Stampa / Print
Dopo il famoso studio di alcuni anni fa sul rofecoxib e danni cardiaci, ne sono seguiti molti altri. I risultati della più recente meta-analisi sull’argomento confermano e specificano meglio il dato di pericolosità cardiovascolare dell’utilizzo prolungato degli antinfiammatori non steroidei (i FANS) , senza distinzione sostanziale fra quelli tradizionali (che anzi paiono essere meno dannosi) ed i COX-2 inibitori ( Cardiovascular safety of non-steroidal anti-inflammatory drugs: Network meta-analysis) . I ricercatori hanno esaminato i dati di 31 studi condotti su un totale di 116.429 pazienti che avevano ricevuto celecoxib, rofecoxib, etoricoxib, naprossene, ibuprofene, diclofenac o placebo. I risultati dell’analisi hanno mostrato che
il Rofecoxib era associato con il più alto rischio di infarto rispetto al placebo (e agli altri FANS) l’Ibuprofene è stato collegato con il più alto rischio di stroke, aumentato di tre volte rispetto al placebo l’Etoricoxib e Diclofenac sono stati associati con il più alto rischio di morte cardiovascolare, aumentandone il rischio di circa quattro volte rispetto al placebo
il Naprossene sembra essere il meno dannoso dei composti valutati.
Nelle conclusioni viene anche sottolineato che il rischio assoluto di eventi cardiovascolari potrebbe estendersi a tutti i FANS, inclusi anche quelli che non rientrano nell’analisi.

Fonte

Tag

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.