L'anno dei dominatori – parte 1

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L’anno dei dominatori è un romanzo di fantascienza scritto nel 2003 da Ian Watson, autore noto per la raccolta Cronomacchina molto lenta, ma famoso soprattutto per avere scritto la sceneggiatura del film A.I.: Intelligenza Artificiale (diretto da Steven Spielberg, ma basato su un racconto di Brian Aldiss rielaborato da Stanley Kubrick).

Il libro narra di un neonazista norvegese che sul finire della guerra aveva compiuto un sacrificio umano nel corso di un rituale di magia nera e che, sul punto di terminare la sua vita, cerca di rievocare quel potenziale energetico per riuscire a reincarnarsi mantenendo la consapevolezza di chi era stato nella vita che stava finendo.

Passano gli anni ed il vecchio neonazista lo ritroviamo già reincarnato sotto forma di un biondo ragazzo che è diventato adolescente in un momento cruciale per la storia dell’umanità, quando (nel 2010 secondo la trama del libro, ma guarda un poco che previsione precisa) il mondo si trova sull’orlo di un tracollo non solo economico, ma anche politico e ambientale con guerre regionali oltre ai crolli in borsa.

Coincidenza vuole che proprio allora, quando il pianeta terra con tutti i suoi abitanti rischiava di fare una brutta fine, sono arrivati gli alieni a proporre uno strano scambio: tecnologia pulita per risolvere tutti i mali dell’umanità in cambio dell’introduzione di un particolare tipo di droga, verso la quale vennero indirizzati i tossicodipendenti eroinomani I governi di molte nazioni tra le quali la Gran Bretagna (ove è ambientato il libro) e la Russia accettano la “stravagante” proposta, mentre i gruppo di dissidenti (i “Patrioti Umani“) vengono messi a tacere e addirittura confinati in un campo all’interno di una foresta.

Questa nuova strana droga introdotta dagli alieni causa alla gran parte dei consumatori (dopo un uso prolungato nel tempo) solo un po’ di intontimento; solo una minoranza di consumatori cade alla fine in uno stato letargico da cui non si può più riprendere. Sono questi i corpi dei cosiddetti  “fantocci” che vengono poi abitati dai “finti uomini” ovvero dalle coscienze degli alieni che si incarnano in essi.

Due agenti segreti alle dipendenze del governo britannico cercano a loro modo di fare luce sulle reali intenzioni degli alieni, e si ritrovano ad indagare proprio su quello strano ragazzo (il nazista reincarnato), che dopo avere preso la droga ed essersi ridotto ad un fantoccio è riuscito (non si sa bene per quale miracolo) a ritornare in sé, a riprendere il controllo cosciente del proprio corpo.

A questo punto al ragazzo vengono forniti un po’ di soldi, viene installato a tradimento un microchip nella spalla, ed i nostri agenti segreti lo fanno seguire anche da alcuni insetti-robot dotati di sistemi di registrazione.

Molto bravo allora questo autore a figurarsi il futuro, diciamolo pure, ormai prossimo, visto che il libro è stato scritto appena pochi anni prima della grossa crisi economica del 2009/2010.

In fondo alcune cose potrebbe averle intuite con la sua sensibilità, eppure potrebbe anche essere stato messo a parte di alcuni segreti, come a volte capita a molti scrittori che hanno successo. Il fatto che entità aliene e/o umane possa presto presentarsi come “salvatori del pianeta” dopo un periodo di grande crisi economica, politica e ambientale (con guerre annesse) regalando una tecnologia innovativa (in realtà esistente da tempo ma opportunamente nascosta) è uno scenario che alcuni di noi blogger che denunciamo il Nuovo Ordine Mondiale hanno prospettato da tempo. Potrebbe essere la polpetta avvelenata per accalappiare definitivamente le masse e far loro digerire una delle ultime fasi di creazione del NWO. Nel libro in questione si fa riferimento esplicito alla fusione fredda.

Anche il fatto che entità non umane possano volere appropriarsi di uomini ormai ridotti a gusci vuoti privi di coscienza è una ipotesi già contemplata, sebbene sia difficile comprendere appieno chi muova i fili di questa orrenda cospirazione contro l’umanità (che si dispiega chiaramente in questi anni in cui i cieli sono coperti da bianchi sudari chimici), e chi manovri dietro il sipario.

Cosa molto curiosa, l’autore Ian Watson ha scritto di recente una serie di racconti (The Beloved of My Beloved) assieme allo scrittore italiano Roberto Quaglia, di cui avevo  sospettato il ruolo di gatekeeper; guarda caso costui dieci mesi dopo che gli avevo scritto a proposito delle scie chimiche (chiedendogli di occuparsene nel suo sito) improvvisamente mi risponde pochi giorni dopo che ho pubblicato quell’articolo. Coincidenze? Impossibile crederlo.

Quasi mi dimenticavo, la droga portata dagli alieni nel libro “L’anno dei dominatori” è creata con mezzi di nano-bio-tecnologia … vi ricorda qualcosa?  A me i polimeri rilasciati con le scie chimiche e portatori del morbo di morgellons.

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