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Guardando i rendimenti dei Treasury Bonds a dieci anni nei due giorni successivi all’annuncio di Standard & Poor’s di avere cambiato il proprio outlook da stabile a negativo poteva sembrare che, invece di una notizia negativa si trattasse di una notizia positiva, in quanto si è registrato un calo dei rendimenti e, quindi, un rialzo dei prezzi, segno a mio avviso che mani forti siano intervenute sul mercato, prima di tutte quelle della Fed. Siccome andare contro il mercato si può fino a un certo punto, ieri i rendimenti hanno ripreso a crescere e i prezzi correlativamente a diminuire, ma questo, a mio avviso, non è che l’inizio perché una volta che si è constato che il re è nudo è difficile che le cose tornino come prima, anche perché il deficit è oramai da tre anni sopra la soglia dei mille miliardi di dollari, 1.500 per l’anno fiscale corrente, e il tetto al debito è prossimo a essere raggiunto. Quello che appare strano e che nessuno degli economisti che hanno visto sfracelli dietro ogni angolo si sia peritato di mettere in guardia contro il vero pericolo che minaccia gli Stati Uniti d’America, un pericolo che non si tradurrà immediatamente in cali vertiginosi dei prezzi dei titoli di Stato americani ma che procederà a gradini, quanto erti lo scopriremo solo strada facendo!

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