IL FUNGO SACRO & LA CROCE di JOHN MARCO ALLEGRO

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LO SAPEVATE CHE LA FIGURA DI CRISTO E’ STATA ANCHE PARAGONATA AD UN EFFETTO ALLUCINOGENO DERIVANTE DALLA AMANITA MUSCARIA (Fungo allucinogeno/Magic Mushroom)?

ESISTONO MISTERI DEL CRISTIANESIMO CHE CELANO ANCHE DEI SEGRETI OCCULTI DI TIPO PSICHEDELICO?

COSA SI NASCONDE DIETRO A QUESTA STORIA?

RIPERCORRIAMO QUESTO “VIAGGIO” NEL LAVORO DI JOHN MARCO ALLEGRO – IL FUNGO SACRO & LA CROCE.

MICHELE P.

John Marco Allegro (Londra, 17 febbraio 1923 – 17 febbraio 1988) è stato un saggista e docente britannico, sfidò le interpretazioni ortodosse dei manoscritti del Mar Morto, della Bibbia e della storia della religione, con libri che attrassero fortemente l’attenzione popolare.

La chiesa cattolica condannò fortemente IL FUNGO SACRO & LA CROCE.

Nonostante ciò grazie ai suoi studi si misero nuovi tasselli a definizione dei legami tra i culti sciamanici e la nascita delle religioni.

Questo suo libro fece molto scalpore.

IL FUNGO SACRO & LA CROCE

Nel 1970 lo scrittore britannico John M. Allegro, ex membro dell’ équipe internazionale che analizzò i manoscritti di Qumran (unico agnostico dell’èquipe, gli altri membri erano di religione cattolica) scrisse un libro intitolato Il fungo sacro e la croce, un ‘opera che suscitò sdegno e indignazione (specialmente nel mondo cristiano) al punto che la stessa casa editrice che l’aveva pubblicato lo ritirò dal commercio scusandosi pubblicamente per aver diffuso un libro del genere.

IL FUNGO SACRO & LA CROCE

Inutile dire che quest’ opera stroncò del tutto la carriera di Allegro, che non solo fu tacciato di blasfemia ma addirittura di pazzia.

Attraverso decifrazione di simboli, analisi etimologiche, studi linguistici e indagini filologiche, Allegro giunse alla conclusione che le origini del Cristianesimo (e anche dello stesso Giudaismo) siano da ricercare nei culti preistorici della fecondità del vicino Oriente antico, strettamente legati alla sessualità e all’utilizzo di sostanze psicotrope.

Secondo Allegro, Gesù in realtà non fu un uomo realmente esistito ma un semplice simbolo creato per celare ai non iniziati la verità esoterica primordiale dei culti della fecondità che erano alla base di tutto.

In realtà “il figlio di Dio” era un fungo allucinogeno (Amanita Muscaria) che gli antichi veneravano per le sue proprietà contenenti il potere divino e per la sua miracolosa facoltà di nascere senza semi (nato da una vergine).

L’Amanita Muscaria rappresentava il Divino manifestatosi sulla terra (Dio fatto carne) e per il mistico era il mezzo per entrare in contatto con il regno di Dio, il Dio della fertilità che garantiva la vita dell’uomo e delle messi.

“Il fungo sacro era la “chiave” o il “chiavistello” che dava accesso al paradiso o all’inferno, duplice riferimento alla sua forma di sbarra terminante in un pomo per aprire le porte, e alla sua facoltà di aprire la strada a nuove ed eccitantie sperienze mistiche.

Chiamare “Satana” l’apostolo è in linea con l’altro titolo di “Cefa”(PIETRO).

Ambedue i nomi essendo di fatto dei giochi di parole sulle denominazioni del fungo, altrove usati per un’altra pianta “bulbo”, cipolla.

Il greco e il latino danno il nome “setanion”, “setania” alla cipolla e il latino ha anche “caepa”, “cepa” per quel vegetale che ha il corrispondente francese in “cèpe” “ceps”, fungo.

Il notissimo gioco di parole in matteo 16:18:

“tu sei Pietro (Petros) e sopra questa pietra (petra) edifichierò la mia chiesa…” può assumere oggi una ben maggiore rilevanza per il culto di un semplice gioco sul titolo di Pietro-Cefa e la parola aramaica cheindica pietra, Kepha.

Il vero interesse di tutto il brano sta nel gioco di parole sul nome del fungo sacro che “Pietro” rappresenta.

