVOCABILE CHE L’UOMO HA CARATTERISTICHE SPICCATAMENTE FRUTTARIANE?

Ma quali sono poi queste verità igienistiche, che qualcuno trova arroganti, presuntuose e dogmatiche?
E’ forse arroganza dire che l’uomo, da dovunque provenga e qualunque cosa mangi, resta inequivocabilmente fruttariano per disegno fisico-biologico e per progetto creativo? Certo che no.
Ciò è dimostrato da 100 segnali importanti: occhi frontali e non laterali, mandibole mobili, mancanza di artigli, naturale avversione per il sangue, latte materno basso-proteico quanto il succo d’uva, sangue umano alcalino, niente enzima uricasi, scarso acido cloridrico, leucocitosi digestiva alle proteine animali (Kouchakoff), batterosi putrefattiva in sede colon (tanti colibatteri e pochi saprofiti), vibrazioni elettromagnetiche Simoneton all’infrarosso sui 10 mila Angstrom per la frutta, e vibrazioni mortali al grigio e ai raggi X sui 3000 Angstrom per i cibi carnei, quando all’uomo serve un minimo di 6500 A. (quelli dei cereali e delle patate cotti con intelligenza), per stare in salute.

E’ ARROGANZA DIFENDERE E PROTEGGERE GLI ANIMALI, CERCARE LA SALUTE, ADOTTARE UNA ROTTA PERCORRIBILE?

E’ forse arrogante dire che la salute dovrebbe essere la normalità, se l’uomo si comportasse e si alimentasse secondo il suo disegno biologico? E’ forse arrogante affermare che gli animali tutti hanno diritto di non essere maltrattati, imprigionati, traditi, accoltellati e mangiati dal fratello maggiore dotato di anima e intelligenza, quello che li dovrebbe invece proteggere?
E’ forse arrogante dire che l’umanità sta marciando verso il precipizio e che serve cambiare rotta?

UN CIMITERO PRENSILE IN PIENO AEROPORTO

Mi trovavo nei giorni scorsi all’aeroporto di Venezia, uno dei migliori d’Europa in termini di funzionalità, e stavo per ordinare una spremuta d’arancia al bar del settore partenze. Ho dovuto cambiare subito idea. Dal soffitto pendevano 5 gambe di maiale, ossia 5 pezzi di cadavere affumicato chiamati eufemisticamente prosciutti.
Un cimitero prensile in pieno aeroporto, con mamme e bambini sorridenti sotto i cadaveri, a leccare con disinvolta avidità dei gelati confezionati al probabile grasso di foca e di balena.

GAMBE UMANE AFFUMICATE, O GAMBE SUINE AFFUMICATE, NON FA DIFFERENZA

Non è questa la vera arroganza? Immaginatevi l’orrore se tali arti fossero state gambe umane affumicate. Eppure non c’è nessuna differenza tra carne e carne, se non quella della salatura, e quella dell’odioso razzismo insito nel considerare la creatura non-bipede come indegna di vivere, come meritevole di essere sgozzata da viva, e di essere esposta penzolante da morta, senza un minimo di rispetto, di rammarico, di imbarazzo, di senso di colpa, di pietà e di misericordia.
LE MARGHERITINE E LA NEVE IMMACOLATA DEI BAVARESI

Mi sono poi accomodato sulle poltroncine aeroportuali e, sulla parete di fronte, c’era una pubblicità dei formaggi bavaresi, fatti ad arte e meglio degli altri. Una gigantografia con vetta alpina innevata e un grande prato verde trapuntato di margheritine bianche, con due mucche che pascolano felici.
Un quadro bello, elegiaco, naturale e convincente. Ma che bravi questi bavaresi a trattare bene le loro mucche biologiche. Ancor più bravi però ad allestire per le povere bestione un bel macello, con tanti ganci, uncini e coltellacci, al posto dell’erba, delle margheritine e delle cime alpine imbiancate di neve.

