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Nel 1992 l'Italia entrò in crisi finanziaria, una crisi molto più grave di quella attuale, perché era diventato evidente che lo Stato non era in grado di mantenere le pazze promesse di spesa che erano state fatte per comprare i voti degli italiani a debito. Una delle conseguenze fu la riforma delle pensioni.

 

Il sistema pensionistico precedente era basato sulla riforma Bradolini del 1970, che aveva istituito uno schema di Ponzi: chi andava in pensione poteva farlo con i soldi della futura generazione, quindi senza necessità di mettere da parte un capitale previdenziale. Questo permise ad un'intera generazione di italiani di andare in pensione emettendo pagherò a danno delle generazioni successive, creando uno dei sistemi più iniqui che si possano immaginare.

 

Quello che divenne poi evidente con gli anni – in cui si andarono a sommare varie altre forme di sprechi per comprare ancora più voti – era che il sistema era finanziariamente insostenibile, e sempre più costoso per le nuove generazioni. C'erano dunque due problemi: garantire la sopravvivenza finanziaria dello Stato Italiano, e garantire alle nuove generazioni la possibilità di mettere da parte un capitale previdenziale senza venire spennati dal sistema previdenziale precedente.

 

La classe politica del 1992 decise di risolvere il problema. Quale dei due? La sopravvivenza finanziaria dello Stato, ovviamente: se fosse fallito, la mediocre classe dirigente di questo sfortunato Paese avrebbe perso la gallina dalle uova d'oro. Dei giovani, ovviamente, se ne sono sbattuti il cazzo.

 

Cari concittadini, per i nostri politici siete carne da cannone e basta. Sveglia! Non c'è differenza alcuna tra lo Stato Italiano e un esercito straniero occupante!
Pubblicato da Libertarian | Commenti
Tag: politica interna, giustizia sociale

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