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Importante scoperta nel campo delle terapie antitumorali. Grazie ai ‘microtrasportatori telecomandati’ in futuro i farmaci antitumorali potranno essere rilasciati direttamente sul cancro, senza effetti collaterali. L’importante tecnica è stata messa a punto presso il da un gruppo di ricercatori del Politecnico di Montreal, guidati da Sylvain Martel , ed è stata già sperimentata su un coniglio affetto da tumore al fegato. A guidare le microparticelle (che misurano 50 millesimi di millimetro) e’ lo stesso dispositivo che si usa per la risonanza magnetica. I microtrasportatori  sono particelle di polimero biodegradabile con un diametro di 50 micrometri,  leggermente più sottili di un capello umano. All’interno di queste ‘bolle’ sono stati caricati la doxorubicina, un farmaco chemioterapico, e alcune nanoparticelle magnetiche che permettono allo strumento di comandare il cammino dei trasportatori. Il primo test, spiega lo studio pubblicato su ‘Biomaterials’, ha fatto arrivare il farmaco nel fegato del coniglio attraverso la vena epatica, e una volta giunto a destinazione il biopolimero si e’ degradato rilasciando progressivamente la doxorubicina.

“Abbiamo dimostrato che siamo in grado di trasportare i farmaci nel corpo, e ora dobbiamo continuare a dimostrare l’efficacia su altri tipi di tumori”, ha dichiarato Martel, direttore del Laboratorio di nanorobotica dell’ Ecole Polytechnique di Montréal.

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