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Ti aspetto per cena. Che cosa indosserò questa sera? Un abito sgargiante oppure uno sobrio? Cercherò di sedurti col cibo o basteranno cinque gocce di profumo? Farò in modo che solo tu possa intendermi. E saremo felici entrambi.
Pensieri di un fiore che ha in mente una sola cosa: scegliere il giusto partner per farsi fecondare. Petali, ma anche sepali, brattee, filamenti, antere, pistilli… assumono le forme e i colori più vari (è la funzione vessillare) per attrarre l’impollinatore d’elezione, assistiti oppure no dal profumo – mentre la ricompensa verrà dopo, per lo più in forma di nettare o polline.
L’interdipendenza è il risultato di un processo di coevoluzione tra la pianta e l’animale pronubo (per le anemofile e le rare igrofile ovviamente la questione è diversa – delle cleistogame manco si parla, per la troppa autoimpollinazione saranno tutte cieche). Insetti? Uccelli? O mammiferi, come accade per alcuni cactus da fiori ampi e candidi che si aprono durante la notte in attesa dell’amato chirottero?
E poi quale insetto? Ditteri, imenotteri, lepidotteri, coleotteri… la forma del fiore si adatta alla forma dell’apparato boccale e alle abitudini del pronubo – e viceversa. Bastano pochi cambiamenti perché alcuni siano esclusi a favore di altri.
Esempi di strategie diverse di “adescamento” vengono dal genere Lonicera, rappresentato in tutto l’emisfero settentrionale con circa 180 specie distribuite in Asia, America settentrionale, Europa e Africa settentrionale (ben 57, di cui 23 endemiche, crescono in Cina). La distribuzione così ampia ha favorito la differenziazione all’interno del genere; la variabilità dei caratteri secondari (e non solo), da popolazione a popolazione se non da pianta a pianta, è grande e rendono difficoltose per i botanici la classificazione e la determinazione delle specie. The Plant List, riguardo al genere Lonicera, ne enumera 526; di queste solo 108 sono accertate, mentre 105 risultano sinonimi e 313 mancano finora di una prova dell’avvenuta valutazione al momento della pubblicazione (in sintesi: giudizio sospeso).
Situazioni climatiche e pedologiche diverse incontrate nell’espansione geografica inducono le popolazioni a differenziarsi, fino alla costituzione di nuove specie; l’adattamento è soprattutto a carico di fusto, foglie eccetera; mentre le caratteristiche del fiore mutano in relazione ai potenziali impollinatori che frequentano lo stesso habitat in cui le piante si trovano a crescere.
Tra le Lonicera troviamo cespugli alti tra uno e due metri e alcune liane, alle quali appartiene la maggioranza delle varietà coltivate come ornamentali. Vivono per lo più ai margini o nelle schiarite dei boschi.
In primavera, periodo di fioritura di molte Lonicera cespugliose, questi ambienti sono frequentati soprattutto da ditteri e da alcuni imenotteri.
I fiori delle specie cespugliose minuti, dalla corolla breve, e chiari (tutte le varianti del bianco e poi anche giallo pallido o rosa chiaro), in modo da essere visibili nella penombra; talvolta molto profumati, come accade nel caso di Lonicera fragrantissima (foto sotto), destinata ai primi insetti che riprendono l’attività dopo la stasi invernale. Alcune specie mostrano fiori colorati, dal porpora al vinaccia al bruno. Sfumature improbabili nel sottobosco? Dobbiamo ricordare che la visione dei colori da parte degli insetti differisce dalla nostra. Ciechi ad alcune frequenze e sensibili ad altre (si pensi alle api) gli insetti percepiscono soprattutto i contrasti di tono, e un fiore per noi uniforme può apparire tracciato come una pista d’atterraggio.

