Per Callisto Tanzi 13 anni e per i banchieri?

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La procura di Milano ha chiesto 13 anni per Callisto Tanzi,
Pensate sia poco? Tanto?

Oqnuno ha la sua risposta,quello che mi preme è sottolineare una cosa,e lo faccio riportando le parole del defunto Avv. Giacinto Auriti.
Voglio proporvi alcuni spunti di Auriti,da leggere con attenzione per capire come siamo arrivati a questo punto e come gli “esperti” che parlano in televisione in realtà tacciono quelle che sono le fondamenta malate del sistema economico-finanziario.
Sono in attesa di ulteriori sviluppi prima di scrivere un articolo che spieghi in maniera veritiera quello che sta accadendo nel mondo della finanza e di come ciò si ripercuoterà nell’economia, al contrario delle rassicurazioni del signor Brunetta e del nostro presidente del consiglio….NON FIDATEVI!

Prima di leggere guardate il video e incazzatevi,perchè ormai è giunto il momento!

“Quando la moneta era concepita come titolo rappresentativo della riserva, la banca centrale poteva dire: “la moneta è mia perché la riserva è mia” e quindi poteva emettere la moneta “prestandola” perché prestare è prerogativa del proprietario.
Abolita la convertibilità ed addirittura la stessa riserva con la fine degli accordi di Bretton Woods (15 agosto 1971) il compenso dovuto alla banca centrale va commisurato a quello dovuto alla tipografia, mentre la banca centrale si appropria illecitamente della differenza tra costo tipografico e valore nominale e dell’equivalente relativo credito abusivamente acquisito, perché emette prestando un valore creato dalla collettività per convenzione e che andrebbe pertanto ad essa accreditato e non addebitato.

A commento del caso Parmalat, il direttore del quotidiano “Il Tempo”, Franco Bechis, sotto il titolo “Alzi la mano chi aveva capito” (articolo di fondo del 3 gennaio ’04) conclude: “Purtroppo i casi Parmalat sono casi da magistratura, non storture del sistema. Sono eclatanti, ma non c’è rimedio legislativo. L’unico è quello che si sta applicando: il codice penale.” Ebbene, io dichiaro di avere il diritto di alzare la mano perché in data 8 maggio 1993, a conclusione di un Convegno sulla teoria del “valore indotto” della moneta, presentai una denuncia per truffa contro il Governatore pro tempore della Banca d’Italia: Azeglio Ciampi, attuale Presidente della Repubblica Italiana.
La Banca centrale all’atto dell’emissione, presta il denaro che dovrebbe accreditare e la truffa consiste nel trasformare la collettività da proprietaria a debitore del proprio denaro. Nel corso sui valori giuridici e monetari, da me svolto all’Università di Teramo, fu provato che la multinazionale è la banca centrale che entra in prima persona sul mercato, perché ha necessità di disporre, senza limiti e senza costi, di tutto il denaro che vuole.

La multinazionale entra in crisi quando si taglia il cordone ombelicale che la collega alla banca centrale. Non a caso la FIAT e la Parmalat sono entrate in crisi dopo che la sovranità monetaria era stata trasferita dalla Banca d’Italia alla Banca Centrale Europea.
E poiché il padrone del sistema non è chi riceve il sangue monetario dal cordone ombelicale, ma chi lo emette, pur essendo d’accordo con Bechis che la legge da applicare è il codice penale, va evidenziato che la responsabilità penale non va limitata solo al vertice della multinazionale, ma va innanzi tutto e fondamentalmente estesa ai vertici della Banca Centrale in un’ipotesi eclatante di associazione a delinquere. Ciò premesso, quando il Bechis afferma che “.i casi Parmalat sono eclatanti. ma non c’è rimedio legislativo”, dà la prova che anche lui non può alzare la mano perché non ha capito la cosa più importante. Come si fa, infatti, ad applicare il codice penale, cioè a stabilire chi è il ladro e chi il derubato, o chi è il truffato e chi il truffatore, se non si stabilisce di chi è la proprietà della moneta all’atto dell’emissione?
Solo con una legge si può instaurare la proprietà popolare della moneta.

“Quando la moneta era concepita come titolo rappresentativo della riserva, la banca centrale poteva dire: “la moneta è mia perché la riserva è mia” e quindi poteva emettere la moneta “prestandola” perché prestare è prerogativa del proprietario.
Abolita la convertibilità ed addirittura la stessa riserva con la fine degli accordi di Bretton Woods (15 agosto 1971) il compenso dovuto alla banca centrale va commisurato a quello dovuto alla tipografia, mentre la banca centrale si appropria illecitamente della differenza tra costo tipografico e valore nominale e dell’equivalente relativo credito abusivamente acquisito, perché emette prestando un valore creato dalla collettività per convenzione e che andrebbe pertanto ad essa accreditato e non addebitato.
Poiché i fatti notori, in quanto tali, per assumere rilevanza giuridica non necessitano né di prove né tantomeno di accertamento giudiziale, i magistrati sono tenuti a promuovere d’ufficio, come adempimento di atto dovuto, procedimento penale per truffa e falso in bilancio nei confronti del Governatore della Banca Centrale in conformità della denuncia da me presentata in data 8 maggio ’93 al Procuratore della Repubblica di Teramo.