Il conferimento di autorità:

“io ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto e tutto ciò che sarà sciolto sulla terra sarà sciolto dei cieli” (Matteo, 16:19) ha le sue basi verbali in un importante nome che i Sumeri davano al fungo:

MASh-BA(LA)G-ANTA-TAB-BA-RI, letto come “Tu sei l’arbitro (quello che permette, autorizza) del regno”.

Grazie ad un gioco su tre o quattro parole aramaiche estratte dal titolo sumerico. Si tratta probabilmente, come per quasi tutte le direttive e omelie, della storia apparente, di una cosa che non ha nessun significato reale.

Meno che mai si può pensare che i membri del culto interpretassero quel brano nel senso che uno di loro avrebbe assunto su di sé l’autorità spirituale indicata dall’interpretazione superficiale del testo.

Soltanto Dio ha la facoltà di “legare” e “sciogliere”, per gli adoratori del sacro fungo, la deità si trova in questo ed offriva ai suoi servi la “chiave” per una nuova e meravigliosa esperienza mistica.

Era questa “rinascita”, come veniva chimata, che rimeteva i debiti del passato e offriva la premessa di un futuro libero dal “peccato” culturale che impediva la comunicazione direta dell’iniziato con Dio.”

(“Il fungo sacro e la croce” di John Allegro, pag. 69)

LA FOTO – Affresco del XII secolo che rappresenta l’Amanita Muscaria come albero del bene e del male, nella chiesa (ora diroccata) di Plaincourault in Francia.

CITAZIONE DA IL FUNGO MAGICO di TOM ROBBINS

L’Amanita muscaria aveva anche un ruolo importante nello sciamanismo nordico.

La nostra parola berserk deriva dai guerrieri norvegesi che venivano assaliti da frenesie violente e distruttive dopo aver ingerito il picchio marziano.

I vichinghi lo mangiavano prima di andare in battaglia (se ne fa cenno anche nei fumetti del Principe Valiant): era questo, ragazzi, che li faceva così feroci.

Si sospetta che anche le streghe medievali usassero questo fungo, perché è risaputo che la stregoneria (bianca) era un’attività psichedelica e che la caccia alle streghe del Medio Evo non era altro che una campagna antidroga seconda soltanto a quella dei nostri giorni per isteria e trappole legali.

Il balsamo di belladonna era l’agente preferito dalle streghe: se lo spalmavano sul corpo nudo così che, quando cavalcavano la scopa, esso veniva spinto nella vulva dove entrava immediatamente in circolo nel sangue.

Alcune streghe andavano così fuori che credevano realmente di volare.

Il mito popolare della scopa volante è un’accurata allegoria del viaggio psichedelico.

Non si sa ancora se la muscaria fosse una delle pietanze base del menù di Halloween, ma moderne congreghe inglesi affermano di sì, e tra loro è d’uso sgranocchiare il fungo durante i riti d’iniziazione.

In termini di impatto storico, i più importanti consumatori del misterioso fungo rosso furono gli antichi seguaci dei culti della fertilità del Medio Oriente e gli ariani di lingua sanscrita che migrarono in India tra il 2000 e il 1500 a.C.

Se queste popolazioni non fossero state così entusiaste del fungo, il Vaticano non sarebbe mai stato costruito, il Gange sarebbe sacro quanto l’East River e Billy Graham sarebbe ancora in North Carolina a vendere macchinette da golf.

Un’altra indicazione della durevole influenza del fungo:

la parola greca kannabis – la nostra cannabis – deriva dall’antica parola gan, che stava a indicare la testa del pene, a cui la giovane amanita assomiglia così tanto.

Quindi la marijuana stessa deve il suo nome al fungo, dato che i blandi effetti
dell’erba ricordavano alla lontana le proprietà ben più potenti della muscaria.

Non è una storia affascinante?

John M. Allegro è un filologo. Vale a dire un tipo che studia e mette in relazione i linguaggi scritti.

Specializzato in lingue antiche, teneva lezioni sul Vecchio Testamento all’Università di Manchester.

È stato il primo britannico selezionato per far parte del team internazionale di studiosi incaricati di analizzare i rotoli del Mar Morto.

Educato per diventare un pastore metodista dedito ai sermoni contro i fumatori di roba, Allegro non è un tipo che si possa sospettare di simpatie ateistiche o psichedeliche.

Ciò nonostante, quattro anni fa ha dato uno scossone alla teologia e alla filologia con l’annuncio che l’origine della religione giudaico-cristiana era da ricercarsi nei culti misterici orgiastici eseguiti da seguaci in preda alle droghe.

