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Non c’è nulla di meglio di una splendida poesia del grande Giovanni Pascoli per inoltrare la primavera che verrà…

(…)Apersi un poco la finestra: udii rugliare in piena due torrenti e un fiume;
e mi parve d’udir due scoppiettìi e di vedere un nereggiar di piume.

O rondinella spersa e solitaria, per questo tempo come sei qui tu ?
Oh! non è questo un temporale estivo col giorno buio e con la rosea sera, sera che par la sera dell’arrivo, tenera e fresca come a primavera,
quando, trovati i vecchi nidi al tetto, li salutava allegra la tribù.

Se n’è partita la tribù, da tanto, tanto, che forse pensano al ritorno,
tanto che forse già provano il canto che canteranno all’alba di quel giorno: sognano l’alba di San Benedetto nel lontano Baghirmi e nel Bornù.

E chiudo i vetri. Il freddo mi percuote, L’acqua mi sferza, mi respinge il vento. Non più gli scoppiettìi, ma le remote voci dei fiumi, ma sgrondare io sento sempre più l’acqua, rotolare il tuono, il vento alzare ogni minuto più.(…)

Nel post di inizio settimana intitolato il “Il tempo degli avvoltoi” ho scritto … “Poi sarà il momento di incominciare a pensare alla primavera, una primavera intensa, una primavera dove probabilmente non basterà rifugiarsi sulla riva del fiume. In molti credono e suggeriscono che la massa di liquidità esistente sui mercati spegnerà qualsiasi incendio, ma se date un’occhiata alla storia non sempre è stato cosi specialmente …

Nella sostanza “Cash is King!” Secondo quanto scrive , Bloomberg Bill Gross ,

Bill Gross a capo del più grande fondo di investimento obbligazionario al mondo, sembra avere eliminato ogni traccia di titoli di stato americani per andare a cercare fortuna nei cosidetti paesi emergenti, il futuro dell’economia mondiale. A febbraio il buon Gross ha azzerato la componente obbligazionaria nel suo fondo, quantuplicando la componente liquida del suo portafoglio salita dal 5 al 23 %. Tassi troppo bassi per sostenere la prossima ondata di debito pubblico americano, sostiene Gross, che prevede di tornare quando i rendimenti saliranno a livelli interessanti.

Secondo lui, nessuna terza tornata di quantitative easing alla fine di giugno, ma ho idea che visto i rischi di una recessione mondiale nel secondo trimestre dell’anno, gli innamorati della liquidità non tarderanno a farsi sentire dichiarando al mondo il loro amore per il rischio sistemico.

Torno a ripetere per l’ennesima volta che a questi prezzi oggi i mercati azionari americani sembrano scontare un rendimento medio annuo del 3,25 % come sottolinea spesso John Hussman, un gioco che non vale la candela dell’ansia e della paura di un nuovo collasso dei mercati visto che ormai questa è un’economia e una finanza di bolle.

Mike Shedlock ci da ben sei buone ragioni per sorridere alle dichiarazioni di Bill Gross che in fondo anche se gestisce il più grande fondo obbligazionario al mondo non è poi cosi infallibile come si crede. Anche il nostro Nicholas Nassim Taleb, sono due anni che scommette sull’arrivo dell’iperinflazione, ma in fondo i lettori di Icebergfinanza sanno bene come la pensiamo.

Primo, quello di Gross non è certo un addio ma solo un arrivederci, che non tarderà a concretizzarsi. Secondo il pensiero sulla fine della leggenda delle obbligazioni dopo la fine del QE2 è talmente unilaterale che come spesso accade, sarà affascinante osservare la forza di questa magica ripresa mondiale.

…La Cina ha registrato così il suo primo deficit commerciale in 11 mesi, pari a 7,3 miliardi di dollari. Si tratta di una situazione insolita per l’economia cinese che proprio sulla sua capacità di esportare ha costruito la sua forza…

Sorpresa… ma si sa questa volta non è la neve ne la luna ma la colpa è del capodanno lunare da festeggiare e dell’alto costo delle materie prime.

Sarà affascinante attendere le prossime trimestrali americane, osservare i margini senza limiti delle aziende americane. quanto di questa follia saranno in grado di trasmettere al consumatore finale o se saranno costrette a tagliare ancora investimenti e occupazione.

Inoltre mentre in California i prezzi della benzina alla pompa stanno superando la fatidica soglia del dolore dei 4 dollari al gallone, in America, si stanno accorgendo di quanto male può fare la speculazione sul petrolio, speculazione che non appena sente profumo di recessione, scappa dai barili di carta facendo scendere il prezzo.

Il deficit commerciale degli Stati Uniti d’America si è allargato in gennaio, raggiungendo quota 46,3 miliardi di dollari, il 15,1% in più rispetto al mese precedente. Lo ha comunicato oggi il Dipartimento del Commercio. E’ il deficit più ampio dal mese di giugno del 2010. Le attese degli analisti erano per un deficit inferiore, di 41,5 miliardi di dollari. Le importazioni sono aumentate del 5,2%, la crescita maggiore dal mese di marzo del 1993. Le esportazioni sono aumentate del 2,7%. Il deficit commerciale con la Cina è salito a 23,2 miliardi, dai 18,3 fatti registrare nello stesso mese del 2010 …

Ovvio che i prezzi del petrolio hanno avuto una parte da leone nell’esplosione del deficit commerciale americano.

Proseguendo secondo Mike, il dollaro USA è più vicino ad un bottom e qualsiasi rimbalzo potrebbe eliminare ogni vantaggio che consigli di investire nelle obbligazioni del mercato emergente.

Inoltre il quadro macroeconomico globale si sta notevolmente indebolendo con il surriscaldamento cinese, le nuove misure di austerity americane e la crisi del debito sovrano europea nel bel mezzo di un nuovo shock petrolifero con notevoli rischio in materia di cambio.

Per ultimo ma non per questo meno importante le minacce di aumento di tassi della banca centrale europea hanno rinvigorito l’euro, ma con sullo sfondo una nuova tempesta perfetta, sarà interessante osservare dove troveranno il coraggio per farlo, quando all’improvviso il fantasma di quanto avvenne nel 2008 tornerà ad aleggiare sull’economia mondiale.
..-
………,, facendo Secondo Corelogic in febbraio i prezzi delle case sono scesi di un sensibile 2,5 % , raggiungendo il punto più basso dall’inizio della depressione immobiliare, il che è tutto dire nonostante la dose imponente di stimoli governativi.

E allora sarà affascinante ascoltare i profeti dell’ormai leggendario al lupo al lupo in riferimento alla dissoluzione del dollaro come moneta rifugio.

I menestrelli di questa meravigliosa ripresa mondiale drogata da un sistema che ha utilizzato le stesse dinamiche che ci hanno portatpo alla madre di tutte le crisi, non abbandoneranno tanto facilmente l’idea di riuscere a convincere anche l’ultimo giapponese sperduto su una deserta isola tropicale. Non subito però loro non abbandoneranno mai l’idea di lasciare il loro giocattolo, ci proveranno sino alla fine.

Ma all’orizzonte, dopo la leggendaria tarda primavera del 2009, sembra apparire una nuova primavera, probabilmente una nuova consapevolezza a proposito di un sistema che tra orge di debiti e socializzazione delle perdite sta per affrontare la sua realtà.

E chiudo i vetri. Il freddo mi percuote, L’acqua mi sferza, mi respinge il vento. Non più gli scoppiettìi, ma le remote voci dei fiumi, ma sgrondare io sento sempre più l’acqua, rotolare il tuono, il vento alzare ogni minuto più.(…)

Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (2)

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