Calisto Tanzi pur essendo collegato per associazione a delinquere con il Governatore, appartiene alla categoria dei ladri di polli che sono notoriamente esposti al grave rischio di essere perseguiti penalmente; rischio da cui sono immuni i governatori delle banche centrali che, prestando il dovuto all’atto dell’emissione, caricano il costo del denaro del 200% oltre gli interessi, e trasformano i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro.
Il Tanzi ha copiato l’esempio datogli dal governatore perché ha creato con falsi in bilancio valori monetari usando come riserva l’illusione della stessa come fa il governatore, e c’è riuscito fintanto che ha retto il cordone ombelicale che lo collegava alla Banca Centrale. Tagliato il cordone, la truffa è stata scoperta. Poiché, a quanto pare, il pulito ha la rogna, si impone una giustizia monetaria di dimensioni mondiali per restituire il maltolto, trasformando i popoli da debitori in proprietari della propria moneta.”

“I governatori delle banche centrali, per il solo fatto che emettono il denaro prestandolo e senza riserva, caricano il costo del denaro, all’atto dell’emissione del 200%.

In tal modo espropriano ed indebitano le collettività nazionali del proprio denaro nella più grande truffa di tutti i tempi che causa due fenomeni delittuosi di dimensioni gigantesche: il suicidio da insolvenza che non ha precedenti nella storia (col costo del denaro al 200% la puntualità dei pagamenti è impossibile) ed i cinquanta milioni di morti di fame ogni anno. La fame uccide non per mancanza di pane (come è dimostrato dalla ciclica distruzione delle eccedenze di prodotti agricoli) ma del denaro per comprarlo.
Quando la moneta era d’oro la rarità era rigida ed incontrollabile. Oggi, abolita la riserva come limite dell’emissione, la rarità è programmata, dietro gli sportelli delle banche centrali, con la parsimonia feroce dei grandi usurai.

Ma ciò che sconvolge ancora di più è il fatto che questi delitti di dimensioni mondiali commessi dai grandi usurai governatori delle banche centrali, basano su fatti notori che, come tali, per assumere rilevanza giuridica non necessitano né di prove, né di accertamento giudiziale.

Ebbene noi, in data 8 marzo 1993 abbiamo denunciato il Governatore Ciampi, pro tempore della Banca d’Italia e successivamente, il Governatore Fazio, per i reati di truffa, associazione a delinquere, falso in bilancio, usura, istigazione al suicidio ed abbiamo denunciato per truffa il governatore della Banca Centrale Europea Wim Duysemberg (con atto depositato il 10 ottobre 2002 presso la Caserma dei Carabinieri di Guardiagrele), adducendo nella motivazione dell’esposto solo “fatti notori”.

Di fronte al notorio il magistrato ha il dovere di promuovere azione penale e se non lo fa è responsabile di omissione di atto d’ufficio. Dopo le denuncie da noi proposte contro i governatori delle banche centrali, se non si promuove azione penale da parte della magistratura competente per i fatti notori esposti, è inutile parlare di “stato di diritto” perché si avrebbe la prova inconfutabile che non è vero che la legge è uguale per tutti.

A confronto dei grandi usurai,la stessa mafia, sarebbe paragonabile ad una “educanda di collegio”.

Se si dovesse infatti determinare l’ammontare della pena per ogni governatore di banca centrale moltiplicando il numero dei morti (le migliaia di suicidi da insolvenza e le centinaia di milioni di morti di fame), sarebbero necessari quintali di carta per trascrivere in ogni sentenza l’espressione numerica dell’ammontare degli anni di carcere da comminare ad ogni governatore, sicché la condanna all’ergastolo (tenuto conto della durata media della vita) dovrebbe essere considerata come una “riduzione della pena”.”

“Gli interpreti della storia moderna credono che lo stato di diritto sia un segno di progresso. Nessuno, dico “nessuno” si è accorto che con l’avvento della carta costituzionale, lo stato ha perso il quarto potere della sovranità monetaria che è stata assunta da una società privata: la banca centrale S.p.A con scopo di lucro.

La più grande truffa della storia si è realizzata infatti con la politica dei piccoli passi.

La Banca d’Inghilterra nel 1694 ha emesso la sterlina-carta convertibile in oro, a richiesta del portatore. In questa prima fase, la banca poteva affermare di essere proprietaria della moneta in quanto proprietaria della riserva e quindi era legittimata ad emettere la moneta prestandola.

