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I fumatori hanno un rischio aumentato di ammalarsi di sclerosi multipla. In particolare sembra che i fumatori abbiano un aumento del rischio di sviluppare la malattia notevolmente aumentato, 42 per cento in più rispetto ai non fumatori. Esiste infatti una una correlazione positiva tra la durata dell’abitudine al fumo e il numero di sigarette giornaliere e l’aumento del rischio di sviluppare la malattia.  A dirlo e’ uno studio pubblicato su Archives of Neurology firmato da un team internazionale guidato dal Hao Wang della Harvard School of Public Health di Boston e firmato anche da due esperti italiani: Giancarlo Logroscino del dipartimento dei neurologia dell’Universita’ di Bari e Alberto Ascherio del dipartimento di epidemiologia e nutrizione della Harvard School. I ricercatori hanno analizzato i dati provenienti da cinque diversi studi a lungo termine, con follow up tra i 7 e i 28 anni ,  che hanno riguardato piu’ di un milione di soggetti, 832 dei quali con diagnosi di SLA, un numero considerevole per una patologie che viene comunque annoverata tra quelle rare. Questi pazienti erano divisi in 562 uomini e 556 donne. i fumatori mostravano un aumento del rischio di sviluppare la malattia di circa il 42 per cento. Inoltre e’ stata notata una correlazione positiva tra la durata dell’abitudine al fumo e il numero di sigarette giornaliere e l’aumento del rischio di sviluppare la malattia. In poche parole piu’ i pazienti erano forti fumatori e lo erano stati piu’ a lungo, piu’ aumentava il rischio. In particolare questo aumenterebbe del 9 per cento per ogni 10 anni passati da fumatori e di un altro 10 per cento per ogni 10 sigarette in piu’ al giorno: in sostanza fumare un pacchetto (20 sigarette) o mezzo (10 sigarette) farebbe crescere il rischio del 10 per cento.Secondo gli autori l’effetto potrebbe essere una conseguenza dello stress ossidativi causato dal fumo (dal tabacco ma anche e forse soprattutto da altri componenti presenti nelle sigarette o derivante dalla combustione, come la formaldeide), e il fatto che le sostanze presenti nel fumo generano radicali liberi. Occorreranno ulteriori studi per chiarire meglio questo aspetto.

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