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La ricorrenza natalizia porta nelle nostre case una nutrita schiera di piante e porzioni vegetali come in nessun’altra occasione.
Dall’abete al calicanto, dall’edera alla pigna, dall’agrifoglio al muschio, dalla poinsethia (stella di Natale) al vischio, è tutto un susseguirsi di immagini vegetali, quasi che, senza queste presenze in casa, il Natale corra il rischio di perdere la sua calda suggestione.

Fra i simboli vegetali natalizi, quello che amo maggiormente è il Vischio o Visco attorno al quale si rinnovano miti, leggende e superstizioni che hanno origini lontane.
E’ una pianta molto particolare ed interessante per il suo comportamento semiparassitario grazie al quale riesce a vivere su alberi dai quali, affondando i suoi organi ‘austori’ nei tessuti degli ospiti, trae acqua e sali minerali.

Il genere Viscum comprende circa settanta specie tutte parassite di piante arboree diffuse sulle terra.
In Italia le uniche specie spontanee sono: il Viscum Album che vive su meli, peri, susini, pioppi, salici, noci, castani ecc., il Viscum Album Abietis specifico dell’abete bianco ed infine il Viscum Album Austriacum parassita dei ginepri, dei pini e dell’abete rosso.

Molte popolazioni europee, asiatiche ed africane, intrecciano intorno al vischio miti e leggende, attribuendo a questo vegetale proprietà soprannaturali e magiche, come quella di scongiurare il pericolo dei fulmini, di esorcizzare gli ossessi, di domare gli incendi, di scacciare gli spiriti maligni, di scoprire fonti d’acqua purissima.
Anche dal punto di vista medico il vischio era considerato come una pianta altamente medicamentosa e, ancora oggi l’erboristeria moderna ce la indica come una pianta”cardiotonica e vasocostrittrice per l’alto tasso di viscotossina e di viscablina contenute nei suoi tessuti.

Come ogni cosa avvolta di mistero, anche questo singolare arbusto, per risultare ‘prodigioso’, deve essere trattato con un certo rituale: non deve essere toccato con oggetti di ferro, non deve essere messo in vaso ma sempre appeso a testa all’in giù e preferibilmente posto nel locale più bello della casa o all’ingresso principale e, naturalmente come tutti sanno, l’usanza più popolare è quella del “bacio augurale” scambiato sotto ad un ramo di vischio appeso ad una trave (ma va bene anche appeso al soffitto o ad una porta).
Chi appende un rametto di vischio spesso non sa di utilizzare un simbolo così conosciuto e ricco di storia e intende solamente ripetere una simpatica usanza.

Anch’io, sicuramente, appenderò un ramo di questa romantica pianta augurando a voi tutti un  Felice Anno !

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