Tutte le banche centrali hanno seguito l’esempio della Banca d’Inghilterra ed hanno continuato ad emettere moneta prestandola anche dopo l’abolizione della convertibilità e della stessa riserva (15 agosto 1971 data della estinzione degli Accordi di Bretton Woods) facendo nascere con l’oro-carta il signoraggio bancario, con cui la banca espropria ed indebita i popoli dei valori monetari con un costo iniziale del denaro del 200% oltre gli interessi.

La moneta è stata così trasformata da titolo di credito in titolo di valore convenzionale (analogo al francobollo di antiquariato), con rarità programmata e non più condizionata dalla rarità dell’oro.

Con l’oro-carta e la programmazione della rarità, l’ammontare del debito nasce per un ammontare pari al doppio della moneta emessa ossia nel rapporto di 200 a 100.

I popoli che creano senza costo il valore della moneta per il solo fatto che l’accettano come misura del valore e valore della misura, invece di vedere duplicata, con la propria moneta, la propria ricchezza, sono precipitati nell’angoscia dell’insolvenza ineluttabile.

Con l’avvento delle banche centrali, la sovranità politica è stata privata surrettiziamente della sovranità monetaria trasformata, dalle banche centrali, nella pianificazione dei debiti non dovuti. L’usurocrazia è nata così come privilegio di creare a proprio favore la rendita parassitaria di signoraggio con la raffinata tecnica della truffa che ha trasformato i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro.

Con l’avvento trionfalistico dello stato di diritto e della banca centrale si sono vissuti solo tempi in cui comandano i banchieri.

La definizione data da Ezra Pound per cui i governi sono “camerieri dei banchieri” ci fa capire perché, con lo stato di diritto, è giunta l’epidemia del suicidio per debiti non dovuti in cui “i vivi invidiano i morti” in conformità della profezia della Madonna a Fatima. Ecco perché si impone la necessità storica di attivare il quarto potere costituzionale dello stato, per cui la sovranità monetaria spetta allo stato, ed al popolo la proprietà della moneta come reddito di cittadinanza.

Se non si sostituirà alla moneta nominale, debito del portatore e proprietà della banca, la moneta reale, proprietà del portatore e debito della banca, le nuove generazioni, con l’arbitraria pianificazione dei debiti non dovuti e della rarità monetaria, non avranno altra scelta che quella tra il suicidio e la disperazione.”

“Vi sono delle parole che hanno un tal peso specifico che ci costringono addirittura a rileggere la storia.

Quando Ezra Pound riecheggia il famoso messaggio concepito dal colonnello Jefferson:

“I politici sono camerieri dei banchieri” ci costringe innanzitutto a prenderne atto, in secondo luogo ad evidenziarne le cause.
La ragione di questa clamorosa verità sta nel fatto che la Rivoluzione Francese non si è fermata “alla meta” (secondo la abituale regola), ma ai “tre quarti”. Lo stato di diritto ha considerato, infatti, nel proprio ordine costituzionale, solo i tre poteri: legislativo, giurisdizionale ed esecutivo.

Il quarto potere della sovranità monetaria(Il più importante) se lo sono fagocitato nel silenzio le banche centrali, S.p.A. con scopo di lucro.
Poiché – come insegna l’antica saggezza marchigiana – “li quatrì fa piove l’acqua pe l’in su” (“i soldi fanno piovere l’acqua in salita”) ci si spiega perché le lobbies bancarie hanno assunto il comando di tutti gli stati costituzionali.
Tutti gli storici hanno interpretato i tempi dello stato di diritto come una forma di progresso, addirittura come una conquista di civiltà irrinunciabile spacciando per democrazia, l’usurocrazia.

Nessuno ha avvertito la grave decadenza causata dal fatto che il portatore della moneta era stato surrettiziamente trasformato in debitore dei propri soldi. Ecco perché dobbiamo completare la Rivoluzione Francese: La Sovranità Monetaria va attribuita allo Stato – come Quarto Potere costituzionale – e tolta alla banca centrale. Non è più tollerabile che, in un c.d. stato di diritto, la funzione costituzionale della sovranità monetaria sia esercitata de una S.p.A. con scopo di lucro.

Non è vero che lo stato costituzionale rappresenti un progresso rispetto alle monarchie cattoliche della Vecchia Europa.
I re avevano tutti la sovranità monetaria perché battevano moneta e nessuno poteva essere “cameriere del banchiere”. Sono diventati camerieri solo quando hanno accettato in prestito dalle banche centrali S.p.A. la moneta-debito (c.d. nominale).

L’urlo del “Ca ira” deve tornare sulle piazze, davanti alle sedi della banche centrali e nei Tribunali. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri.”

Se a Tanzi diamo tredici anni quanti dovremmo darne ai banchieri e ai loro camerieri,i politici?

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