I GRANDI CAPOLAVORI ITALIANI

Bavaresi bravi più ancora dei nostri casari e dei nostri macellai. Casari e macellai che l’Agroalimentare Italiano ha elevato a eroi della patria e della bandiera, a nobili rappresentanti del genio italico, quello capace di produrre non già semplici e mediocri prodotti, ma solo e sempre dei grandi capolavori.
Parma, San Daniele, Reggio Emilia e Bologna. Prosciutto e grana, piadina e mortadella. Il meglio del meglio. Senza contare pasta e pizza, caramelle e confetti, cioccolatini e gelati, pandori e torroni, dolciumi e panettoni, bacetti e nutella, vino e grappa, aperitivi e digestivi, birra e caffè.

UN INNO SPERTICATO AL BERE

Al vino italiano sono state dedicate nei giorni scorsi giornate intere, fiere, vetrine televisive, lodi sperticate. Se andate a Tokyo a visitare la sede dell’ICE, scoprirete che dietro un ufficio tutto marmo e piante, ci sono due lunghe sale trasformate in cantina, con migliaia di bottiglie esposte. Ovviamente vino abbinato sempre al sangue e al cadavere, altrimenti che vino sarebbe? Mica mangi la mela e bevi il vino! Mica mangi il radicchio e bevi il vino! Vino su carne e pesce: la salma è d’obbligo. Per bere male serve prima mangiar male. Tutto in perfetta armonia con Dante (Fatti non foste per viver come bruti) e Leonardo (Verrà il giorno in cui l’uccisione di ogni singolo animale sarà considerata orrendo delitto).

IL DISCORSO ALL’ONU DEL MAHATMA GANDHI

Artisti del mondo o avvelenatori del mondo?
Educatori del mondo o ubriacatori del mondo?
Nutritori del pianeta o drogatori del pianeta? Non siamo forse stonati, fuori luogo e fuori tempo?
“La ricchezza di una nazione non sta nel PIL e nemmeno nella capacità produttiva delle sue industrie, ma piuttosto nel modo che essa ha di trattare donne e uomini, anziani e malati, all’interno dei suoi confini. Nel modo che essa ha di trattare i più deboli e i più innocenti, i più indifesi e i più sguarniti, cioè i bambini e gli animali. Animali che sono più bambini dei bambini”. Questo ha detto il Mahatma Gandhi nel suo celebre intervento alle Nazioni Unite.

I VANGELI ITALIANI DELLA MORTE

Ma l’Italia aveva ed ha tuttora i ceroni alle orecchie. Come ha tuttora il paraocchi di fronte al Vangelo della Pace degli Esseni, di fronte alla sua stessa coscienza, di fronte alla sua gloriosa eredità storica.
Vangeli della pace? Vangeli della salute? Vangeli della libertà? Vangeli della vita? In Italia?
Ma che scherziamo! Da noi vige il Vangelo della Manzotin e della Montana, della Simmenthal e della Star, del Tonno Nostromo e del Salmone Riomare, del San Daniele e del Parmacotto.
Da noi vige il vangelo del latte e del grana, il vangelo della violenza, della malattia e delle onoranze funebri prima del tempo.
UNA ECLATANTE DIVARICAZIONE TRA L’ETICA VEGANA E I TRACANNATORI PASQUAL-NATALIZI DI SANGUE

Ed è proprio qui che si realizza l’eclatante e drammatica divaricazione tra l’etica vegana e il cannibalismo dei tracannatori di sangue, tra l’etica vegana e l’obbrobrio dei masticatori appassionati di trippe e di cervella, di fegati chiamati però fegatini, di rognone, musetto, guanciale, frattaglie e code, tra l’etica vegana e l’abominio dei degustatori pasqual-natalizi di teste, occhi e orecchi di agnellini e capretti sacrificati nelle celebrazioni del Signore.

