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Un argomento che continua a suscitare polemiche e dibattiti nel mondo politico, scientifico, e non solo. Dopo quasi due anni dal primo via libera del Senato e una settantina di sedute in commissione Affari Sociali alla Camera, il ddl sul testamento biologico approda oggi nell’Aula di Montecitorio. Il voto finale è slittato all’inizio di aprile, quindi ci sarà tempo per emendamenti e “strategie” parlamentari, ma già a poche ore dall’avvio del dibattito si assiste a una sorta di “tutti contro tutti”. E i nodi su cui più alto è il livello dello scontro restano quelli dell’obbligo di alimentazione e idratazione del paziente, e la relazione col medico, che non è vincolato a seguire le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat). La maggioranza va avanti, decisa a portare a casa il provvedimento per evitare altre “derive” della magistratura. Ma anche se il fronte è compatto sulla “difesa della vita”, non sono pochi i distinguo che si sono levati nelle ultime settimane, sull’opportunità di una legge. Il testo che la Camera si appresta a esaminare è stato modificato rispetto a quello del Senato, e dovrà dunque tornare a Palazzo Madama per il via libera definitivo. Ecco i punti principali del provvedimento:
Alimentazione e idratazione: il testo prevede che non possano mai essere sospese, perché considerate “sostegno vitale” e non “terapie”, tranne quando «non più efficaci o non adeguati alle condizioni di vita del paziente».
Dat: sono dichiarazioni anticipate di trattamento del paziente in previsione di una futura perdita della capacità di intendere e volere. Prevedono la nomina di un fiduciario. Non sono obbligatorie e durano cinque anni; non sono vincolanti.
Medico: non è obbligato a seguire le Dat, ma le valuta «in scienza e coscienza». In caso di controversia col fiduciario, si avvarrà del giudizio di un collegio medico, anche questo non vincolante (altra modifica introdotta).
Aspettiamo l’evolversi del dibattito.

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