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Io adoro le more buone, ma non è così facile trovarle. I rovi sono piante estremamente variabili, come le rose, alla cui famiglia appartengono. Si ibridano molto facilmente e nella stessa zona troveremo more di dimensioni, forma e gusto diversi. In commercio si trovano solo le more senza spine, che non mi piacciono per niente perchè sono insipide e senza profumo. Sull’Appennino Toscano conosco dei posti dove ce ne sono di buonissime, ma è difficile che riesca ad andare alla stagione giusta, così quest’anno, non mi importa se fa ridere, ho chiesto agli zii della mia amica Sabrina, che abitano lì e sanno dove trovare le migliori, se me ne fanno un pò di piantine.
La Sabrina ha un’agriturismo, i Monti, a Palazzuolo sul Senio, in un posto bellissimo da cui si gode la vista dall’alto di tutte le catene montuose che si susseguono, dove io vado tutte le volte che posso. La casa è un’antica costruzione in pietra, circondata da un immenso castagneto, tenuto come un giardino, da campi di farro dorato e prati fioriti. Non mi paga per farle pubblicità, è proprio uno dei miei luoghi preferiti.
I suoi zii raccolgono i frutti di bosco selvatici: more, fragoline, corniole, nespole, amarene, bacche di rosa, sambuco, e lei e suo marito, che è un pasticcere bravissimo,fanno le marmellate.

                                            Questi sono Sabrina e mio padre, che ha 91 anni.

Tornando alle mie more, quest’anno ne ho trovate di buone anche qui: alcune piante, che venivano sempre tagliate prima di andare a frutto, sono state lasciate indisturbate ed hanno prodotto frutti buonissimi. Siccome sono lungo una strada, non è pensabile che questa circostanza si ripeta e i prossimi anni riescano nuovamente a maturare i frutti, così mi sono segnata le piante migliori e adesso le trapianto nel mio vivaio. Anzi sto anche pensando di riprodurle, le migliori di queste e di quelle toscane: anche se susciterò l’ilarità di alcuni visitatori delle fiere (tanto la suscito comunque), so che sicuramente farò felici quelli che amano le more buone.
Se volete riprodurne anche voi il sistema più semplice è fare delle propaggini intrerrando la punta dei rami, subito prima dell’ultimo ciuffo di foglioline che va lasciato fuori. Con questo sistema radicano  rapidamente.
In questa foto si vede un muretto a secco con l’abbeveratoio. Al muretto sono stati appese delle decorazioni in terracotta e dei vecchi paioli dove vengono coltivate le erbe aromatiche assieme a fiori semplicemente ornamentali. E’ una buona idea da copiare.
 

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