LA VOCE AMMONITRICE Di GESU’ NON SI CONFONDE CON QUELLA DELLE SUE SBIADITE IMITAZIONI

“Tutto ciò che vive viene da una sola Madre Terra. Chi uccide, uccide suo fratello. La carne degli animali uccisi diventerà nel suo corpo la sua stessa tomba. Chi uccide, uccide se stesso. Ogni goccia di sangue sarà goccia di veleno, ogni respiro sarà fetore, ogni cellula sarà putredine, le ossa saranno gesso, gli occhi scaglie e gli orecchi cera. La morte degli animali diverrà la sua stessa morte.
Vi ho dato ogni erba che reca seme e ogni albero che reca frutto. Questo sarà il vostro nutrimento.
Io vi chiederò conto di ogni animale ucciso o fatto uccidere”.
“Ama il prossimo tuo come te stesso. Non esistono comandamenti superiori a questo. Non uccidete né uomini né animali, e nemmeno il cibo che portate alla bocca. Il cibo vivo porta vita. Quello morto vi annienterà. Perché la vita viene solo dalla vita.”
Questo è Gesù che parla. Altro che Pasqua e Natale, altro che Vaticano, altro che Urbi et Orbi!

IL DRAMMA DEL NUCLEARE E LA PERSEVERANTE IMBECILLITA’ UMANA

Come scrive il nostro grande eco-agronomo professor Giuseppe Altieri, fiero ed indomito combattente anti-Monsanto e anti-OGM, ci sono leggi della natura che Dio non può violare, mentre l’uomo, rozzo, venale, scriteriato, cinico, sadico, violento, irresponsabile com’è, non ci pensa due volte a stravolgere.
Basta guardare l’esempio del nucleare, energia che uccide lentamente da oltre 60 anni.
Basta andare a Chernobyl e verificare come a tutt’oggi le mamme della zona, sempre altamente radioattiva, continuino a generare bambini focomelici. Basta fare il sinistro conteggio dei soldati italiani messi fuori uso dal semplice contatto coi proiettili americani all’uranio, dopo le missioni nei Balcani.
Siamo troppo stupidi ed imbecilli per la Madre Terra e il Padre Sole, eppure abbiamo la pretesa di essere avanti nella conoscenza scientifica e nella coscienza spirituale.

PARADOSSALMENTE, L’UOMO IMPARERA’ FINALMENTE A LASCIARE IN PACE I PESCI DIVENTATI RADIOATTIVI

I giapponesi moriranno come nel 1945. Cacciare le balene non gli ha portato bene. Masticar pesce, sushi, olio di cetacei massacrati da mattino a sera, ha irritato evidentemente Dio Nettuno, portandolo a scaricare sulla costa nipponica il peggior tsunami che la storia ricordi. Ironia della sorte, è proprio da Fukushima e dintorni che partono le baleniere. Quelle baleniere che rendono la vita impossibile ai pacifici giganti del mare.
Bisognerà dire alla gente di non toccare più pesce per i prossimi 500 mila anni. Non solo in Giappone, ma anche in Italia, se è vero che decine di vecchie navi giacciono affondate ad arte intorno alle nostre coste, coi loro carichi di scorie pericolose e di scorie nucleari. Il problema non è solo il mare radioattivo, ma anche il mare carico di pesticidi, di diossine, di cloro-derivati, di dissecanti, di nickel, mercurio e arsenico.
OGNUNO NEL SUO PICCOLO DEVE DARSI DA FARE, DANDO ANCHE IL BUON ESEMPIO AI VICINI

Dobbiamo proteggere i terreni relativamente incontaminati, che sono ridotti a quelli mai arati, a quelli marginali, agli appezzamenti montani. Bisogna recuperare l’agricoltura al biologico, vietando drasticamente ogni sorta di sostanza estranea, incompatibile, non-biodegradabile.
Bisogna chiudere per sempre le fabbriche di carne. Occorre dire alla gente di non mangiare mai carne.
Fa male quando è perfetta, figurarsi poi se è carica di diossina.
Questa però, più che una iattura, è una benedizione, a conferma che non tutto il male viene per nuocere.
La gente imparerà finalmente ad amare il suo vero cibo, ovvero la frutta e le verdure. Imparerà a crearsi un orto e un frutteto. Imparerà ad inventarsi un nuovo rapporto con la natura che la circonda.
Dobbiamo agire all’unisono per la sopravvivenza umana sul pianeta Terra.
Dobbiamo tentare di salvare il salvabile nell’Arca Virtuale dei Consapevoli.
Non entrate nei supermarket e, se ci entrate, acquistate solo gli alimenti meno inquinanti e meno devitalizzati, ovvero quelli dei reparti ortofrutta.

