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Frankpro
Mentre qualcuno sta tentando di pisciare sul sole con l’intento di spegnerlo, ancora si dibatte sulla “sicurezza nucleare”, quando risulta ormai chiaro che il massimo che si può fare per arginare una fusione in atto è gettarci sopra dell’acqua.

Parlando di stranezze, cominciamo col dire che di cose strane se ne sono notate molte già in partenza. Una stranezza riguarda il fatto che si siano costruite delle centrali nucleari proprio davanti al mare.

Sarà pure romantico per qualche coppia di tecnici innamorati nell’ora di pranzo, ma lo è un pò meno allorchè si presenti un maremoto. E qui di maremoti ce ne sono di frequente: oserei dire più maremoti che tecnici nucleari innamorati.

Rainer Kind, sismologo del centro per le ricerche geologiche di Potsdam, con cui siamo stati in contatto in questi giorni, ci ha spiegato quanto segue, facendo il raffronto tra il sisma di Sumatra e quello del Giappone.

A Sumatra la rottura si distribuì equamente su una zona di un migliaio di chilometri nel corso di una decina di minuti, e le scosse di assestamento si distribuirono poi sulla stessa area dell’evento iniziale. In quella occasione non ebbe luogo alcun precursore sismico.
Nell’evento del Giappone invece la rottura iniziale di Honsu non si è propagata di molto nei primi 90 secondi. Dopodiché la stessa è andata propagandosi per circa un minuto in direzione sud, fino a ben 100 km dal punto iniziale. L’area delle scosse di assestamento in Giappone è stata molto più estesa rispetto all’area di partenza del sisma. In particolare, come detto, in direzione sud.
Inoltre l’evento nipponico ha fatto registrare rispetto a Sumatra un forte precursore, identificato dopo lo stesso evento, ha tenuto a precisare il sismologo.
Nell’ambito delle particolarità segnaliamo un fatto che ha richiamato alla mente le teorie del Bendandi; il giorno precedente il sisma dell’11 marzo ha avuto luogo il primo grande brillamento solare di classe X dopo anni di ‘latenza.’
E il brillamento ha portato una immissione di massa coronale nello spazio tra terra e sole, influendo sul campo elettromagnetico del pianeta.
Qualcuno ci saprà dire, un domani, se un evento del genere possa influire sugli equilibri geologici, oppure se ciascuno di questi fenomeni fisici debba essere necessariamente interpretato solo nell’ambito del ramo scientifico cui fa capo.
Altro elemento da segnalare è un articolo ricomparso in rete proprio in questi giorni, in cui si afferma che:
“Nel 1974 il Dottor Matsushita, scienziato del National Center of Atmosferic Research, scoprì che dopo i test nucleari effettuati per fini scientifici e militari la ionosfera e il campo magnetico terrestre venivano disturbati per un periodo da dieci giorni a due settimane, portando addirittura ad oscillazioni dei poli terrestri.”
Ed in effetti il giorno precedente il grande terremoto giapponese ha avuto luogo un lancio, da parte del Pakistan, di un missile nucleare a corto raggio chiamato Hataf-2. Un missile che potrebbe aver fatto da innesco all’evento di cui sopra.
Per chiudere la carrellata citiamo un articolo redatto dal canalizzato Matthew Ward. In brevissima sintesi secondo Ward il vertice degli Illuminati avrebbe tentato di segar via l’intero Giappone, ma le entità che ci proteggono nella Galassia gli avrebbero “soffiato sulle miccette” al momento giusto, impedendogli così di realizzare i loro propositi.
Mentre sulla costa occidentale degli Stati Uniti è cominciata la caccia allo ioduro di potassio, sembra evidente che – pure a livello collettivo – continuiamo a camminare sulla spiacevole “linea di minima resistenza*”. In altre parole: finchè non ci s’incendia casa, non vale la pena di spegnere il gas.
* è il riferimento al post: “Tre Domande Strane”

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