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Inizia oggi la stagione delle presentazioni dei bilanci delle grandi banche statunitensi per il primo trimestre di quest’anno e ad aprire le danze è J.P. Morgan Chase, seguita a ruota da Bank of America, l’unica tra le grandi alla quale la Federal Reserve non ha consentito di alzare i dividendi, possibilità invece accordata a J.P. Morgan Chase, a Citigroup e a Wells Fargo, mentre la potente ma ancor più preveggente Goldman Sachs e Morgan Stanley non sono soggette a restrizioni sulla loro politica dei dividendi,

Il problema degli aumenti nel pagamento agli azionisti sta in due aspetti, il primo legato al cambiamento nella politica degli accantonamenti su crediti che ha trasformato in ricavi poste prudenzialmente accantonate per rischi presenti e futuri, mentre il secondo è legato alla non ancora risolta questione delle pratiche, spesso disinvolte seguite per rientrare in possesso delle case su cui gravano mutui in arretrato sulle rate per pochi o molti mesi, procedure sulle quali stanno indagando i procuratori generali di 50 Stati.

Ma quello che è andato molto bene è il trading su materie prime, petrolio in testa, azioni e obbligazioni, un mercato molto volatile come sta dimostrando la brusca interruzione del movimento al rialzo del prezzo del greggio, un’interruzione seguita di poco da una nota di Goldman Sachs nella quale si avvertiva che il prezzo aveva già superato le previsioni della case e preceduta certamente dall’inversione delle posizioni di Goldman in quel mercato!

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