UNA ZOOTECNIA FOLLE E SATANICA

A livello mondiale stiamo allevando 10 miliardi di creature disgraziate, venute al mondo contro la propria volontà.
Dieci miliardi di bovini che consumano al pari di 30 miliardi di persone, in maxi-stalle stracariche di ormoni e di medicinali, con la paglia e il fieno che valgono ormai più del grano (12 € al quintale, contro gli 11,5 del grano), cosa mai successa nella storia dell’agricoltura.

LA PATTUMIERA ITALIANA DELLE SCHIFEZZE CHIMICHE

I POP (persistent organic pollutants) vengono anche chiamati “la sporca dozzina” (Aldrin, Chlordane, DDT o Dichlorodiphenyl trichloroethane, Dieldrin, Heptachlor, Hexachlorobenzene, Mirex, Toxaphene, Polychlorinated biphenyls, Polychlorinated di-benzo-p-dioxins o Dioxins, Polychlorinated dibenzofurans). I POP sono stati banditi a livello mondiale (dic 2000, conferenza di Johannesburg, e 2001, trattato di Stoccolma), in quanto permangono per decenni nell’ambiente, nelle pozze d’acqua, nel terreno, nelle falde acquifere, nella stessa aria.
Questi POP vengono assorbiti nel fegato e nell’intestino, causando danni aggiuntivi ai già tartassati organi umani.

L’ESPLOSIVA SITUAZIONE DI TORVISCOSA E DINTORNI

Una delle zone agricole più importanti d’Italia è quella delle Aziende Agricole di Torviscosa-Udine, basilare per la produzione di latte e derivati (controllata dalla multinazionale Parmalat che produce il marchio Torvis, e che sta per passare al colosso francese Lactalis). I terreni risultano per Green Peace (vedi www.greenaction-transnational.org) inquinati e ad alto rischio, in quanto carichi di schifezze chimiche. Tremila ettari di terreni a pascolo con arsenico, cobalto, fitofarmaci, azidrine e POP. Un mix davvero micidiale sui terreni dove cresce il materiale usato per il mangime bovino. Queste letali sostanze finiscono nella catena alimentare, nel latte, nei formaggi, nel burro e nelle carni.
L’unica preoccupazione delle autorità pubbliche è stata quella di escludere ogni pericolo.
L’Istituto Superiore della Sanità ha applicato i comodi e tolleranti protocolli del SIN (Siti Inquinati Nazionali), usati per Napoli Orientale e Brindisi, che hanno consentito il tranquillo riutilizzo dell’area inquinata.
UN MONDO DA RIDURRE A MACELLO GLOBALE

I mandriani moderni non si rendono conto di essersi trasformati in serial killer legalizzati, ma sempre assassini. Sempre massacratori di esseri senzienti. Incapaci di vedere quello che fanno, come scrive Luigi Boschi nel suo articolo “I nostri Vacheros”.
Trovano naturale speculare sulla prigionia animale e sono pure finanziati con fondi pubblici, col denaro della gente ignara. In più ricevono plausi, onori, cavalierati, diplomi di benemerenza.
Per loro il mondo è un luogo da ridurre a prigione, a macello globale, a reparto oncologico planetario.

