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Sempre piu’ Italiani si affidano alle terapie omeopatiche . Mancanza di fiducia nella medicina tradizionale? Nel 2010 sono state 11 milioni le persone che vi si sono affidate, il 18,5% della popolazione. L’omeopatia in Italia muove un giro d’affari di 300 milioni di euro l’anno, contando su 30 aziende e registra tassi di crescita di fatturato del 4% all’anno, nonostante la crisi.
E’ la fotografia del settore secondo i dati dell’Associazione medica italiana di omotossicologia (Aiot). Le donne, più degli uomini, sono quelle che consumano più prodotti omeopatici e li adottano anche per la cura dei propri figli. I medicinali omeopatici più venduti sono gli immunostimolanti, seguono i prodotti di medicina estetica. L’Italia è il terzo Paese europeo dopo Francia e Germania a consumare più medicine omeopatiche. Una ricerca Istat del 2010 rivela che l’omeopatia è il metodo di cura preferito dalle classi medio-alte e istruite. Il consumo è più consistente nelle regioni del Nord, Val D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto e diminuisce man mano che si scende verso Sud .
Il settore lamenta un ritardo nella emanazione delle linee guida per la registrazione dei medicinali omeopatici. L’Aifa ha emesso nel 2010 il regolamento per la registrazione semplificata, valida solo per i medicinali omeopatici per via orale, che non rechino specifiche indicazioni terapeutiche sull’etichetta e abbiano un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza. Per tutti gli altri, manca ancora la definizione della procedura di registrazione. Presto anche le scatole delle medicine omeopatiche avranno un foglietto illustrativo, di fatto ancora assente .

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