Questi culti veneravano un certo fungo sacro, e Allegro è arrivato ad
affermare che Gesù Cristo non era un uomo ma il nome in codice di questo fungo.

Inutile dire che la sua teoria ha avuto un effetto devastante tra gli studiosi tradizionalisti e i preti.

Tutti in un primo momento gli si sono scagliati contro con rabbia, poi hanno finito per ignorarlo con ostinazione.

Così va il mondo.

Ma Allegro, che era arrivato alle sue conclusioni dopo quattordici anni di attente ricerche, non ha mollato e ha dato alle stampe la sua teoria.

La chiave del suo studio è stata l’intuizione del fatto che il sumero, il più antico linguaggio scritto conosciuto, sia direttamente collegato con le lingue semitiche del Vecchio Testamento, l’aramaico e l’ebraico, così come con quelle di origine indoeuropea del Nuovo Testamento, latino e greco.

Il sumero è un ponte linguistico. Nella lingua sumera (che data dal 4000 a.C.) ci sono moltissime terminologie micologiche, impregnate di riferimenti sessuali.

Quando Allegro trovò le stesse parole riferite ai funghi, appena alterate e a volte celate da metafore e giochi di parole, nei testi biblici del Mar Morto, mise insieme due più due ed ebbe lo scandalo.

La parola stessa “cristiano” (dal greco kristionos) dai suoi studi risultò essere derivata da un’espressione erotica sumera, riferita al fungo, “macchiato di seme”.

Se qualcuno avesse una minima conoscenza dei culti legati alla vegetazione, la teoria di Allegro suonerebbe meno sballata di quel che sembra.

Cercate di vederla in questo modo.

Nell’antichità l’umanità era virtualmente nelle mani della natura. La sua dipendenza dalle forze esterne era particolarmente pesante nelle regioni della Terra soggette a scarse precipitazioni, come ad esempio il Medio Oriente: niente pioggia, niente cibo.

Le popolazioni primitive videro il problema in termini di fertilità, o sessualità; bisogna tener presente che allora il sesso era completamente libero da ogni contaminazione morale.

Una tribù non poteva avere futuro se non aveva progenie, così come non ci sarebbe stata caccia se gli animali non continuavano a procreare.

La fertilità era per quella gente un fattore primario e la maggior parte dei
loro riti e della loro magia era indirizzata a provocare lussuria per promuovere la fecondità negli uomini, nelle bestie e nelle piante.

Influenzare i vegetali era la parte più dura.

Voglio dire, come si può fare per far arrapare un fagiolo?

Bene, i primi uomini videro le piante come i bambini della Terra.

La Terra era una specie di grembo, a volte dava frutti, altre volte era completamente sterile.

Lo zampillare della pioggia faceva generare la Terra, così come lo schizzo del seme faceva generare uomini e animali.

Dio si sporgeva dal cielo, dove la punta del suo pene era chiaramente visibile – noi moderni lo chiamiamo Sole.

Quando Dio si univa alla Terra, irrorava i colli e i campi col suo vitale seme-pioggia.

Così, attraverso l’arte, la danza, il canto ed elaborate scopate all’aperto, cercavano di sedurre Dio e Madre Terra affinché ci dessero dentro.

Sforzandosi di guadagnare maggior influenza sulle passioni divine, gli antichi provarono a trovare tracce di Dio sulla Terra.

Essi considerarono sacri i luoghi dove c’era acqua, non solo per il loro ruolo vitale ma perché in essi vedevano i segni dell’eiaculazione celeste.

Ora, tra tutti i bambini di Dio, nessuno come i funghi rispondeva al suo orgasmo così prontamente e drammaticamente.

Saltavano fuori dal terreno nel giro di poche ore dall’irrorazione. E, a differenza delle altre piante, comparivano direttamente – mistero dei misteri – senza l’ausilio di semi.

Inoltre, il fungo era carico di allusioni sessuali.

Si allungava dal terreno come un fallo eccitato. Più tardi, la sua cappella, appiattendosi, assomigliava a una vagina nell’atto di accogliere un pene eretto. Il fungo era insieme cazzo e figa.

Spesso era ricoperto da un muco appiccicoso. Diamine! Aveva anche un odore sexy! (Il letto in cui Billy Pilgrim ebbe una polluzione notturna viene descritto da Kurt Vonnegut jr. odoroso come una cantina piena di funghi).

C’era un fungo con una brillante cappella rossa che in particolar modo rassomigliava al sole-cazzo. E quando qualcuno mangiava quel fungo:

wow! Forza! Estasi!

