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Importante progetto pilota, che potrebbe risolvere , almeno parzialmente, la cronica carenza di organi . Ottanta cuori in più all’anno da trapiantare, un abbattimento delle liste d’attesa, oggi ferme a 2-3 anni, del 15%, un aumento del numero assoluto dei trapianti di cuore dagli attuali 330-350 a oltre 400. È lo scenario che in pochi mesi si potrebbe verificare con la diffusione sul territorio nazionale dell’arruolamento tra i donatori, degli over 55enni. Il processo è stato sperimentato in Emilia Romagna e Toscana, dove è stato realizzato un progetto pilota di 5 anni. Oggi la procedura, presentata al Cnr, è «pronta a coinvolgere tutti gli ospedali in cui ci sia una cardiologia e una rianimazione», ha affermato Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti. Il progetto realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr di Pisa, ha ricevuto nell’autunno del 2010 un grant da 350mila euro dal Ministero della Salute e il via libera dal comitato etico del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. La procedura prevede che il cuore dei donatori over 55, (l’età media si è spostata in 5 anni da 50 a 55 anni), «nelle sei ore di osservazione» sottolinea Tonino Bombardini, coordinatore scientifico del progetto Adonhers (Aged dono heart rescue by stress echo) «viene sottoposto a esami, come ecocardiografia basale e coronografia. Ma questi esami potrebbero non rilevare deficit della funzione contrattile. Nel nostro progetto abbiamo sottoposto i donatori a eco stress».
Un progetto da seguire attentamente.

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