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Quanto ampiamente denunciato da anni da decine di organizzazioni colombiane ed internazionali di difesa dei diritti umani, viene oggi alla luce inequivocabilmente: la cosiddetta legge di “Giustizia e Pace” voluta dal narco ex-presidente Uribe nel 2005, che prevedeva una presunta graduale smobilitazione dei paramilitari delle AUC, si è rivelata essere una mossa funzionale alla propaganda di regime, con tre obiettivi: sbandierare fasulli risultati nel quadro di una presunta “politica di pace”, il riciclaggio di oltre 10 miliardi di dollari accumulati col terrore dal narcoparamilitarismo e la riconversione organizzativa delle AUC, che oggi si denominano “Aquile Nere”, “Rastrojos”, ecc., e che Santos chiama eufemisticamente “Bacrim” (Bande Criminali). Anche il regime ha dovuto ammettere l’esistenza di 21 “nuovi” gruppi paramilitari composti da almeno 4000 unità.
Da un cablo pubblicato da Wikileaks, emergono inoltre le dichiarazioni dei paramilitari (appartenenti alla “cupola” delle AUC) Carlos Mario Jiménez, alias ‘Macaco’, Freddy Rendón, alias ‘El Alemán’, e Rodrigo Tovar, alias ‘Jorge 40’, che confermano l’esistenza di un previo accordo con il narcogoverno di Uribe.
L’evidenza del mantenimento delle attività criminali del paramilitarismo di Stato emerge anche in un cablo diplomatico inviato dall’ambasciata degli Stati Uniti in Colombia nel 2007, in cui si precisa che la maggior parte dei leaders dei nuovi gruppi sono ex paramilitari di livello medio, senza una provata preparazione ideologica, ma ben armati e supportati da ex membri dei blocchi delle AUC. Inoltre, un ufficiale della Brigata XVII dell’Esercito ha riconosciuto -e confermato all’Ambasciata degli Stati Uniti- che almeno 250 membri dei “nuovi” gruppi paramilitari in Urabá hanno già esperienze come militari.
Parapolitica, massacri, narcotraffico, annientamento degli oppositori, guerra sporca contro il popolo e blindatura a ferro e fuoco delle aree depredate dalle multinazionali sono, in Colombia, i tentacoli della piovra mafiosa e paramilitare che governa il Paese.


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