LA CULTURA DEL LAGER E DELL’ABBATTIMENTO RAPIDO

Ogni essere quadrupede, piumato o pinnato, immolato nella sofferenza e nel dolore per che cosa?
Per farli arricchire, per rombare in Ferrari e magari piangere miseria.
Poco importa se la collettività si ammala, se l’ambiente viene insultato, se gli animali tremano, penano e piangono. Viviamo nella cultura dei lager, con animali intelligenti, coscienti, dotati di anima gentile ed amichevole, trasformati in bestie da latte e da macello, alimentati con proteine insilate, antibiotici e ormoni stimolanti, capaci di quadruplicare la resa-latte e di portare le mucche alla macellazione rapida in appena 2 anni.

SOPRAFFATORI DELLA NATURA

Come hanno malridotto gli animali, così fanno con gli uomini, gonfiati, depotenziati, cancerizzati, e pretendono pure di essere considerati i salvatori del pianeta, quelli che garantiscono la sopravvivenza alimentare, mentre si comportano da nazisti. Neo-nazisti travestiti e mascherati, caratterizzati da parvenze bucoliche e contadine. Nulla hanno a che fare con la campagna, la natura, l’armonia.
Sono il sinistro simbolo della sopraffazione e della distruttività quotidiana della vita, e pretendono che il mondo intero si pieghi e si adatti alle loro folli ambizioni di sviluppo e di dominio, basate sulla triplicazione degli attuali macelli.

MUCCHE DISSECCATE E VITELLINI IN FAME NERA, DERUBATI DEL LORO LATTE

E la mucca, ingravidata a ripetizione, senza sosta e senza respiro, viene prosciugata di ogni goccia di latte (negato e derubato al suo vitellino), al punto da intaccare la sua struttura ossea e di ridurla a terra, priva di forza per reggersi in piedi.
E’ cosa normale per loro sottrarre alle mamme, dopo 9 mesi di gravidanza imposta, i piccoli vitellini e ridurli a orfanelli disperati e abbandonati, a immobili succhiatori di preparati proteici, a carne bianca e tenera di vitello.

ROMPI IL GUSCIO, FAI PIO-PIO, CERCHI MAMMA GALLINA E FINISCI AFFERRATO DA UNA MANO ASSASSINA

La sorte dei manzetti è peggiore persino di quella dei pulcini maschi che, non appena identificati nel sesso, vengono maciullati vivi nella macchina schiaccia-galletti, negandogli loro il legittimo diritto a fare chicchiricchi.
Tanta fatica a beccare il guscio dall’interno dell’uovo. Salti finalmente fuori e trovi la luce. Ti chiedi dove mai sei capitato e cerchi, speranzoso, mamma gallina. Fai pio-pio asciugandoti le piumette, e trovi al posto della chioccia una mano che ti afferra senza pietà e ti rispedisce nelle tenebre.
Una ferocia inaudita, divenuta disinvolta prassi.
QUELLO CHE ACCADE AGLI ANIMALI ACCADRA’ ANCHE AGLI UOMINI

La vita animale non conta niente, ma quella umana non vale molto di più.
Si realizza la famosa profezia del capo indiano Chiefe Seattle: “Quello che accade agli animali accadrà anche agli uomini, perché uomini e animali hanno lo stesso fato”.
Occorre vivere cercando di avere cura del mondo, comportandoci non da predoni che si impossessano di esseri e di ambiente, ma da persone attente e sensibili che si identificano con la vita e non con la morte, che solidarizzano con la natura anziché brutalizzarla e violentarla.

NELLE MANI DEI VAMPIRI

Grazie a questi abominevoli vampiri, mossi da null’altro che il profitto, non esiste rispetto per la vita e per la dignità dei viventi. Il pianeta ospita sanguinarie catene di montaggio, finalizzate a una degustazione aberrante e ad un’alimentazione oggettivamente delinquenziale, sorretta ed esaltata da una televisione cinica e monopolistica, disgustosa e rivoltante oltre ogni limite di tolleranza.
La Madre Terra prosciugata dall’acqua, dagli stagni e dalle paludi, e riempita di liquami neri e maleodoranti. Terreni fertili trasformati in campi sabbiosi e desertificati, a causa della monocoltura cerealicola ad uso zootecnico.