Colori e suoni assumevano dimensioni extra, gli oggetti parevano allungarsi e restringersi davanti ai suoi occhi.

«Vai a domandarlo ad Alice / io penso che lo sappia.»

Quel fungo riempiva l’essere con lo spirito divino. Senza seme – questo è
straordinario, di nascita vergine – misterioso, santo e potente, l’Amanita muscaria era il figlio di Dio.

Preso da solo, quello che sin qui avete letto farebbe fatica ad andare oltre la pura speculazione.

Allegro però, scavando oltre il significato e il contesto di superficie delle parole bibliche, connettendole con le loro radici sumere, dà vita a una dotta e noppugnabile teoria (di cui non era a conoscenza prima di imparare il sumero): l’Amanita muscaria come entità centrale di un culto ampiamente diffuso.

Allegro sostiene che i riti collegati al culto del fungo fossero strettamente tenuti segreti, principalmente a causa del carattere elitario dei sacerdoti guaritori che li amministravano, poi per l’avversione nutrita nei suoi confronti dai nemici.

A seguito di un’aspra repressione dei culti misterici da parte dei Romani dopo la rivolta degli Ebrei del 66 d.C. (le autorità non potevano tollerare la presenza tra di loro di un mucchio di attivisti mistici fatti di droga) i segreti, «per evitare di essere dimenticati per sempre, dovevano essere trasformati attraverso la scrittura, e qualora fossero stati scoperti non dovevano essere comprensibili».

I seguaci seguirono semplicemente l’esempio del Vecchio Testamento, che secondo quanto riferisce Allegro non è altro che una raccolta di leggende popolari che trasmettono, attraverso fiabe e parabole, informazioni mediche, politiche e occulte, un sacco delle quali hanno a che fare con i funghi.

Imitando quel metodo, gli autori del Nuovo Testamento cercarono di preservare la conoscenza della fede nel fungo, camuffandola nella storia di un rabbino straordinario chiamato Yeshua ben Miriam (alias Gesù).

Che milioni di cristiani non macchiati dal seme se la siano bevuta è una delle supreme ironie della Storia.

Allegro afferma che l’intera Bibbia non è altro che un documento in codice del misticismo legato alla muscaria.

La storia della Resurrezione, ad esempio, è un’allegoria per la rinascita spirituale che segue i rigori di un “viaggio” strippacervello provocato dal fungo.

I dieci comandamenti sono giochi di parole sui due nomi principali del fungo in sumero (Mosh, come Cristo, era una delle sue personificazioni).

Pietro, la pietra su cui Gesù solennemente promise di edificare la sua Chiesa, deriva
dal sumero pitra che significa fungo.

La croce?

Tagliate a metà una muscaria, cappella e gambo, ed esaminatene la forma.

La muscaria nasce da una vulva velata, un cesto coperto: ecco la mangiatoia.

Quell’albero della conoscenza del bene e del male era un fungo, come è dimostrato in un affresco nella cappella dell’Abbazia di Plaincourault, in Francia, che rappresenta vividamente la muscaria come la famigerata mela del giardino dell’Eden.

E così via… Il libro di Allegro, The Sacred Mushroom and the Cross, pubblicato da Doubleday nella collana tascabili Anchor, è pieno di referenze bibliche al fungo. Ogni esempio è suffragato da prove linguistiche.

Al lettore attento non sfuggirà il fatto che alcune conclusioni sono un po’ sballate, la logica dell’autore è spesso presuntuosa; salta da un minuscolo appiglio a conclusioni caleidoscopiche.

“METTETEVI BENE IN MENTE QUESTE PAROLE: IL FIGLIO DELL’UOMO SARA’ DATO NELLE MANI DEGLI UOMINI”.
(LUCA 9:44)

Fonte

2 comments for “IL FUNGO SACRO & LA CROCE di JOHN MARCO ALLEGRO

  1. evaristo
    17 febbraio 2012 at 23:07

    Ho letto questo libro circa 20 anni fa e, noia a parte, mi è parso decisamente demenziale.
    Se si cerca di negare il cristianesimo si possono trovare argomenti migliori e questo mediocre autore ha solo voluto fare una provocazione mal
    riuscita.

  2. Anonimo
    20 luglio 2014 at 20:36

    il riferimento al fungo amanita o altro fungo non deve avere nessun legame con la religione, lessere umano in se stesso deriva dalla famiglia dei funghi,non dalla famiglia delle scimmie.Darvin dedusse la propia opinione personale solo da cualche simiglianza,il fungo è molto piu simile a noi che le scimmie.questa è la mia opinione..gio

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