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Una buona notizia per la ricerca Italiana, e per i tanti pazienti affetti da Sla , una patologia ormai tristemente nota. Arrivano a circa 2,5 milioni i finanziamenti per la ricerca italiana sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica. A stanziarli è AriSLA, l’Agenzia di ricerca per la SLA, che con il suo secondo bando di concorso ha finanziato otto nuovi progetti.
I progetti vincitori arrivano da gruppi di ricerca distribuiti su tutto il territorio nazionale: dalla Puglia alla Lombardia, passando per il Lazio, la Toscana e il Friuli Venezia Giulia.
EPOSS (Giuseppe Lauria – Fondazione “Carlo Besta” Istituto Neurologico di Milano) – Questo studio sperimenta l’Epo, una proteina tradizionalmente nota come dopante, che potrebbe diventare uno strumento importante nella terapia per il trattamento della Sla.I progetti sono risultati essere i più promettenti tra 80 proposte, presentate da più di 160 ricercatori. Con il bando 2010 AriSLA si è posta due obiettivi: finanziare studi che possano contribuire a chiarire l’origine della malattia e sostenere progetti che mirano ad individuare possibili strumenti diagnostici e terapeutici. La SLA, infatti, è una malattia per cui non si conoscono le cause e non esistono ad oggi né test per diagnosticarla precocemente, né terapie che possano rallentarne sensibilmente la progressione.
iPSALS (Giacomo Comi – Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze Neurologiche) – Studio sull’efficacia del trapianto di cellule neurali staminali, comprese le cellule derivate dai pazienti con Sla familiare e sporadica, nei modelli animali della Sla.
ALSMND TDP – 43 (Fabian Feiguin – Icgeb Centro Internazionale per Ingegneria Genetica e Biotecnologia di Trieste) – Attraverso lo studio dei moscerini della frutta il progetto mira ad identificare le molecole e i meccanismi che provocano la Sla, in particolare concentrandosi sulla Tdp – 43, una delle principali proteine implicate nella progressione della malattia.
TDP43-ASSEMBLY (Fabrizio Chiti – Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Scienze Biochimiche) – Studio sul processo di aggregazione della proteina TDP-43, un meccanismo che si sospetta essere tra le principali cause della degenerazione dei neuroni, che provoca la perdita delle funzioni prima motorie, poi vitali dei malati.
REDISALS (Graziano Pesole – Cnr – Ibbe Istituto di Biomembrane e Bioenergetica di Bari) – Attraverso una piattaforma informatica di nuova generazione il progetto porterà alla “mappatura” dei meccanismi di alterazione di RNA, implicati nella SLA, per identificare nuovi biomarcatori.
PETALS II (Piero Salvadori – Cnr Istituto di Fisiologia Clinica di Pisa) – Lo studio ha l’obiettivo di individuare nuove molecole che fungano da “spie” per diagnosticare precocemente la Sla attraverso l’utilizzo della tecnica di medicina nucleare Pet (Positron Emission Tomography).
MiRALS (Silvia Barabino – Università di Milano Bicocca, Dipartimento di biotecnologie e bioscienze) –Si focalizza sui microRNA, piccole RNA (molecola coinvolta nell’espressione della produzione genica e delle proteine) per approfondire i meccanismi cellulari che causano la Sla.
HMGB1 and ALS (Capogrossi Colognesi Maurizio – Provincia Italiana Cfic, Istituto Dermopatico dell’Immacolata Irccs) – Oggetto dello studio è la proteina HMGB1. Questa proteina è stata studiata fino ad oggi prevalentemente nel cuore, dove si è scoperto che ha il potere di riparare i tessuti danneggiati. Studi preliminari suggeriscono il suo potenziale di utilizzo nel promuovere la sopravvivenza e riparare i danni neuronali, potrebbe quindi rivelarsi uno strumento per contrastare i sintomi della Sla.
A selezionare i vincitori un Comitato scientifico composto da 40 esperti mondiali che si sono avvalsi di un processo di valutazione di peer review: una metodologia, garanzia di trasparenza e oggettività, grazie alla quale le proposte sono giudicate da altri ricercatori, esperti nella materia.

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