I DATI PARLANO CHIARO

Produrre un solo kg di carne ha costi enormi in termini ambientali: emissione di 36,4 kg di CO2, rilascio nell’ambiente di 340 grammi di anidride solforosa e 59 grammi di fosfati, inquinamento equivalente a quello di un’auto media che percorre 250 km, consumo di 15.500 lt d’acqua (contro 900 lt per 1 kg di mais). Il 30% delle terre emerse (o il 70% di quelle agricole) è destinato al settore zootecnico.

LE VICENDE DEL GRUPPO LEADER

A Reggio Emilia e Rozzano (Milano) sono stati inaugurati due nuovi ristoranti Roadhouse Grill, che fanno parte del gruppo Cremonini, colosso internazionale della cadaverina.
Il gruppo Cremonini, come testimoniato da inchieste di Report (Rai 3), e come ricordato anche da Beppe Grillo, è un’azienda che nel corso degli anni si è distinta anche per una serie di azioni non esattamente limpide. Ha venduto svariate tonnellate di carne in scatola avariata a paesi poveri (guadagnando su incentivi europei per tali esportazioni). Report ha pure citato la morte di un 12enne russo dovuta a tale carne botulinica.
Per questo caso un intermediario della Cremonini ha pagato 150.000 €, per evitare una denuncia e il conseguente blocco export verso la Russia.

LA NATURA AFFARISTICA E VENALE DEL BUSINESS

Una nave intera, carica di carne avariata Cremonini, venne respinta al mittente dal governo cubano.
Ma, anziché tornare in Italia per la giusta distruzione, fu dirottata verso l’Angola.
Errori di percorso? Può anche essere. Non citiamo questi episodi per sparlare di qualcuno o per denigrare qualcuno. Ci preme soltanto evidenziare la natura prettamente affaristica e venale di questo business che gode, ciononostante, degli onori e della venerazione del governo e dello stato italiano.
Il gruppo Cremonini controlla anche l’Autogrill Moto, la carne Montana, i bar-ristoranti Chef Express (treni, stazioni ferroviarie e aeroporti), le carni Inalca, i salumi Ibisé, i supermercati Marr (in Romagna e Marche). Cos’è che non controlla la Cremonini, c’è da chiedersi?
COSTRUIRE UN IMPERO BASATO SULLA SOFFERENZA NON E’ UN VANTO

Il gruppo Cremonini è fornitore esclusivo in Italia della McDonald’s. Ha inoltre realizzato in Russia il più grande macello d’Europa, sullo stile di quelli americani. Complimenti alla sua imprenditorialità,
cav. Cremonini. Fare soldi e accumulare danaro non è necessariamente cosa biasimevole, ed è anzi auspicabile che sempre più gente al mondo riesca ad imitarla, e a fare quattrini.
Ma, costruire un impero basato sulla sofferenza e sul sangue altrui non è affatto cosa di cui farsi vanto. Nulla abbiamo di personale contro i titolari e gli azionisti della Cremonini, all’infuori della naturale avversione per quel tipo di business.
Se la Cremonini stesse conquistando il mondo con carote, patate, olive, pesche, melograni e succhi di mirtillo, o magari con crocchette di pane integrale e fiocchi di cereali, non avremmo nulla da obiettare.

LA GENTE PUO’ FARSI SENTIRE CON LE SUE SCELTE CONCRETE

La potenza dell’azienda in questione deriva comunque dai prezzi competitivi e dalla legge della domanda e dell’offerta. La gente vuole carne e la Cremonini la fornisce, realizzandoci pure grossi profitti. Un alibi commerciale di non poca rilevanza, che non basta però a giustificarla e ad assolverla.
E’ esattamente questo il meccanismo da sconfiggere.