Lonicera fragrantissima

Simulazioni dell’entomo-visione qui e qui.
La fioritura delle specie lianose di Lonicera, invece, è spostata verso l’estate, quando è maggiore il numero degli insetti in attività. La flora cinese comprende 13 specie, nelle quali il colore dei fiori va dal bianco puro al giallo isabella, talvolta con sfumature porpora all’esterno (come in Lonicera japonica var. chinensis), con l’eccezione di una varietà di Lonicera acuminata, conosciuta anche come specie a sé stante (L. henryi), con corolla dal giallo bruno al vinaccia, e di Lonicera tragophylla, dai toni giallo-arancio. Nei caprifogli il bianco spesso vira al giallo qualche tempo dopo la fioritura. I fiori sono imbutiformi, allungati (quelli di Lonicera hildebrandiana raggiungono i 12 centimetri), profumati in quasi tutte le specie (fa ancora eccezione Lonicera tragophylla).
In Italia secondo il Pignatti (Flora d’Italia, 1982) le specie spontanee sono nove, di cui quattro con portamento rampicante: Lonicera implexa, Lonicera caprifolium, Lonicera etrusca, Lonicera periclymenum. Tutte mostrano fiori tubulosi, prima bianco avorio poi giallo pallido, all’esterno sfumati di rosa anche molto carico, intensamente profumati (solo in L. etrusca il profumo è leggero).
A chi saranno rivolte così tante grazie? Il nettare, posto in fondo a una corolla lunga e stretta, è disponibile solo per chi possieda un apparato boccale adeguato: non occorre essere novelli Darwin per ricordare la spirotromba dei lepidotteri. Se poi consideriamo il colore chiaro dei fiori e il fatto che il profumo si fa più forte dopo il tramonto (l’ho verificato per le specie italiane e per alcune specie orientali), concludiamo facilmente che gli amori segreti dei caprifogli appartengono alla famiglia delle sfingidi (le “farfalle crepuscolari” che tanto piacevano al Pascoli, come ben si sa).
Il posto che sul Vecchio Continente appartiene alle sfingi, in America è conteso dai colibrì; i caprifogli si adeguano alle caratteristiche di questi nuovi partner e modificano l’aspetto dei fiori. Gli uccelli in genere hanno la vista molto sviluppata, al contrario dell’odorato; i colibrì, diurni, sono dunque attratti dai colori brillanti e caldi, che contrastino con il fogliame, più che dal profumo. Le specie rampicanti di Lonicera che sovrappongono almeno in parte il proprio areale con quello dei colibrì (come L. sempervirens, a sud-est, e le vicarianti L. ciliosa e L. arizonica, a ovest, lungo le rotte migratorie) hanno corolle affusolate, rosso arancioni, a simmetria quasi raggiata più che bilaterale e dunque prive del labbro inferiore su cui gli insetti (non le sfingi) si appoggiano nelle specie europee; il profumo è assente. La lunghezza della corolla è “calcolata” esattamente sulla lunghezza del becco – e della lingua – dei colibrì, che per suggere il nettare sono costretti a infilare il capo nella corolla stessa venendo così in contatto con antere e stigma compiendo l’impollinazione.
Tuttavia, specializzarsi su un partner non significa necessariamente escludere gli altri; in Europa i caprifogli sono visitati dai bombi più grandi come dalle sfingi, così come in America sfingi e colibrì si nutrono sulle medesime specie – in orari diversi.
(Per gli esemplari di caprifoglio americano coltivati in Europa gli impollinatori scarseggiano – ma perché sprecare tanto buon nettare? Ecco che alcuni bombi e le xilocope hanno imparato a forare la base del fiore per procurarsi il pasto) .
Ancora, le combinazioni sono numerose: corolla corta e colorata, corolla tubulosa e profumata eccetera; si osservano tendenze, non si possono però stabilire regole, poiché l’insieme delle relazioni tra “impollinatori e impollinati” è naturalmente fluido, in costante cambiamento e procede per tentativi. È l’evoluzione, bellezza!
(Nel prossimo post un excursus tra le principali varietà in coltivazione)
(Parlare di fiori, in giorni come questi, continua ad avere senso? Per me sì, come occasione di conoscenza e dunque come forma di resistenza – ma ovviamente è un’opinione molto di parte: cos’altro potrei fare? Giardinante sono!)
(E mi sembra che abbia più senso che dichiarare arbitrariamente il Pantone 18-2120 Honeysuckle colore dell’anno, promettendo una vita, addirittura un mondo migliori (Courageous. Confident. Vital. A brave new color, for a brave new world. Let the bold spirit of Honeysuckle infuse you, lift you and carry you through the year) e avere pure un seguito di entusiasti che vi adegueranno i propri Wedding Apparel! Paint! Visa Card! Fashion! Home Interiors! Packaging! Insensato anche perché si fanno dichiarazioni errate come questa: In fact, this color, not the sweet fragrance of the flower blossoms for which it was named, is what attracts hummingbirds to nectar. Errata perché pure i colibrì percepiscono i profumi; i caprifogli che li attraggono sono rosso-arancioni; il rosa caprifoglio, nei caprifogli, è accessorio – salvo eccezioni: Lonicera hispidula).
Note:

Si diceva che Lonicera è un genere dalla tassonomia incerta; lo si scopre appena si confrontano i nomi delle specie riportate sulla Flora d’Italia o dall’Usda con gli elenchi di The Plant List (che per altro non ha ancora terminato il lavoro prefissatosi). Anche se tanta sottigliezza botanica è eccessiva in questo blog, riporto qui sotto una tabella comparativa parziale.

Specie rampicanti cinesi:

Lonicera japonica Thunb.
Lonicera acuminata Wallich (Lonicera henryi Hemsl. è un sinonimo di Lonicera acuminata var. acuminata)
Lonicera ferruginea Rehder
Lonicera macrantha (D. Don) Sprengel
Lonicera similis Hemsley
Lonicera confusa DC.
Lonicera hypoglauca Miquel
Lonicera reticulata Champion
Lonicera longiflora (Lindley) DC.
Lonicera hildebrandiana Collett & Hemsley
Lonicera bournei Hemsley
Lonicera subaequalis Rehder
Lonicera yunnanensis Franchet ( non L. ligustrina ssp. yunnanensis sin. L. nitida)
Lonicera tragophylla Hemsley

Tutti classificati come accepted name da The Plant List, tranne Lonicera reticulata, sinonimo di Lonicera rhytidophylla Hand.-Mazz.

Specie rampicanti italiane secondo il Pignatti:

Lonicera implexa Aiton – unresolved name
Lonicera caprifolium L. (Lonicera caprifolia L. secondo The Plant List, e questa accepted name)
Lonicera etrusca Santi – non riportato su The Plant List; presente invece Lonicera hetrusca Host. come unresolved name
Lonicera periclymenum L. – unresolved name (anche L. p Lour. e L. p. Gouan)
 
Specie rampicanti americane secondo l’USDA:

Lonicera albiflora Torr.
Lonicera arizonica Rehder – unresolved name
Lonicera ciliosa (Pursh) Poir. ex DC. – unresolved name
Lonicera dioica L. – unresolved name
Lonicera flava Sims
Lonicera hirsuta Eaton – unresolved name
Lonicera hispidula (Lindl.) Douglas ex Torr. & A. Gray – unresolved name
Lonicera interrupta Benth. – sinonimo di Caprifolium interruptum Greene
Lonicera reticulata Raf. – sinonimo di Lonicera rhytidophylla Hand.-Mazz.
Lonicera sempervirens L.
Lonicera subspicata Hook.

Fonte

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