IL POTERE POLITICO NON STA SOLO NEL VOTARE ALLE SCADENZE ELETTORALI, MA PIUTTOSTO NEL MODO DI ALIMENTARSI E DI FARE GLI ACQUISTI QUOTIDIANI

Comprare carne significa votare per questo monopolio e rinforzarne ulteriormente il potere.
Bere la cola e la tazzina di caffè, fumare la sigaretta, comprare dolcetti e merendine, significa approvare le industrie correlate, significa appoggiare nicotina, caffeina, zucchero ed aspartame, le sostanze che, unite alla cadaverina, stanno avvelenando e mandando a picco il pianeta.
Toccare il gruppo Cremonini significa peraltro indispettire l’Agroalimentare Italiano, il Ministero delle Politiche Agricole, il Ministero dell’Economia, il Ministero dell’Industria, e tutte le attività indotte che ruotano intorno a questo debosciato affare italico e transnazionale.

L’IGIENISMO PUNTA AD UNA ECOLOGIA UNIVERSALE

Per concludere, igienismo naturale significa ecologia, ma ecologia vera, ecologia interna ed esterna, mentale e comportamentale, ecologia a 360 gradi.
Non certo l’ecologia di Al Gore, l’ecologia dell’effetto serra e delle lacrime di coccodrillo dopo gli tsunami e i terremoti, si spera sempre naturali e mai telecomandati, anche se i documenti raccolti dagli accusatori sono davvero pesanti.
Non certo l’ecologia dei verdi e degli animalisti-domestici, stile cane, gatto e canarino.

IL SIGNIFICATO DEL TERMINE ECOLOGIA NON LASCIA ADITO A DUBBI

Ecologia significa pulizia e purezza nel corpo, nella casa, nel frigorifero, nella città, nella nazione e nel pianeta.
Ecologia significa lotta strenua ad ogni forma di inquinamento chemio-farmacologico.
Ecologia significa rispetto religioso di “sorella acqua”, e profonda armonia con la natura e “cum tucte le creature”, come dettava San Francesco d’Assisi.
Ecologia significa portare in tribunale gli enti nazionali di caccia e pesca, con l’accusa di strage legale e continuata, nonché di spregio antidemocratico per la causa animalista che gli italiani condividono.
DARE LO SFRATTO E NON LE BENEDIZIONI DIVINE AI MACELLI

Ecologia significa avere bocca, saliva, stomaco, mente, spirito, stomaco, intestino e colon incontaminati dal sangue altrui, che è la peggior forma di inquinamento.
Ecologia significa dare sfratto a tutti i macelli, e non promuoverli, e non benedirli con l’acqua santa, come fa da sempre il Vaticano.

IL VERO SIGNIFICATO DEL TERMINE ECOLOGIA

Ecologia non significa bombardare Gheddafi in nome di chissà quale pacifismo.
Ecologia significa mantenere il nostro sangue diluito e scorrevole, senza dover ricorrere al succo di budella pressate di maiale, a quella eparina che è diventata ennesimo business esclusivo e planetario della Pfizer, multinazionale sanguinaria e anti-ecologica, amica intima degli Smithfield, dei Rumsfeld, dei Bush, dei Clinton, degli Obama, dei Gates e dei Rockefeller.

LA BASILARITA’ DELL’APPROCCIO OLISTICO E SPIRITUALE

Qualcuno di voi penserà che sia andato fuori tema, esagerando coi temi spirituali ed ecologisti, e trascurando il tema cibo-salute.
Permettetemi di non essere d’accordo. Etica ed ecologia sono fattori centrali e fondamentali, visto che l’uomo va visto sempre come unità integrale di corpo, mente ed anima.
Abbiamo potuto ascoltare, dal vivo e direttamente dai protagonisti, alcune straordinarie testimonianze di guarigione dal diabete 2, dall’ipertensione e da altre patologie. Che volete di più?
Bontà e gentilezza non sono affatto ingredienti di contorno, quando si parla di scienza della salute.
Pensare di poter risolvere i nostri problemi fisici prescindendo dal fattore estetico, morale e spirituale, rinunciando all’approccio di tipo olistico, è pura illusione.

Valdo Vaccaro (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *